Sarnano piange Federico Superiori,
morto a 62 anni al Covid Center

LUTTO - Geometra e imprenditore edile, marito dell'assessore Floriana Pesci, è stato protagonista della vita del paese. Fondatore dello Street Sound e per anni guida della Pro loco, ha organizzato gli storici concerti di Joan Baez e di Josè Carreras
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Federico Superiori

 

di Luca Patrassi

Si è spento questa mattina al Covid Center di Civitanova Federico Superiori, geometra di 62 anni, imprenditore edile, già presidente della pro loco della cittadina, protagonista di molte pagine della vita sarnanese. Da un mese Superiori era ricoverato nella struttura ospedaliera civitanovese ed oggi la sua indomabile voglia di rispondere alle complicazioni di salute ha dovuto cedere il passo. Lascia la moglie Floriana Pesci, assessore comunale, molto attiva nelle associazioni di volontariato, la sorella Faida ed i figli Roberta, dottoressa specializzanda in anestesia e rianimazione, e Diego, architetto che ha seguito la tradizione professionale di famiglia. Molto noto per via dei suoi interessi, che spaziavano dall’edilizia alla promozione turistica con una passione per il mondo del notturno che lo aveva anche portato nei decenni scorsi ad aprire un locale di tendenza, lo Street Sound con musica dal vivo anche di gruppi importanti del panorama nazionale, Federico Superiori ha partecipato molto alla vita associativa di Sarnano guidando per anni la pro loco ed organizzando molti appuntamenti e tra questi alcuni passati alla storia cittadina come i concerti di Joan Baez e di Josè Carreras. Contitolare, agli inizi della carriera professionale, del principale studio tecnico della città, ha firmato negli anni tantissimi progetti urbanistici ed ha sostenuto diversi piani per lo sviluppo turistico dell’area. Sia che ragionasse da professionista sul versante urbanistico che da cittadino legato alla vita del paese, l’approccio di Federico Superiori è sempre stato quello di chi propone e fa. Sicuramente ha legato il suo nome a una fase di crescita di Sarnano che oggi registra la sua uscita di scena. Resta il ricordo del suo sorriso, resta il ricordo della sua disponibilità a fare ed anche a criticare apertamente scelte non condivise. Sempre con un approccio positivo, fino alla fine. Anche quando si è trattato, come accaduto di recente, di mettersi al lavoro per progettare e sostenere, anche economicamente, una tensostruttura per dare uno spazio di aggregazione religiosa ai frati di San Liberato ed ai tanti che in quel convento, danneggiato dal sisma, vanno per i riti religiosi.



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