«Flussi migratori,
centrale il ruolo dell’università»
MACERATA - Presentato a Unimc il libro Migranti di Ieri e di Oggi

di Christian Trevisti
L’Università deve avere un ruolo centrale nella gestione dei flussi migratori. Questo quanto si apprende dalla presentazione del libro Migranti di Ieri e di Oggi. Movimenti di Popolazione tra le due Sponde dell’Adriatico in Età Moderna e Contemporanea, svoltasi all’interno del ciclo di eventi Il Colloquio dell’Edizioni Università di Macerata. La presentazione si è svolta martedì 28 giugno sul canale YouTube di UniMc.
Il saggio, scritto da Emanuela Costantini e Paolo Raspadori, è stato pubblicato nel gennaio 2021. Frutto di un convegno organizzato nel 2017 cui il Comune di Spoleto diede un importante contributo, ripercorre la storia dei flussi migratori e degli scambi culturali tra le due sponde del Mar Adriatico. Il volume pone un’enfasi particolare sul modo in cui eventi storici come la nascita degli Stati nazionali e la Guerra Fredda hanno mutato le relazioni tra l’Italia e i Paesi balcanici.
Come sottolineato da Costantini e Raspadori durante la presentazione, da un punto di vista storico gli scambi tra le due sponde sono stati frequenti e proficui (anche perché, fino al 1866, la Penisola italiana e quella balcanica erano parzialmente unite sotto la Casa d’Asburgo), ma in seguito alla nascita degli Stati nazione il Mar Adriatico è diventato una barriera. La divisione tra Mediterraneo e Balcani ha raggiunto l’apice negli anni della Guerra Fredda, quando tra Gorizia e Nova Gorica si stagliò una ‘cortina di ferro’ e le due aree geografiche si configurarono come mondi separati: da un lato la democrazia e il capitalismo, dall’altro il collettivismo e l’oppressione del Partito del Lavoro d’Albania, della Lega dei Comunisti di Jugoslavia e della Dittatura dei Colonnelli.

Raspadori e Costantini fanno notare che sin dalla caduta del Regno Austro-Ungarico i Balcani sono stati caratterizzati da una grande instabilità politica, alla base di molte migrazioni da est verso ovest. Anche i varietà e la musica leggera della Rai, che spesso potevano essere captati dalle radio e dalle televisioni utilizzate da chi si trovava sulla sponda orientale dell’Adriatico, hanno avuto un ruolo determinante nei fenomeni migratori del secondo Novecento e del nuovo millennio.