Confargianato, Emanuele Pepa
nuovo presidente regionale:
«Impegno per lo sviluppo»

IMPRESE - Ha 50 anni ed è recanatese. «Dobbiamo tutelare il Made in Italy, il know how e la nostra storia. Le aziende sono nella tempesta perfetta tra pandemia, mancanza di materie prime e costi alle stelle»
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Emanuele Pepa

 

L’imprenditore recanatese Emanuele Pepa, 50 anni, è il nuovo presidente regionale di Confartigianato Marche. «Sono orgoglioso – ha detto il neo presidente – di ricoprire questo incarico e rappresentare le nostre imprese nel territorio Regionale. Massimo sarà il mio impegno per lo sviluppo del sistema produttivo della nostra Regione».

Alle spalle una lunga storia imprenditoriale di famiglia e l’orgoglio di aver saputo costruire e innovare sulle radici della tradizione. Pepa è sposato e ha due figli. Ha iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia “Pepa Trasporti” dal 1992, fondata nel 1953 dal nonno Armando sviluppata prima dal padre Sergio e poi con il grande apporto dei due fratelli Daniele e Marco danno vita a “Pepa Group”attivo in diversi settori: trasporti specializzati, eccezionali, sollevamenti, deposito di magazzini e logistica.

Ai lavori congressuali è seguita l’assemblea di Confartigianato Marche: “Economia, imprese, territorio, responsabilità”, coordinata dal segretario regionale Giorgio Cippitelli. In collegamento in apertura il presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli. Tanti gli interventi, da quello del governatore Fracensco Acquaroli, a quello dell’arcivescovo metropolita di Ancona-Osimo, monsignor Angelo Spina, all’assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, al rettore Univpm Gian Luca Gregori, al presidente di Istao Pietro Marcolini. In collegamento Aldo Bonomi, direttore del Consorzio Aaster. Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, trattenuto da impegni istituzionali, ha partecipato con un videomessaggio. Tra i temi trattati dal neo presidente di Confartigianato nella sua relazione le infrastrutture, il fisco, la burocrazia, il Pnrr, i bonus edilizia, il credito alla digitalizzazione. Le imprese, ha sottolineato, sono «nella tempesta perfetta strette tra pandemia, mancanza di materie prime e costi alle stelle che stanno fortemente rallentando l’economia. Dobbiamo tutelare il made in Italy, il nostro know how, la nostra storia. E’ fondamentale sostenere la nostra economia fatta di micro e piccole imprese che non delocalizzano, che esportano, che sono la forza del nostro territorio».



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