Si spaccia per camorrista
e si fa consegnare 120mila euro:
due arresti per estorsione

MONTECASSIANO - Un 45enne di Treia, Michele Pranzetti, e un 39enne campano, Gianluca Minale, sono finiti agli arresti domiciliari in seguito ad una indagine condotta dai carabinieri. La vittima ad aprile era stata contattata da un uomo che diceva di avere in ballo un affare con il fratello di lei, da quel momento le richieste di denaro sarebbero state continue. Il legale: «I fatti saranno ridimensionati»

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di Gianluca Ginella

Estorsione di 120mila euro ad una donna che vive a Montecassiano, avrebbe ricevuto richieste di soldi da due uomini, uno di questi le avrebbe detto di fare parte di una associazione di stampo camorristico e l’avrebbe minacciata dicendo cose tipo che se non avesse pagato avrebbe contattato persone che appartenevano alla Camorra e che erano senza scrupoli: in manette due uomini, un 45enne di Treia, Michele Pranzetti, artigiano, e Gianluca Minale, 39 anni, di San Giorgio a Cremano.

È ad aprile scorso che una donna avrebbe ricevuto la prima richiesta di denaro, 11mila euro, che le sarebbe stata fatta da Pranzetti. La questione riguardava l’acquisto di un’auto fatta dall’uomo insieme al fratello della donna. Per la vicenda della vettura la donna sarebbe stata costretta a versare, in tutto, 29,700 euro. Il denaro, tramite bonifico, era finito sul conto di una società che era stata indicata alla donna da Minale. Successivamente la donna sarebbe stata costretta a versare ulteriori 11mila euro a favore di una concessionaria. In questo caso per impaurirla le sarebbe stato detto che era pericoloso non fare quanto le veniva chiesto perché le persone di Napoli che conoscevano erano pericolose e legate alla Camorra. E così aveva pagato. E da quel moment la donna, dietro alle minacce, sarebbe stata costretta a versare nel giro di pochi mesi parecchi altri soldi, che aveva nella sua disponibilità grazie alla vendita di alcuni immobili. La donna nel luglio scorso sarebbe arrivata a versare, in tutto, 120mila euro. Poi, esasperata dalla situazione, era andata a fare denuncia ai carabinieri. Da quel momento sono partite le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Macerata e della Sezione operativa della Compagnia di Macerata. Gli inquirenti hanno ricostruito le richieste di denaro e le presunte minacce fatte alla donna per ottenerlo.

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L’avvocato Vanni Vecchioli

Alla fine la procura ha chiesto e ottenuto dal gip Giovanni Manzoni, due misure cautelari per il 45enne di Treia e il 39enne campano. Per entrambi sono stati disposti gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. La prossima settimana ci sarà l’interrogatorio di garanzia. Pranzetti è assistito dall’avvocato Vanni Vecchioli, Minale è tutelato dal legale Luigi Alaia.

«Nelle prossime ore leggeremo le contestazioni, il mio assistito rigetta gli addebiti, sicuramente i fatti saranno ridimensionati», ha commentato l’avvocato Vecchioli.

(Ultimo aggiornamento alle 13,20)


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