La bussola di Andrea Pizzarulli:
da un garage alla quotazione in borsa,
primo civitanovese a riuscirci
SUCCESSO - Con Civitanavi nel 2012 ha scommesso su un prodotto altamente tecnologico, unico nel suo genere e a basso costo. Oggi l'azienda ha 25 milioni di fatturato, 120 dipendenti e lavora con tutto il mondo realizzando strumenti di navigazione in assenza di gps per ogni settore: «da qualche chilometro sotto terra fino ai satelliti nello spazio»

Alcuni dei prodotti realizzati da Civitanavi
di Laura Boccanera
Da un piccolo scantinato di via Custoza, a Civitanova, fino alla quotazione in borsa. In dieci anni ne ha fatta di strada la Civitanavi System, azienda che ha Civitanova nel nome, come civitanovese è il suo fondatore: Andrea Pizzarulli. Un’escalation che in Italia, almeno di questi tempi, non ha precedenti e che ha anche il merito di essere il primo civitanovese a scalare la finanza con la quotazione in borsa.

L’imprenditore civitanovese Andrea Pizzarulli
E pensare che tutto era iniziato davvero da un garage, quello dell’ex fabbrica di scarpe di famiglia dove il giovane ingegnere che era stato nella Silicon valley si mise in testa di realizzare bussole ad altissima precisione ma senza sistemi gps o magnetici per imbarcazioni. In questo decennio il fatturato è raddoppiato ogni anno, da 10 dipendenti l’azienda è passata ad averne 120 e con un mercato composto dai big player del settore inserendo i propri sistemi di controllo da «qualche chilometro sotto terra fino ai satelliti in orbita. Fantascienza che oggi è realtà e ha una sede a Pedaso. E’ qui che l’azienda espandendosi ha posto radici diventando quello che è e raggiungendo un fatturato di 25 milioni di euro. Il prodotto è uno strumento per la navigazione e stabilizzazione in assenza di gps e campi magnetici, ma dalle imbarcazioni si è allargato a ogni campo di applicazione, davvero da sotto terra al cosmo come spiega il fondatore che aveva meno di 40 anni quando è partito con la sua start up: «siamo partiti da quel seminterrato e con 500mila euro di capitale sociale che se ci ripenso allora era una cifra enorme – racconta – era la fabbrica di mio padre e tra qualche sbavatura di mastice che ancora era presente siamo partiti, penso fossimo non più di dieci. Dal 2012 ad oggi abbiamo raddoppiato il fatturato ogni due anni, siamo arrivati ad avere 120 dipendenti. Il core business è rimasto sempre lo stesso, ma si è allargato ad ogni applicazione possibile, davvero dalle navi ai satelliti, ai sistemi di trivellazione sotto terra dove non ci sono campi magnetici e le nostre bussole di precisioni sono fondamentali.
Per i primi 3 anni la nostra committenza era solo con l’estero, ora un 12% invece sono clienti italiani e anche grossi nomi del settore da Leonardo (l’azienda italiana partecipata del Ministero attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza), Pae System e altri big player. In realtà è davvero un cerchio che si chiude se penso che anni fa fui io ad andare nella Silicon valley e oggi abbiamo clienti che arrivano proprio da quella zona. In questo senso siamo un unicum molto particolare per chi ricerca un prodotto come il nostro con accuratezza e basso costo».

E da Civitanova Pizzarulli ha fatto base a Pedaso: «la scelta è ricaduta su Pedaso perché qui abbiamo trovato uno spazio che faceva davvero al caso nostro. Siamo una struttura con laboratori più che manovia, molti uffici e lo spazio di Pedaso sembrava perfetto per noi, capace di espandersi in base alla nostra necessità. Inoltre lavoriamo già da remoto con alcuni professionisti a Roma e Napoli, in questo senso la pandemia con lo smart working per noi da un punto di vista progettuale e dinamica del lavoro ha cambiato poco le abitudini». Una crescita costante che ha portato l’azienda a voler fare un salto di qualità fino a tentare la strada della quotazione nel mercato azionario, primo civitanovese a farlo e una delle poche aziende marchigiane in borsa.
«L’azienda ha continuamente investito – spiega Pizzarulli – però cercavamo un modo per crescere più velocemente e nella maniera giusta e abbiamo individuato questo processo come adatto a noi. L’obiettivo è quello di valutare l’apertura di sedi all’estero, ma mantenere l’agilità e l’autonomia che fino ad oggi ci hanno portato a fare bene».
Tanto che all’interno della parte produttiva dell’azienda c’è anche una formula di training per i nuovi arrivati: «non è facile trovare personale così specializzato sia dal punto di vista progettuale che manifatturiero e di assemblaggio. Per questo chi entra come assemblatore per la parte produttiva viene selezionato sulla base di una serie di skill che non sono esattamente quelle della manovia, da noi ad esempio avendo a che fare con sistemi precisissimi la calma e l’attenzione sono più importanti della velocità di esecuzione. A loro affianchiamo personale esperto che fa formazione e a loro volta i nuovi avvieranno chi verrà dopo. Per quanto riguarda la parte progettuale invece abbiamo gli ingegneri della Politecnica e dove vengono richieste figure più specialistiche attingiamo al mercato nazionale. L’idea di espansione è anche di aprire una sede a Milano».
Da Civitanova alla Silicon Valley nel segno della tecnologia
Persone così fanno onore all’Italia.
Complimenti vivissimi!
Invece de piagne, che é lo sport nazionale di questo Paese, vi siete dati da fare ed i risultati sono arrivati.
Bravi.