In manette per estorsione,
45enne torna libero
MONTECASSIANO/TREIA - Michele Pranzetti era ai domiciliari per l'accusa di aver portato via 120mila euro ad una donna, insieme ad un complice. Il tribunale del Riesame ha accolto la richiesta della difesa e ha revocato la misura cautelare
Estorsione di 120mila euro a una donna, torna libero uno degli arrestati. Michele Pranzetti, 45enne di Treia, finito agli arresti domiciliari nell’ambito di una indagine svolta dai carabinieri, è tornato libero dopo il ricorso del suo legale, l’avvocato Vanni Vecchioli, al tribunale del Riesame di Ancona. L’uomo la scorsa settimana era comparso davanti al giudice del tribunale di Macerata per l’interrogatorio di garanzia. L’uomo al Gip ha detto che non c’era stata nessuna estorsione e ha fornito una sua versione dei fatti. Dopo questa udienza c’è stato il ricorso al Riesame che ha deciso la revoca della misura cautelare. Grazie a questa decisione il 45enne è tornato libero. Oltre a lui era stato arrestato anche un 39enne di San Giorgio a Cremano, Gianluca Minale. Secondo gli inquirenti Pranzetti sarebbe entrato in contatto con una 45enne di Montecassiano dalla quale sarebbe riuscito ad ottenere dall’aprile al luglio di quest’anno, 120 mila euro arrivando anche, secondo gli inquirenti, a fare delle minacce dicendo che conosceva persone legate alla camorra. L’avvocato Vecchioli dopo l’interrogatorio di garanzia aveva spiegato: «a nostro parere la vicenda è stata ridimensionata. Ha negato che ci sia stata una estorsione e le richieste di denaro e ha dato la sua versione dei fatti. Le minacce di cui si parla non risultano da nessuna parte nelle centinaia di pagine estrapolate dall’accusa. Ne parla la parte offesa ma non ce n’è traccia».
(Gian. Gin.)
Estorsione di 120mila euro, l’artigiano nega «Delle minacce non c’è traccia»
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