Sisma, riceve 18 bollette del gas:
«Sono 6.500 euro da pagare»

SOLDI - A riceverla una donna di Tolentino che ha segnalato l’anomalia all’associazione "La terra trema noi no". Il presidente Diego Camillozzi: «un altro problema da affrontare sono i salti di corrente nel periodo invernale, che mettono a dura prova chi vive nelle Sae»
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Le bollette ricevute

 

di Monia Orazi

Dopo la  bolletta “pazza” dell’energia elettrica da quasi 17mila euro, arrivata ad un 45enne di Pieve Torina (vicenda terminata con il lieto fine grazie alla mobilitazione che ne è conseguita), ora tocca ad una quarantenne di Tolentino fare i conti con una bolletta del gas piuttosto salata. A fine dicembre si è vista recapitare 18 bollettini del gas da 365 euro ciascuno, che in totale portano 6.580 euro. La donna ha segnalato l’anomalia all’associazione “La terra trema noi no”, come spiega il presidente Diego Camillozzi: «Si tratta di una signora di Tolentino che ha ricevuto questa bolletta piuttosto onerosa del gas, ma senza avere al tempo stesso la fattura come previsto dalla legge. Anche per il gas è previsto lo sconto degli oneri di sistema nel periodo di sospensione delle bollette, un po’ meno del 40% dell’importo totale. Pure in questo caso i conti non tornano. Le persone sono già provate da anni difficili, adesso si vedono arrivare bollette a tre zeri come questa e non sanno dove sbattere la testa. Ci sono circa 500mila persone che hanno avuto le bollette sospese nel cratere».

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Diego Camillozzi

L’associazione si sta organizzando per poter contestare le bollette direttamente ai gestori «Ci stanno già arrivando diverse bollette, stiamo valutando a chi far seguire il problema, forse sarebbe opportuno un controllo a monte dell’Arera, comminando ai gestori delle multe salate per l’invio errato di bollette pazze, come capitato di recente – spiega Camillozzi -. Relativamente all’energia elettrica, un altro problema da affrontare sono i salti di corrente nel periodo invernale, che mettono a dura prova chi vive nelle Sae in caso di maltempo, essendo la corrente l’unica fonte di riscaldamento. Abbiamo proposto di fornire l’Anas di gruppi elettrogeni, che in caso di mancanza di energia elettrica vengano consegnati nelle aree Sae dove manca la corrente ed allacciati dagli operai comunali, in modo che in caso di emergenza le persone possano tornare ad avere energia entro un paio di ore al massimo». Camillozzi poi segnala un altro inconveniente burocratico: «Abbiamo scoperto che chi deve spostare un palo della corrente, ad esempio in occasione di lavori di ricostruzione della propria abitazione, deve attendere alcuni mesi. È un problema di burocrazia da affrontare subito».

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