Fondi europei in arrivo, Pd:
«Imbarazzante superficialità della Giunta
Dica che progetti ha in mente»

POLITICA - La segreteria provinciale del Pd Macerata chiede una road map degli incontri con gli attori sul territorio e che vengano resi pubblici i documenti, i “milestones” e gli obiettivi già inviati al governo e a Bruxelles per l’impiego delle risorse
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Paola-Castricini

Paola Castricini

 

Una “road map” che preveda incontri con tutte le parti sociali, economiche e territoriali e che vengano resi pubblici i documenti, i “milestones” e gli obiettivi già inviati al governo e a Bruxelles per l’impiego delle risorse. A chiederli alla giunta regionale guidata dal presidente Francesco Acquaroli è la segreteria del Pd della provincia di Macerata che accusa: «La giunta regionale dica chiaramente quali progetti ha in mente e quali metodi intende adottare per gestire i fondi europei in arrivo. Fin da quando il Recovery Plan è stato adottato dall’Unione Europea, seppur con il voto contrario del partito del presidente Acquaroli, la Giunta regionale delle Marche si è pronunciata pubblicamente solo con annunciazioni di principio. Dal 22 giungo, data in cui la Commissione europea ha approvato il Pnrr italiano, ad oggi, il presidente e i suoi assessori hanno saputo indicare con superficialità imbarazzante solo elenchi generici di priorità».

I fondi del Pnrr e altre ingenti risorse, fondi europei indiretti e fondi nazionali del Governo, sono in procinto di arrivare. «Si tratta di somme record – continua il Pd – mai state in disponibilità dell’ente regionale da quando esiste la Regione Marche. Un’occasione unica per rimettere le Marche al passo delle altre regioni dopo un preoccupante declino e attualmente in coda nelle statistiche nazionali ed europee. Crediamo sia un’opportunità irripetibile, e forse ultima, per mettere in pratica i tanti buoni propositi ascoltati da più parti. Su tutti la ricostruzione delle comunità colpite dal sisma ma anche il grosso deficit strutturale, da nord a sud e da est ad ovest, sottolineato recentemente anche dal Ministro dello sviluppo economico. Vista l’eccezionalità della situazione, invece di dichiarazioni di intenti su giovani, imprese, territori e università, ci saremmo aspettati da parte della Giunta regionale un concreto coinvolgimento delle migliori menti marchigiane nella scelta e nella pianificazione dei molteplici interventi necessari ed urgenti. Ci saremmo aspettati tavoli di lavoro nelle nostre Università, ai vertici delle classifiche nazionali ma ignorate da Palazzo Raffaello; avremmo auspicato l’istituzione di intense e proficue collaborazioni con i rappresentanti dei lavoratori e delle imprese, con gli Ordini, il terzo settore, gli enti e le comunità sul territorio: nulla di tutto ciò sta accadendo. La Giunta sembra arroccata e chiusa all’interno dei suoi uffici, collegata solo con i contatti della propria rubrica telefonica personale».

Pd critico anche sulle prime risorse già arrivate: «Quelle relative ai Contratti Istituzionali di Sviluppo destinate all’area Cratere, sono state elargite senza criteri, senza concertazione e senza alcuna trasparenza sulle valutazioni dei progetti presentati. Se si pensa di proseguire con questo metodo, difficilmente Bruxelles potrà dare seguito agli impegni sottoscritti. Quello che manca, e che preoccupa maggiormente, è la totale mancanza di un progetto di sviluppo complessivo che possa essere efficace per queste aree duramente colpite dallo spopolamento, dal sisma e dalla pandemia e per l’intero territorio regionale. Occorre un piano industriale innovativo per le Marche. Invece di mettere insieme le migliori professionalità ed i talenti per tentare di intervenire sulle criticità strutturali, sociali e di sviluppo delle nostre comunità, abbiamo il timore che per investire i fondi in arrivo vengano adottati metodi poco chiari, estemporanei e inefficaci. Tale sciagurata scelta potrebbe significare la fine definitiva dei sogni e delle speranze degli abitanti delle nostre aree interne e delle aree produttive costiere e si tradurrebbe in una umiliante restituzione dei soldi, quanto non in uno spreco senza precedenti. Chiediamo quindi con forza che venga concordata e resa esplicita una “road map” che preveda incontri con tutte le parti sociali, economiche e territoriali e che vengano resi pubblici i documenti, i “milestones” e gli obiettivi già inviati al Governo e a Bruxelles per l’impiego delle risorse. Basta con le enunciazioni di principio e di circostanza, è tempo di dire la verità e di portare a casa risultati concreti»

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