“Questo non è amore”,
stand della Polizia
a Macerata e Civitanova

GIORNATA internazionale contro la violenza sulle donne, domani il punto informativo nelle due città dove verrà distribuita la brochure 2021 predisposta dalla direzione centrale anticrimine: sarà possibile avere indicazioni e suggerimenti con particolare riguardo alle attività di prevenzione
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Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, domani il personale specializzato della questura di Macerata, in collaborazione con il centro antiviolenza Sos Donna, sarà presente nel pomeriggio, a Macerata in piazza della Libertà e a Civitanova al centro commerciale Cuore dell’Adriatico, sempre in collaborazione con il Centro Antiviolenza cittadino, con l’allestimento dello stand “Questo non è amore”. Si tratta di un punto informativo sul diffuso fenomeno della violenza sulle donne dove verrà distribuita la brochure 2021 predisposta dalla direzione centrale anticrimine della Polizia e sarà possibile avere indicazioni e suggerimenti con particolare riguardo a quelle che sono le attività di prevenzione. «Sono 89 al giorno le donne vittime di reati di genere che si contano in Italia, secondo le segnalazioni raccolte dalle Divisioni Anticrimine delle Questure – si legge in una nota-. Nel 62% di casi si tratta di maltrattamenti in famiglia. Grazie alle iniziative già realizzate dalla Polizia di Stato sul campo della prevenzione, è stato possibile registrare una leggera diminuzione dell’andamento degli omicidi di donne rispetto agli omicidi in genere: se nel periodo gennaio-agosto 2020 le donne vittime di femminicidio erano il 48% di tutte quelle uccise, nell’analogo periodo del 2021 l’indice scende al 41%. Nel 72% dei casi l’autore è il marito o l’ex marito; in 1 caso su 2 ha usato un’arma da taglio; il 70% delle vittime erano italiane. Sale il dato delle donne che lasciano figli piccoli: nel gennaio-agosto 2020 era del 25%, mentre nell’analogo periodo del 2021 del 31%; è del 40% se si considerano gli omicidi commessi fino alla data della pubblicazione della brochure. Sul fronte della prevenzione continua ad essere l’ammonimento del questore il provvedimento più efficace: ed infatti l’intervento repressivo, ovvero l’arresto di chi arriva a compiere un atto del genere, assume un valore del tutto relativo poiché avviene laddove gli strumenti preventivi non abbiano avuto efficacia. Il numero più alto di ammonimenti per atti persecutori si registra al sud; quello degli ammonimenti per violenza domestica, invece, nelle regioni del nord Italia. Aumenta di poco il numero delle recidive nei casi di violenza domestica: i soggetti denunciati successivamente all’irrogazione dell’ammonimento passano dal 7% al 9%; diminuiscono sensibilmente invece le recidive per atti persecutori: dall’11% al 6%. Nel 49% dei casi i soggetti ammoniti, sia per stalking che per violenza domestica, vivono o hanno vissuto con la vittima. Si offre, però, anche una mano agli uomini maltrattanti, a coloro che agiscono violenza senza ancora sfociare in un reato più grave che richiede un intervento di polizia giudiziaria. La Polizia di Stato rappresenta, in questo senso, uno snodo fondamentale di una rete composta da istituzioni, enti locali, centri antiviolenza e di recupero dei maltrattanti, associazioni di volontariato che si impegnano ogni giorno per affermare un’autentica parità di genere, contro stereotipi e pregiudizi. In un periodo storico caratterizzato da emergenze che hanno segnato la storia di tutto il mondo, la Polizia di Stato ha adattato il suo approccio operativo attualizzandolo con nuovi strumenti tecnologici, come l’app YouPol, che tuttavia non sostituisce – per i casi gravi – la chiamata al Numero di Emergenza Unico Europeo “112” e/o 113, soprattutto nei casi di pericolo imminente. 24 ore su 24 e per 365 giorni all’anno, questo numero è sempre attivo, però YouPol può aiutare le vittime e i testimoni di atti di violenza domestica a chiedere aiuto. Con l’opuscolo “…questo non è amore”, elaborato dalla direzione centrale anticrimine della Polizia, si vuole offrire alla cittadinanza un servizio di informazione, sensibilizzazione ed aiuto sui temi del contrasto alla violenza di genere, anche per l’emersione del “sommerso”, con l’obiettivo di aiutare le donne a difendersi da violenze fisiche, psicologiche, verbali ed economiche».

Quattro le vittime, in 483 si sono rivolte ai Centri antiviolenza: la maggioranza ha tra 30 e 49 anni



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