Luca Carboni incanta lo Sferisterio:
due ore di canzoni e commozione
per quarant’anni di musica bestiale (Foto)
MACERATA - Dalla rinascita evocata da "Primavera" al duetto virtuale con Cremonini su "San Luca", fino ai grandi classici.Tutto in piedi il pubblico degli anni '80 e '90

Luca Carboni sul palco dello Sferisterio di Macerata
di Luca Capponi (foto di Massimo Zanconi)
C’è qualcosa che, da sempre, distingue Luca Carboni dal resto. E che nel mondo dello spettacolo è merce rara. La sensibilità. Quel modo di porsi privo di filtri, spontaneo, quella propensione a regalare parole e musica che non urlano ma scavano costantemente in profondità, sfiorando il silenzio.

Per questo quando il suo pubblico lo ritrova, e stavolta non accadeva da un bel po’, si crea un’alchimia unica. Lo Sferisterio lo sa, e si presenta con il colpo d’occhio delle occasioni migliori, un abbraccio che stringe forte l’anima e i cuori per la data maceratese del “Rio Ari O Live Tour”, l’ultima in calendario dopo un giro trionfale partito lo scorso inverno. Che stringe di affetto Luca, tornato sul palco dopo un momento difficile.

«È davvero una grande gioia essere qui dopo così tanto tempo, se non ricordo male l’ultima volta fu nel 2014 per Musicultura. E a proposito di spazi meravigliosi come questo, voglio dire grazie agli organizzatori, perché la bellezza del nostro paese non è rappresentata solo dai monumenti, dalla storia, dai mari o dalle montagne ma anche e soprattutto dalle iniziative che ci permettono incontrarci e stare insieme».

Applausi e incitamenti per il cantautore bolognese, che consapevole della magia, non si tira indietro. Sorride, ringrazia. E, soprattutto, canta. Senza risparmiarsi un concerto da ricordare, aperto con una rinascita, appunto, quella evocata in “Primavera” (“Ho sempre detto che se fossi tornato sul palco avrei iniziato con questo brano, simbolo della bellezza che c’è dentro ogni persona e della voglia di ricominciare”), pezzo che dà il via ad un viaggio lungo 40 anni, partito all’inizio degli anni ’80 ed arrivato sino ad oggi. Con coerenza e coraggio. Già, perché in un mondo che trasgredisce a comando e che mette tutto in piazza per un clic in più, timidezza, discrezione e riservatezza pagano pegno davanti all’omologazione. “Sarà un uomo”, “Ci stiamo sbagliando”, “La mia città”, forse, parlano anche di questo.

Non sono ovviamente le uniche perle presenti in scaletta, anzi. Tra ripescaggi inaspettati come “Caro Gesù” (dal 1987) e sorprese come la “San Luca” in duetto virtuale con Cesare Cremonini, ecco, tra le altre, le immancabili “Farfallina”, “Silvia lo sai”, “Mare mare”, “Le ragazze”, “Vieni a vivere con me”, “Mi ami davvero”, “Inno nazionale”, “Luca lo stesso” fino alla chiusura di “Ci vuole un fisico bestiale” dopo due ore di live, con la platea tutta in piedi.

Il risultato è un’emozione forte fatta di carezze e commozione, che rinsalda il rapporto elettivo tra quei ragazzi degli anni ‘80 e ’90 e la poesia di Luca Carboni, con i “Chicchi di grano” volati via lontano ed arrivati sin qui, oggi. Sotto i cento chili di un cielo che ci vede ancora una volta cantare insieme. Come se il tempo non fosse mai passato.

E’ stato il penultimo appuntamento di una grande stagione di “Sferisterio Live +” che chiuderò il 22 settembre con Gianni Morandi.

















