Cento Consorti, l’attacco di Cicconi:
«Iommi prende un abbaglio,
oltraggiati dalle sue parole»

MACERATA - Il presidente della Società civile dello Sferisterio risponde alle esternazioni dell'assessore: «L'Arena costruita per fare un monumento unico, non come operazione commerciale»
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Walfrido Cicconi

 

Passano i giorni, le settimane, ma la polemica innescata dalle dichiarazioni dell’assessore comunale all’Urbanistica Silvano Iommi sulla presunta speculazione edilizia che, a dire dell’amministratore, sarebbe stata attivata dai cento consorti con lo Sferisterio non si placa ed anzi oggi, dopo un rigoroso silenzio, prende la parola l’associazione tirata in ballo e lo fa con un intervento firmato da Walfrido Cicconi, presidente della Società civile dello Sferisterio. Cicconi esordisce ripercorrendo la vicenda: «Nonostante la concorde decisione del consiglio della Società civile dello Sferisterio eredi, di soprassedere alle deprecabili esternazioni dell’assessore comunale Iommi a seguito delle infinite telefonate e commenti indignati di cittadini maceratesi, mi trovo costretto a commentare quanto dallo stesso a voi formulato. Premesso che qualora rispondesse a verità quanto detto dall’assessore: “…operazione commerciale…” di cui non abbiamo prove, dopo trascorsi due secoli, non è accettabile il disprezzo che lo stesso esprime nel dire: …siamo stufi di questa caramellosa storia dei Cento Consorti… fu una società a scopo di lucro”». Definito il contesto, il presidente della società civile dello Sferisterio muove all’attacco dell’assessore esternatore: «Caro assessore, lei prende uno squallido abbaglio, forse scaturito dal suo super ego, in quanto, che relazione ci fu tra la società dei Cento e i rapporti tra comune di allora e privati? La società civile ha intrapreso tutt’altra strada con l’unica finalità di costruire un monumento unico per la città cercando soci dalle possibilità economiche e con un accordo legale intraprese l’avventura della “fabbrica del circo” senza un soldo in tasca ma con una volontà di realizzare qualcosa di straordinario per soddisfare l’allora frenetica passione nazionale del gioco della palla con il bracciale e per il decoro della città. Noi eredi ci riteniamo oltraggiati dal suo detto, con parole inconfutabili perché nell’articolo le sue parole erano provvidenzialmente “virgolettate”, quindi puntualmente uscite dalla sua bocca. La società vola orgogliosamente con ali più robuste delle sue. Le auguro buona fortuna per il futuro del suo assessorato, le consiglio di non rimestare insensatamente il passato ma di interessarsi dei problemi attuali della città».

(l. pat.)

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