Unione montana, passa la modifica
«Regione sconcertante:
divide i Comuni invece di aggregarli»

APPROVATA la proposta che vieta a Castelsantangelo, Valfornace e Monte Cavallo di entrare nell'ente per 10 anni. La rabbia dei primi cittadini Falcucci, Cecoli e Citracca, sentiti da Cronache Maceratesi. Il consigliere dem Carancini: «Legge ad personam approvata a notte fonda ed “orchestrata” con il chiaro intento di tenere fuori specifici sindaci e di conseguenza alcune comunità di montagna»
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Il Consiglio regionale

 

di Monia Orazi

«Stanotte alle ore 4 le destre di governo delle Marche, con in testa il presidente Francesco Acquaroli che mai ha presenziato in aula come avvenuto per questa legge, con al proprio fianco il capogruppo della Lega Renzo Marinelli, hanno sentito l’urgenza di approvare una legge con la quale di fatto puniscono i Comuni maceratesi di Castelsantangelo sul Nera, Monte Cavallo e Valfornace costringendoli a restare fuori dall’Unione montana per i prossimi 10 anni».

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Il palazzo dell’Unione montana di Camerino

Così il consigliere regionale Romano Carancini ha annunciato l’approvazione delle modifiche alla legge regionale 35 del 2013, presentate dai consiglieri regionali Renzo Marinelli, Jessica Marcozzi, Giacomo Rossi e Carlo Ciccioli, che di fatto impediranno l’ingresso di nuovi comuni nell’unione montana “Marca di Camerino”, guidata dal presidente Alessandro Gentilucci. I sindaci interessati dal provvedimento chiederanno di costituire una propria unione montana o di entrare a far parte di quella confinante, l’Unione dei Monti Azzurri, guidata dal presidente Giampiero Feliciotti. E’ previsto che i comuni che non abbiano aderito all’Unione montana non possano entrare a farne parte prima di 10 anni dalla sua costituzione avvenuta nel 2015, lo stesso vale per i comuni che avevano presentato recesso. L’ultima modifica prevede che in caso di domanda, valga il silenzio dissenso. Castelsantangelo ha chiesto di entrare nel 2018, gli altri due Comuni nel 2019, anche Bolognola e Visso che non si sono mai espressi nel merito, non potranno entrare.

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Romano Carancini

«Come nelle logge massoniche – continua Carancini – impone il voto segreto ai sindaci dell’Unione montana, ente pubblico costituito da Comuni, per esprimere il consenso all’entrata in Unione Montana di chi ne fa richiesta; introduce il principio del silenzio diniego, in netto contrasto con la normativa di riferimento, se trascorrono i 6 mesi senza la risposta formale, quel silenzio vale diniego all’entrata. Dunque senza neppure lo scomodo, per la monarchia montana, come in ogni monarchia, di motivare il perché non si voglia fare entrare i comuni che inizialmente non avevano aderito».

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Alessandro Gentilucci

Dopo anni di mancate risposte, con i sindaci dei tre Comuni che hanno più volte sollecitato l’ente montano e la Regione, oggi pomeriggio al Comune di Monte Cavallo è arrivata la risposta con cui si nega l’ingresso nell’ente montano, perché l’amministrazione comunale non ha adempiuto alle modifiche richieste dallo Statuto dell’Unione Marca di Camerino. Carancini spiega come il presidente dell’Unione montana Gentilucci, sia anche presidente del Cal: «Ciliegina sulla torta: la legge regionale approvata stanotte è arrivata al termine del suo iter anche grazie al parere favorevole da parte del Cal, Consiglio delle autonomie locali, il cui presidente è, ohibò, anche il presidente della stessa Unione montana, in lapalissiano conflitto d’interessi. Morale della favola: la legge ad personam approvata a notte fonda ed “orchestrata” con il chiaro intento di tenere fuori dall’Unione montana specifici sindaci e di conseguenza alcune comunità di montagna che non avranno le stesse opportunità delle altre, miete non solo le vittime “prescelte” ma anche altri comuni, come ad esempio Visso e Bolognola, che non potranno entrare a far parte dell’Unione per i prossimi 10 anni».

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Mauro Falcucci

Così ha commentato a caldo la notizia Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera: «Apprendiamo con sorpresa la notizia dell’approvazione di queste modifiche dalla stampa, l’interesse della Regione dovrebbe essere quello di unire i comuni. Restiamo davvero stupiti, attendiamo di entrare da ben tre anni, all’epoca della costituzione dell’Unione Montana abbiamo deciso di non entrare per esclusive ragioni di carattere economico e non politico. Il motivo era uno solo, l’esorbitante costo del personale all’epoca. Valuteremo cosa fare insieme agli altri comuni».

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Pietro Cecoli

Gli fa eco Pietro Cecoli, sindaco di Monte Cavallo: «Sono sbalordito da come la Regione possa avallare una proposta sottoscritta da consiglieri dell’area montana che divide i comuni e non li aggrega. Tra l’altro consiglieri regionali come Marinelli e anche Pasqui hanno fatto parte delle unioni montane di riferimento dei Comuni di cui sono stati sindaci, anche se Pasqui non ha firmato è sicuramente consapevole di questa norma. Non molliamo, valuteremo se costituire un ente montano per conto nostro».

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Massimo Citracca

Da Valfornace Massimo Citracca annuncia che forse chiederà di entrare nell’Unione montana dei Monti Azzurri: «Sono sconcertato da questa notizia in un periodo in cui bisogna unire la zona montana, già colpita dal sisma invece si divide. Avevamo chiesto di rientrare come segno di volontà di unire il territorio. Come comune abbiamo già approvato il bilancio andremo avanti per la nostra strada, magari parlerò con il presidente Giampiero Feliciotti dell’Unione montana dei Monti Azzurri, per valutare di poter entrare, questo è un ente che funziona molto bene. Valfornace confina con i comuni di Caldarola e Cessapalombo. Siamo stati fuori per anni, ora andremo avanti, ci doveva essere maggiore attenzione da parte della giunta regionale».

 

 

 

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