«Restituiamo speranza ai giovani,
puntiamo sulla scuola
e diamo risposte concrete al territorio»

POLITICA - Riflessioni e proposte di Irene Manzi, candidata alla Camera per il Partito Democratico nel collegio plurinominale delle Marche e responsabile nazionale scuola del Pd. (Messaggio elettorale a pagamento)
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Irene Manzi

«Sono ore tragiche e drammatiche per la nostra regione: sono sconvolta per quanto è accaduto. Esprimo tutto il mio cordoglio per le vittime, la vicinanza ai loro cari e la nostra gratitudine ai soccorritori e agli amministratori che hanno lavorato -fin dai primi minuti- in condizioni difficilissime. È un colpo al cuore per la nostra comunità. Abbiamo sospeso subito la campagna elettorale. È importante che il Consiglio dei Ministri abbia prontamente deliberato lo stato di emergenza per la regione stanziando 5 milioni di euro per le prime necessità. Purtroppo, l’alluvione che abbiamo visto non è solo maltempo, è la conseguenza tragica del cambiamento climatico in corso. È sempre più evidente la necessità di agire subito, servono prevenzione e cura dei nostri territori fragili per affrontare gli effetti della crisi ambientale. Ora vanno aiutati imprenditori, esercenti e famiglie. E’ fondamentale». A parlare è Irene Manzi, candidata alla Camera per il Partito Democratico nel collegio plurinominale delle Marche e responsabile nazionale scuola del Pd.

Per i cittadini marchigiani non c’è pace: il dramma di queste ore si aggiunge alle difficoltà di famiglie e imprese ad arrivare a fine mese.
«Siamo molto preoccupati, conoscevamo da mesi la drammaticità della crisi che stiamo attraversando e -per questo- abbiamo ritenuto irresponsabile e incomprensibile la scelta di Lega, Fi e M5S di far cadere un governo serio e autorevole che stava lavorando per il bene Paese. Ricordo che l’esecutivo Draghi, che noi abbiamo sostenuto lealmente, ha varato provvedimenti per quasi 70 mld di euro: l’Italia è il secondo Paese dell’area Ue per stanziamenti a sostegno di famiglie e imprese dall’inizio della crisi energetica, da settembre 2021 ad oggi. Ora la nostra priorità è stare vicino a famiglie, lavoratori e imprese, aiutandoli contro il caro energia a partire da un contratto bolletta luce sociale per i più fragili, il raddoppio al credito d’imposta per le aziende e un tetto europeo e nazionale al prezzo del gas. Ed è urgente rispondere al caro vita che sta attanagliando le famiglie attraverso un taglio molto forte delle tasse sul lavoro. Restituiamo potere d’acquisto ai lavoratori, aumentando gli stipendi fino a una mensilità in più. Questa è una regione che sta attraversando un momento difficile e serve un impegno doppio per rilanciare le nostre imprese manifatturiere, il sistema turistico, le aree interne, le infrastrutture, la sanità, i servizi, usando bene le risorse del Pnrr. Ecco, immagino questo tempo come quello della prossimità, della vicinanza ai territori, quello dove si mettono al centro le persone e i loro bisogni, a partire da chi sta soffrendo di più gli effetti della crisi e dai giovani».

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Ad Ancona con Enrico Letta

I giovani hanno sofferto molto la crisi, quali strumenti pensate di promuovere per garantire sostegno a questa fascia di popolazione, a partire dagli interventi per la scuola e l’università, fino all’inserimento nel mondo del lavoro?
«Al contrario di altre forze politiche noi abbiamo messo l’istruzione al centro del nostro programma elettorale. L’istruzione è un diritto e qualsiasi ricerca dimostra che dove la scuola funziona meglio, c’è maggiore crescita, occupazione, benessere, capacità di stare nei cambiamenti e riduzione delle disuguaglianze sociali. Per molti non è un investimento sul Paese, per noi lo è certamente. A maggior ragione, dopo tre anni di Covid che hanno allontanato i ragazzi dalle scuole. Rimettere al centro la scuola significa ridare agli insegnanti la dignità e il ruolo che meritano, riportando -nei prossimi cinque anni- gli stipendi in linea con la media europea. Ma significa anche scuola dell’infanzia gratuita per tutti; significa gratuità dei bus e dei libri di testo, un piano di edilizia scolastica che renda gli edifici sicuri e innovativi, attività extra scolastiche, orientamento per avvicinare le ragazze alle materie Stem, il pieno accesso per gli studenti ai servizi psico-pedagogici, l’accesso universale e gratuito dei bambini alle mense scolastiche, l’aumento dei docenti di ruolo per i bambini e ragazzi con disabilità. Non è un caso che i nostri governi abbiano investito risorse significative su scuola e università mentre quelli di centrodestra abbiano tagliato; penso agli 8 mld sottratti alla scuola dal governo Berlusconi, in cui Tremonti, Meloni e Gelmini erano Ministri».

Sui libri di testo, in particolare, le famiglie dovranno affrontare rincari molto significativi.
«In tempi non sospetti abbiamo deciso -anche grazie al lavoro fatto all’interno delle Agorà promosse dal PD- di affrontare il tema dei costi dei libri di testo con la proposta di gratuità per i redditi medi e bassi e l’impegno ad arrivare progressivamente all’universalità di una misura necessaria per sostenere il diritto allo studio e superare divari e disuguaglianze. Non è un caso che nell’ultima legge di bilancio, proprio grazie a una nostra proposta, il fondo per la gratuità dei libri di testo per le famiglie in condizione di disagio è aumentato da 103 a 133 milioni. E, sempre grazie all’intervento del Pd, nel Family Act è stato previsto il potenziamento delle misure di sostegno alle famiglie meno abbienti per l’acquisto dei libri di testo per la scuola secondaria di primo e di secondo grado. Su questo tema era stato positivamente avviato, al Ministero dell’Istruzione, un tavolo di lavoro per adottare gli strumenti migliori per contemperare le esigenze di famiglie, scuole, librai, distributori, editori; dovremmo ripartire anche da lì, pensando, magari anche a mezzi come la detraibilità dei costi o contributi allo scopo. E’ un tema su cui continuare a lavorare nella prossima legislatura per giungere a soluzioni a favore delle famiglie e su cui vorrei impegnarmi».

A proposito di scuola, qui nelle Marche c’è un problema nelle aree interne, come pensate di intervenire per aiutare famiglie, alunni e docenti?
«La diseguaglianza territoriale fra grandi centri urbani e aree interne è un male di questo Paese: penso all’accentramento delle infrastrutture e dei servizi come ospedali, pubbliche amministrazioni, scuole o alla difficoltà di collegare i piccoli centri. Senza intervenire si rende impossibile qualsiasi prospettiva di crescita per queste aree che, invece, potrebbero rappresentare una ricchezza. Quella del “Next Generation UE” rappresenta sicuramente un’opportunità per queste aree del Paese. Va detto chiaramente che il dimensionamento degli istituti scolastici deve scaturire da esigenze di corretta organizzazione e non da meri calcoli economici e/o fini di risparmio di gelminiana memoria. E questo vale, ancora di più nelle aree interne e nei Comuni di montagna. Per cui è fondamentale aprire un confronto ed intervenire sul DPR 81/2009 che individua il numero minimo e massimo di studenti per classe, valutando e valorizzando la specificità delle aree interne. E’ determinante assicurare servizi in quei territori che si affianchino alla ricostruzione materiale, a cominciare proprio dalle scuole, presidio di democrazia».

irene_manzi-2-300x400Come sostenere, invece, le famiglie e affrontare l’inverno demografico che mette a rischio la tenuta futura del Paese?
«Nel prossimo decennio il nostro Paese perderà più di 1 milione di studenti ed è un dato su cui è indispensabile riflettere. Noi abbiamo in mente un grande piano sul sistema integrato da zero a sei anni che prevede per la scuola dell’infanzia (3-6 anni) un accesso universale e gratuito e la progressiva gratuità dei servizi educativi 0-3 anni ai nuclei familiari a basso Isee. Vogliamo investire sull’occupazione femminile- considerato che i Paesi con più alti tassi di lavoro femminile sono anche quelli dove maggiore è la natalità- e sui congedi paritari. Desideriamo che le donne possano scegliere di essere madri senza mai dover rinunciare alla possibilità di lavorare. E ci sono le risorse del Pnrr pensate proprio per il contrasto ai divari di genere che ci danno grandi possibilità. Quel Pnrr che la destra non ha mai votato in Europa e in Parlamento. Pensate, ad esempio, che solo nelle Marche sono arrivati quasi 90 milioni di euro per finanziare 69 interventi per scuole dell’infanzia e per asili nido e poli dell’infanzia per l’intera fascia di età 0-6 anni. Assicurare il diritto all’istruzione per i più piccoli, su tutto il territorio nazionale, è un elemento fondamentale per colmare divari territoriali, per rimuovere gli ostacoli al lavoro femminile e sostenere le famiglie con azioni concrete».

Quale spazio alle politiche femminili?
«Ritengo sia fondamentale varare un Piano Strategico per l’occupazione femminile, sulla linea di quanto voluto dal Pd all’interno del Pnrr, una tassazione agevolata per il secondo percettore di reddito in famiglia, riqualificare le forme di sostegno al reddito delle donne in cerca di occupazione, riconoscere il valore sociale dell’attività di cura, intervenire sui servizi. Accanto a questo è fondamentale che non si arretri sui diritti femminili, per i quali la destra non si è certo battuta in questi anni. Voglio ricordare la battaglia contro le misure per assicurare la partecipazione paritaria delle donne alla vita delle istituzioni (le cd. quote rosa) ma, ancora di più, il mancato recepimento- da parte della Giunta regionale delle Marche- delle linee guida del Ministero della Salute riguardanti la pillola RU486, che prevedono la somministrazione nei consultori familiari ed eliminano il ricovero ospedaliero. Una scelta che si accompagna alle proposte di legge presentante dai consiglieri di destra che vogliono aprire i consultori alle associazioni private. Atti che intendono ridurre e limitare il diritto alla salute e all’autodeterminazione di tutte le donne».

Cosa fare a Roma per rimettere le Marche al centro?
«Grazie a due governi a trazione Pd, e nonostante l’opposizione della destra che questi soldi non li voleva e anzi per molti anni ha pensato bene di proporre l’uscita dall’Euro, il Paese ha potuto beneficiare di risorse come mai prima per rimetterci in piedi. Ora dobbiamo garantire la capacità attuativa del Pnrr da parte delle autonomie territoriali, integrando i finanziamenti per fare fronte al caro materiali e al caro energia, rafforzando la capacità amministrativa degli enti, facilitando l’immissione di personale qualificato, semplificando ulteriormente le norme e le procedure per la realizzazione delle opere pubbliche. E’ notizia di queste ore che, dalle prossime settimane, sarà soppresso l’unico Freccia Bianca che collega la nostra regione con Roma, creando problemi e disservizi gravi. Voglio rinnovare la proposta fatta alcuni giorni fa sulla stampa- e ribadita anche nel corso di una riunione con le categorie produttive: individuare alcuni obiettivi di sviluppo importanti per la nostra regione (penso alle infrastrutture, agli interventi sulle aree interne, allo sviluppo produttivo del nostro territorio) e lavorare insieme trasversalmente, nel lavoro parlamentare e di governo, tra rappresentanti di questa regione per provare a centrarli».

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Irene Manzi al fianco di David Sassoli

L’appello al voto
«C’è una bella frase di David Sassoli che voglio ricordare: “la speranza siamo noi quando non chiudiamo gli occhi davanti a chi ha bisogno, quando non alziamo muri ai nostri confini, quando combattiamo ogni forma di ingiustizia”. Sono parole che richiamano alla giustizia sociale e che guidano il programma del Partito Democratico. Noi crediamo in un Paese che investe sui giovani, sull’educazione, sull’istruzione, la formazione e il lavoro, dove il fisco è equo e ognuno versa secondo le sue possibilità e dove si crea futuro prendendosi cura delle persone. Credo fermamente che sia indispensabile ricostruire un rapporto solido e di fiducia tra politica e cittadini: si può fare solo dando risposte e azioni concrete, concentrandosi sulla vita e le esperienze quotidiane di ciascuno, garantendo presenza ed ascolto dentro e fuori le istituzioni.
Vivendo e lavorando in questa regione ci misuriamo quotidianamente con i problemi reali che toccano i marchigiani, partendo dalle persone più fragili. Insieme agli altri candidati della coalizione Democratici e Progressisti in questi intensi giorni di campagna elettorale stiamo incontrando cittadini, associazioni, istituzioni, ascoltando i loro problemi, confrontandoci con le loro domande. Il nostro intento è quello di continuare a farlo costantemente, con serietà, impegno, conoscenza del territorio, dopo il 25 settembre per riavvicinare, in modo costruttivo e partecipativo, cittadini e politica. Ecco perché pensiamo sia fondamentale, il prossimo 25 settembre, andare a votare».

(Messaggio elettorale a pagamento)



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