Stalking all’assessore Belletti:
a giudizio l’ex consigliere De Vivo

CIVITANOVA - L'accusa contesta le affermazioni che l'uomo avrebbe fatto nel corso di alcune dirette Facebook. Oggi l'udienza davanti al gup del tribunale di Macerata. La difesa: «È certo della sua estraneità ai fatti contestati e di chiarire tutto nel corso del processo»

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Livio De Vivo

 

Rinviato a giudizio l’ex consigliere comunale di Civitanova, Livio De Vivo: avrebbe preso di mira l’assessore al Bilancio Roberta Belletti con delle dirette Facebook e in un caso sarebbe stato visto aggirarsi sotto il suo studio di commercialista. Le accuse sono stalking e diffamazione. L’udienza si è svolta oggi davanti al gup Claudio Bonifazi del tribunale di Macerata.

Secondo l’accusa (sostenuta oggi dal pm Vincenzo Carusi) De Vivo il 28 maggio del 2020 nel corso di una diretta Facebook avrebbe accusato Belletti di essere una matta, di rischiare la carcerazione e controlli da parte della Finanza, questo in relazione al suo incarico di assessore al Bilancio del Comune.

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L’assessore Roberta Belletti

Il 3 agosto avrebbe fatto una diretta e avrebbe fatto riferimento ad una presunta lettera anonima e in base a questa accusato falsamente Belletti di essere l’amante del vicesindaco di Civitanova.

Inoltre le avrebbe imputato condotte illecite, continua l’accusa. Avrebbe inoltre invitato il marito dell’assessore a controllarla e avrebbe accusato i componenti della Giunta di Civitanova di far uso di droga. Il 6 settembre del 2020, continua l’accusa, De Vivo aveva pubblicato su Facebook una foto di Belletti rivolgendole accuse in merito al suo incarico. Il 21 maggio del 2020, continua l’accusa, De Vivo sarebbe stato visto aggirarsi nei pressi dello studio di Belletti. Comportamenti, dice l’accusa, che avevano causato uno stato d’ansia e di paura nell’assessore. De Vivo, assistito dall’avvocato Michela Foglia oggi è stato rinviato a giudizio. Belletti è parte civile, assistita dal legale Pietro Siciliano.

«Il mio assistito intende difendersi al processo, proprio per questo ha deciso di rinunciare a riti alternativi come abbreviato o patteggiamento – dice l’avvocato Foglia -. È certo della sua estraneità ai fatti contestati e sicuro di chiarire tutto nel corso del processo».

(Gian. Gin.)


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