L’ultima cena del ristorante Orso:
chiude dopo 45 anni
la cucina del cuore dei civitanovesi

UN PEZZO DI STORIA CHE SE NE VA - A fine mese la storica sala banchetti e ricevimenti di Fontespina cessa le attività e si avvia alla vendita. Il titolare Rossano Orso: «Spolpati da due anni di pandemia e con le banche che ci negano il credito per andare avanti»
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Il ristorante Orso con tutto lo staff e i titolari

di Laura Boccanera

Il 27 febbraio l’ultimo evento, poi le luci si spegneranno, niente più musica in quelle sale dai nomi solenni che ricordano tempi perduti di ricchezza e di abbondanza. Stavolta è vero, il ristorante Orso, istituzione civitanovese, pilastro dei matrimoni marchigiani, chiude. Negli anni passati varie voci erano circolate circa l’ipotetica chiusura dell’attività, ma erano del tutto infondate.

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Rossano Orso titolare del Ristorante Orso

A confermarlo ora invece è il titolare, Rossano Orso che col cuore gonfio di tristezza si è trovato costretto a prendere questa decisione: «L’abbiamo deciso definitivamente venerdì, poi abbiamo avvertito le coppie che avevano prenotato e poi tutti i nostri collaboratori. Dopo 45 anni di vita quassù è durissima scrivere la parola fine», dice a Cronache Maceratesi.

Ed è un colpo durissimo anche per i civitanovesi: pur essendo infatti un’attività privata, di fatto il ristorante Orso è stato il luogo del cuore di migliaia di civitanovesi e non solo. Non esiste famiglia che non abbia una foto ricordo di un matrimonio, di una comunione o cerimonia di un parente celebrato all’interno della sontuosa villa sulla collina di Fontespina, non esiste generazione che non abbia trascorso almeno un Carnevale nella sala Imperial o coppia di sposi che non sia stata immortalata sulla scalinata di accesso al ristorante.

Immagini che a riguardarle oggi assumono il sapore della nostalgia, di quando le famiglie erano numerose e il passato un’età dell’oro perduta. Sinonimo di festa, di banchetto,  quando l’abbondanza dei piatti e il “ripasso” delle portate erano parole d’ordine di accoglienza da parte della famiglia Orso, e le pietanze della tradizione erano quelle della marchigianità autentica che non lasciava spazio a tendenze o mode passeggere. E dopo 45 anni di vita, anche per l’Orso è arrivato il tempo del ritiro.

Poco prima di Natale la famiglia aveva perso anche un altro pilastro, Giuseppa Gazzani, nonna di Rossano e fondatrice e cuoca dell’attività scomparsa a 101 anni, anima vera di quel luogo che aveva fatto cresceremo come una famiglia assieme ai suoi cari e ai tanti collaboratori che nel corso degli anni erano passati tra sala e cucina.

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Uno dei primi matrimoni all’Orso del 1977 anno dell’inizio attività tratta dalla pagina Fb del ristorante

Uno stop preso  a malincuore e contro il quale la famiglia ha cercato di correre ai ripari, anche se gli ultimi 2 anni di pandemia e non ultimo i rincari in bolletta hanno fatto decidere per la sospensione definitiva delle attività. «Abbiamo cercato in tutti i modi di evitarlo – continua Rossano Orso – ma la banca ci ha negato un ulteriore finanziamento ipotecario e alla fine abbiamo dovuto prendere questa decisione drastica e fortissima, in primis per noi. Lo abbiamo comunicato ai collaboratori, ai clienti. E piange il cuore nel sentire l’affetto e la vicinanza di tutti. C’erano anche nipoti che si sarebbero sposati qui da noi come avevano fatto i nonni. E poi tutti i nostri collaboratori, 84 persone fra fissi e a chiamata, anche loro sono tutti dispiaciuti».

Tra le ragioni la difficile congiuntura economica che ha strangolato strutture ricettive così grandi come sale banchetti e ricevimenti: «Nel 2017 avevamo investito 1 milione di euro, quindi ci credevamo, non era nei nostri piani, ma quando in 2 anni lavori solo 4 mesi, quando ci hanno fatto perdere il mese di dicembre che è il 25% del fatturato annuo con annullamento di ogni convention e festività e non ultimo l’aumento così elevato dei costi dell’energia ci siamo ritrovati strangolati. Fino ad oggi abbiamo fatto investimenti, aumento di capitale, rimesso risparmi personali, ma stavolta siamo spolpati e costretti a dire basta. Anche solo a tenerla ferma una struttura come questa è costosa. Non auguro neanche al mio peggior nemico quello che abbiamo vissuto noi».

Ora per il futuro si prospetta davvero l’ipotesi di vendita e cessione «ma ancora non abbiamo nessuna offerta» precisa infine il titolare. Nel futuro della famiglia che ha legato per sempre il suo nome alla ristorazione non è escluso più avanti investimenti di altro genere: «Questo tipo di formula con numeri così elevati è ormai fuori dal tempo – prosegue Orso – bisogna studiare formule con costi fissi meno impegnativi, catering, piccola ristorazione. Spero solo sia davvero l’inizio per qualcosa di nuovo e che possa darci un po’ di quella serenità che questi ultimi anni ci ha tolto». E ce lo auguriamo anche noi.

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Un veglione di Capodanno del 1979

E’ morta a 101 anni Giuseppa Gazzani, fondatrice e cuoca del ristorante Orso

 



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