Galliano chiude dopo 11 anni:
il 2 ottobre l’ultima cena dello chalet

CIVITANOVA - Gian Paolo Lambertucci e Matteo Quintili lasciano la gestione del ristorante-pizzeria: «Non c'entrano né la Bolkenstein né i rincari - spiega Quintili - avevo voglia di dedicarmi di più a famiglia e amicizie trascurate»
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Lo chalet Galliano

di Laura Boccanera

Quella del 2 ottobre sarà l’ultima pizzata da “Galliano”. La storica gestione con a capo Matteo Quintili e Gian Paolo Lambertucci ai saluti dopo 11 stagioni trascorse nello chalet del lungomare nord. Si scioglie un sodalizio che aveva reso lo stabilimento civitanovese rinomato per la sua pizza e non solo. Un’avventura che era partita nel 2007 nel ristorante a Loro Piceno per poi spostarsi a Civitanova dopo 4 anni.

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Gian Paolo Lambertucci e Matteo Quintili

All’origine dell’addio la necessità di riequilibrare i propri tempi di vita e di lavoro come spiega a Cm uno dei titolati Matteo Quintili: «Ho sentito soprattutto io l’esigenza di riprendermi un po’ di quella vita che il lavoro mi aveva sottratto. Soprattutto qui a Civitanova, gestire uno chalet non è come gestire una normale pizzeria e dopo un po’ ho avuto la necessità di dedicarmi di più alla famiglia e alle amicizie. I clienti in effetti non l’hanno presa benissimo – scherza  – ovviamente comprendono le ragioni, ma sono dispiaciuti. Dopo tanti anni si diventa amici».

Il 2 ottobre sarà l’ultima serata di apertura al pubblico e poi il 7 il gran finale con una merenda dedicata ai dipendenti, ai fornitori e agli amici.

A dare l’annuncio oggi sono stati proprio i gestori con un post sulla pagina Facebook dello chalet: “E’ quasi arrivato il momento dei saluti. Che stavolta saranno davvero speciali. Perché il 2 ottobre si concluderà questa bellissima stagione estiva, ma anche l’indimenticabile storia del Galliano. Sì avete capito bene. Per noi è arrivato il momento di iniziare nuovi progetti. Di chiudere la porta del Galliano e di aprire un nuovo portone”.

I progetti per ora sono ancora nel cassetto: «Al momento io ancora non so cosa farò – aggiunge Quintili a Cronache Maceratesi – mi aspetta in primis il viaggio di nozze e poi probabilmente cambierò settore, Gian Paolo Lambertucci invece rimarrà nella ristorazione, ma ancora non c’è nulla di definito».

A pesare sulla scelta solo motivazioni personali, non hanno inciso né la precarietà legata alla Bolkenstein né l’aumento dei prezzi e dei costi dell’energia: «Sì certo, ci sono anche quelli, ma la decisione non è derivata dalle difficoltà» – assicura Quintili. Si chiude così oltre un decennio di un’attività ristorativa che è stata vettore di turismo e legata alla buona ristorazione della città.



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