Scritte contro la Kyenge,
Tommaso Golini assolto
dall’accusa di odio razziale

MACERATA - L'ex leader di Forza Nuova era finito sotto accusa per fatti avvenuti nel 2013. La Corte d'appello ha confermato la condanna per diffamazione e la difesa ha annunciato ricorso in Cassazione
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Tommaso Golini

 

Sotto accusa per le scritte contro l’allora ministro Cecile Kyenge («Torna in Congo»), Tommaso Golini è stato assolto dall’accusa di propaganda di idee fondate sull’odio razziale dalla Corte di appello di Ancona. Confermata invece la condanna per diffamazione che era stata decisa in primo grado al tribunale di Macerata (il legale di Golini, l’avvocato Mario Giancaspro, ha annunciato su questo che farà ricorso in Cassazione).

Il processo si è concluso martedì. A Golini venivano contestati fatti che risalgono al 2013 quando davanti alla sede del Pd di Macerata, in via Spalato, era comparso un cartello con scritto “Kyenge torna in Congo”. In primo grado, l’ex leader di Forza Nuova di Macerata era stato condannato a una multa di 1.500 euro. La Corte di appello di Ancona ha ritenuto insussistente il reato di propaganda razzista. Golini ha sempre negato di essere l’autore delle scritte.

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