Santa Camilla da Varano,
esposto il volto ricostruito
“Miracolo” tecnologico in 3d
CAMERINO - A quasi 500 anni dalla morte le spoglie della Santa, canonizzata nel 2010, sono state mostrate oggi pomeriggio nella basilica di San Venanzio con la celebrazione religiosa officiata dal'arcivescovo Massara. Gli esperti hanno preso indicazioni morfologiche dalla scatola cranica, dalle ossa delle mani e dei piedi per rielaborare le informazioni tramite software

Le spoglie della Santa esposte oggi pomeriggio nella basilica di San Venanzio
di Monia Orazi
Le sembianze di Santa Camilla Varano sono riapparse oggi pomeriggio in tre dimensioni grazie ad un avanzato lavoro portato avanti dalla scuola di bioscienze e medicina veterinaria Unicam e dell’esperto del Vaticano Lineo Tabarin, che si è già occupato della ricomposizione del corpo di Padre Pio, di don Carlo Gnocchi e di San Leopoldo Mandic a Padova.
Le spoglie della figlia del duca di Camerino, Giulio Cesare da Varano, da sempre custodite nel monastero che il padre fece costruire per lei, sin dalla morte avvenuta nel 1524, si sono mostrate al pubblico nel loro stato naturale. L’occasione di ricostruire i tratti del volto della Santa, canonizzata nel 2010, è stato dato dalla ricognizione canonica a cui si sono stati sottoposti i resti della religiosa. L’annuncio era stato dato dall’arcivescovo di Camerino monsignor Francesco Massara il 17 ottobre dell’anno scorso, durante la celebrazione per i dieci anni dalla canonizzazione avvenuta a San Pietro.

I sigilli all’urna della Santa
L’operazione ha avuto inizio lo scorso febbraio e si è conclusa oggi con l’apposizione dei sigilli all’urna, con il sostegno della Fondazione Carima e della banca cooperative Casavecchia di Pieve Torina e la collaborazione tra le due docenti Unicam, le professoresse Isolina Marota e Stefania Luciani del laboratorio di archeoantropologia molecolare, con l’esperto Lineo Tabarin. La ricognizione è stata effettuata per rendersi conto, dopo l’ultima avvenuta nel 1959, dello stato in cui si trovano i resti della religiosa, in modo da predisporre opportuni interventi per garantire l’opportuna conservazione delle sacre reliquie.

Le studiose Isolina Marota e Stefania Luciani che hanno ricostruito il volto
Il timore era che le scosse di terremoto, il trascorrere dei decenni e le condizioni ambientali, potessero aver influito sullo stato del corpo di Santa Camilla, che ora è pronto a sfidare di nuovo i secoli. È stato dunque ricostruito grazie all’ausilio delle più moderne tecnologie, a partire dai resti mortali della religiosa, il volto reale di Santa Camilla, che a quasi cinquecento anni dalla morte può essere realmente conosciuta nel suo aspetto dai fedeli. Gli esperti hanno preso indicazioni morfologiche dalla scatola cranica, dalle ossa delle mani e dei piedi della Santa, per rielaborare le informazioni tramite software, ottenendo una ricostruzione tridimensionale computerizzata dei tratti del volto.

La fiaccolata verso il monastero di Santa Chiara
Grande l’emozione nelle sorelle povere di Santa Chiara che nel monastero camerte custodiscono l’urna della Santa, per questo importante lavoro che ha permesso di approfondire ulteriormente la conoscenza di Santa Camilla. La cerimonia si è tenuta nella basilica di San Venanzio, con la celebrazione religiosa officiata da monsignor Francesco Massara, arcivescovo di Camerino San Severino. È seguita una fiaccolata verso il monastero di Santa Chiara.





L’arrivo al monastero




