Inrca, l’amministrazione a Buldorini:
«Il comune non è parte contrattuale,
vuole metterci in cattiva luce»

APPIGNANO - Sulla questione della ricostruzione della struttura, spiegano: «Avevamo già risposto a una interrogazione del consigliere, non essendo parte contrattuale possiamo solo monitorare costantemente la situazione»
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Mariano Calamita, sindaco di Appignano

 

Ricostruzione Inrca, l’amministrazione di Appignano risponde al consigliere Luca Buldorini: «gli avevamo già risposto in Consiglio, ma ha dimenticato di enunciare i termini della questione per tentare di mettere in cattiva luce giunta e sindaco. Il Comune poi non ha alcun contratto sulla ricostruzione e dunque non può che monitorare costantemente la situazione». L’amministrazione di Appignano spiega: «il capogruppo di Su la Testa Appignano, Luca Buldorini, torna sulla questione della ricostruzione della sede Inrca dopo aver già presentato un’interrogazione nell’ultimo consiglio comunale che si è tenuto lo scorso 13 settembre e nel corso del quale, in verità, gli è stato puntualmente risposto. Nonostante ciò il consigliere Buldorini, nel rivolgersi alle cronache è stato dimentico di enunciare tutti i termini della questione così come gli sono stati detti proprio durante il Consiglio comunale, peraltro strumentalizzandoli al solo di fine di tentare di mettere in cattiva luce l’amministrazione comunale e il sindaco Mariano Calamita». L’amministrazione continua dicendo che «in primo luogo dobbiamo ricordare al consigliere Buldorini che la procedura di ricostruzione dell’Inrca si è fermata solo ed esclusivamente a causa della dichiarazione di fallimento della ditta aggiudicataria dell’appalto e non per atti imputabili al Comune, come invece vorrebbe far credere. Il Comune, che non è parte contrattuale, ha sempre seguito attentamente e da vicino la questione, tant’è che si è giunti ad appaltare i lavori. Ciò premesso, in estrema sintesi, in Consiglio comunale si è ribadito, per l’ennesima volta al consigliere capogruppo del gruppo consiliare Su la Testa, che il Comune, a seguito della trasformazione dell’ente Falconi da Ipab (ente di diritto pubblico) a ente di diritto privato, non ha più poteri e funzioni di controllo né di natura preventiva né di natura successiva sull’attività istituzionale e sugli atti della Fondazione Falconi. Ed ancora, appare necessario ribadire che il Comune non è parte contrattuale non avendo stipulato alcun contratto (di ricostruzione), per cui purtroppo lo stesso non ha poteri diretti di sindacare sull’attività in corso di svolgimento, né tantomeno ha la facoltà di presentare ricorsi o azioni in sede giudiziaria, non avendo alcuna legittimazione attiva al riguardo». Il Comune prosegue: «il capogruppo di Su la Testa Appignano, torna a ripetere cose e fatti – in modo distorto – peraltro ampiamente trattati e discussi anche nell’assemblea aperta a tutta la cittadinanza del 13 febbraio 2021, nel corso della quale si è trovato in seria difficoltà di fronte alla trattazione dei punti, che è avvenuta con documenti alla mano. Si torna a ribadire che, nonostante gli aspetti formali della questione come sopra riferiti, il Comune continuerà a svolgere la sua competenza di tipo amministrativo riguardo la questione Inrca, come sempre fatto nel corso degli anni. Tanto è vero che, da ultimo, proprio su richiesta del sindaco Calamita, l’Inrca con sua nota del 13 settembre, già portata a conoscenza del consigliere Buldorini in sede di Consiglio Comunale, riferisce che “esperiti infruttuosamente i tentativi di far proseguire nelle opere il secondo e il terzo soggetto in graduatoria per ragioni riconducibili alle attuali condizioni di mercato (…), in data 9 agosto 2021 è stata richiesta a tutti i partecipanti alla procedura di gara la disponibilità ad essere consultati per la formulazione di un’offerta. Rispetto ai 14 partecipanti alla gara originaria sono pervenute 4 manifestazioni di interesse. E’ in corso la procedura di valutazione del primo tra i soggetti interessati (quarto nella graduatoria originaria)”».

«Da ultimo, ma di non minore importanza, si sta procedendo ad inviare una specifica richiesta alla Fondazione Falconi volta ad avere aggiornamenti in merito alle azioni che la stessa ha intrapreso o che ha intenzione di intraprendere, nonché volta a chiedere di esaminare la concreta possibilità di agire, anche per le vie legali, al fine di studiare e valutare la situazione inerente al cantiere Inrca, allo scopo di tutelare gli interessi dei cittadini appignanesi in primis ed anche della Fondazione stessa. In merito all’affermazione del capogruppo consiliare di Su la Testa Appignano secondo cui il sindaco Calamita non sarebbe un buon amministratore, si invita lo stesso a riflettere attentamente anche in considerazione dell’esito delle elezioni di oltre 2 anni fa in cui un la sua lista non ha portato a casa neanche i voti del loro potenziale bacino di preferenze. Un buon amministratore non si giudica di certo per una questione, su cui non ha poteri decisionali, su cui non può intervenire perché non è parte contrattuale e non può essere legalmente coinvolto. Questione però che, da buon primo cittadino, sta seguendo, insieme alla sua amministrazione, in modo costante, preciso, attento. Un monitoraggio continuo, al quale si aggiungerà ogni tipo di azione che si riveli necessaria per il bene del paese». 

«Inrca, Calamita si chiama fuori ora che non ha bisogno di voti»



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