«Scuole chiuse? Pensateci bene
E non piangete quando noi giovani
andremo a vivere all’estero»
LA LETTERA dello studente universitario Riccardo Viola alla politica: «L’unica cosa che conta è il lavoro, cosa comica visto che ci si entra grazie alla formazione». Il governatore Francesco Acquaroli torna a spiegare la decisione di proseguire la Dad al 100%: «Ancora troppi ricoveri e necessità di arginare il contagio per evitare chiusure»

L’esodo degli studenti universitari a febbraio 2020
«Pensate bene alle scelte che farete, perché poi noi non ci faremo problemi ad andarcene da questo Paese». A dirlo Riccardo Viola, studente di 21 anni di Ortezzano (Fermo) che ha scritto una lettera indirizzata soprattutto alla politica dopo l’annuncio del governatore Francesco Acquaroli che le scuole superiori continueranno a distanza fino al 31 gennaio. «Il tema mi tocca da vicino – spiega Viola a Cm -, perché ho una sorella minore che frequenta le superiori». Il giovane è iscritto al Politecnico di Torino, la sua riflessione si rivolge ai politici, ai presidenti di Regione e «agli adulti in generale».

Riccardo Viola
«Sono uno studente e vi scrivo questa lettera, indirizzata a politici e adulti in generale, perché non posso credere che ci sia ancora qualcuno che stia pensando di rinviare l’apertura delle scuole. È vergognoso perché questo dimostra che l’unica cosa che conta è il lavoro, cosa comica visto che si entra nel mondo del lavoro grazie alla scuola e alla formazione. Inoltre la scuola è centrale per il futuro e lo abbiamo sentito dire tante volte, ma non lo è stavolta come non lo è stato in passato e va bene così – scrive il 21enne -. Ma quando poi parlerete di giovani in fuga o cervelli in fuga, non vi lamentate perché è la conseguenza delle scelte che avete preso di abbandonare i giovani, perché voi ora ci abbandonate e noi ce lo segniamo e quando sarà il momento di prendere una decisione per il nostro futuro ci faremo meno problemi ad andarcene da un Paese che non ci ha voluto. Ma questo non vale solo per i politici, vale anche per tutti i genitori, nonni e parenti, guardate le persone giovani che avete intorno a voi e sappiate che probabilmente tra qualche anno non saranno più lì con voi perché saranno andate via a vivere e lavorare in un altro Paese e se vi andrà bene potrete rivederle una volta l’anno. Pensateci, poi non piangete, perché è stata una vostra scelta quella di cacciarci da questo Paese. Pensate bene alle scelte che farete, perché poi noi non ci faremo problemi ad andarcene da questo Paese, così come non si fanno problemi circa quarantamila giovani che se ne sono andati dall’Italia negli ultimi anni, e ho il presentimento che questo trend potrà solo aumentare; inoltre questi giovani cacciati dall’Italia costano al paese 16 miliardi (secondo Il sole 24 ore). Questo per dirvi che dovete pensare bene alle azioni che state per prendere politici e Presidenti delle regioni».

Francesco Acquaroli e Giorgia Latini, assessora regionale all’Istruzione
Nel frattempo il governatore Francesco Acquaroli stamattina su Facebook ha ribadito le ragioni che hanno portato a prolungare la didattica a distanza nelle superiori con l’ordinanza che sarà firmata oggi. «Quella di rinviare la riapertura delle scuole superiori in presenza è stata difficile e combattuta perché avremmo voluto dare un senso di ritorno alla normalità. Ma purtroppo ci sono due ostacoli insormontabili – spiega Acquaroli -. Il primo è inerente alla tenuta delle strutture ospedaliere: dopo due mesi di restrizioni abbiamo oltre 550 ricoveri e 65 persone in terapia intensiva. Numeri preoccupanti davanti all’ipotesi di una terza ondata. Dall’altra parte abbiamo purtroppo la necessità di limitare l’avanzata del contagio e con esso le misure restrittive che stanno producendo danni economici enormi. Con l’ipotesi del Governo che riduce il parametro per cui con l’indice Rt superiore a 1 si diventerebbe “arancioni” e a 1,25 “rossi”, il rischio di passare anche le prossime settimane “chiusi” diventa elevatissimo. In questo senso la mole di persone che si rimetterebbe in movimento con la riapertura delle scuole superiori, anche al 50%, è molto importante in un momento così delicato. Per questo non possiamo far altro che mettere in campo tutte le misure per cercare di evitare scenari sanitari e socioeconomici peggiori. Non è una situazione semplice ma ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, noi ci stiamo provando».
(Fe. Nar.)
Un virus ancora poco conosciuto con tutte le sue mutazioni,già milioni di morti al mondo,Paesi non meno avanzati del nostro con misure restrittive ancor più penalizzanti,debbono portare a pensare che in ballo c’è la vita stessa di ognuno di noi.
La prudenza è obbligatoria con prezzi inevitabili,ma sicuramente minori di quello della vita.
Tengo a precisare che non è il mio orientamento politico che mi porta a questo atteggiamento.
molte ditte private rischiano il fallimento per tutti quei mezzi fermi da un’anno nei loro garage e con le rate da pagare. Fateli lavorare anche loro e poi fare la scuola a doppio turno come molte città d’Italia già lo fanno per carenza di aule .
#Sidney Gasparroni e agli altri che difendono la scelta scellerata di chiusura totale delle scuole per un altro mese. Le scuole superiori sono state chiuse 2 mesi e l’indice di contagio non è sceso, quindi non sono le scuole aperte la causa; proprio oggi il presidente della Contram ha spiegato che aveva messo a disposizione per tutta la Provincia 200 mezzi in totale (25 % in più) per trasportare il 50% dei ragazzi, quindi la soluzione c’era: se fosse come dice il Presidente dovrebbe chiudere tutto allora, invece prevedono di riaprire gli impianti da sci il 17 gennaio. Chiudo facendo i miei complimenti allo studente Riccardo Viola che ha usato delle parole veramente efficaci e gli auguro una brillante carriera.
Non condivido la maggior parte delle riflessioni ed accuse, anche contraddittorie, del giovane RICCARDO VIOLA per la situazione e conseguenze determinate dalla pandemia di origine cinese e le difficili decisioni da prendere da parte delle autorità che creano innegabili difficoltà anche agli studenti ma molto inferiori ad altre categorie della società:
Gli studenti possono seguire le lezioni via web e sostenere anche gli esami.
L’accenno alla fuga dall’Italia da parte dei giovani verso paesi esteri come se fosse un tema da un anno a questa parte è una sciocchezza dato che proprio IL SOLE 24 ORE, cui fa cenno VIOLA, scrive che negli ultimi 10 anni sono emigrati 250.000 giovani Italiani, la maggior parte diplomati e laureati, con un costo di ben 16 miliardi a carico sia delle famiglie che dello Stato che li hanno fatti studiare e poi paesi esteri si accaparrano a costo zero i migliori talenti, tutto questo è stato causato da politiche sbagliate degli ultimi governi che anzichè tutelare ed offrire opportunità lavorative agli Italiani, hanno speso miliardi a favore dell’immigrazione africana ed asiatica ed una falsa accoglienza e falsa occupazione presso cooperative soggetti di frequenti scandali milionari a carico dei contribuenti, come l’ultimo a PARMA di pochi giorni fa.
Viola scrive molte cose condivisibili, ma nella sua lettera manca qualcosa di molto più importante: la fiducia e la forza di volontà (la speranza oserei dire, ma intesa come speranza avendo delle solide prospettive) che quelli come lui e della sua generazione possano cambiare le cose finalmente, a differenza della mia età di mezzo, e delle generazioni più “antiche”. Capisco lo sfogo, ma dire non ci faremo problemi ad andarcene, come fosse una vendetta, che significa? Che forse non ci dormiranno la notte tutte quegli uomini di partito, ora associazioni, ché dire politici è onorarli, quando vedranno molti più giovani andarsene, mentre loro, tranquillo, se ne saranno già andati in pensione (con quota 50…)? La rivoluzione va fatta entro i 22, 23 anni e non bisogna domandare l’aiuto di nessun altra generazione…Però se in 160 anni di storia non ne abbiamo fatta nessuna, un motivo ci sarà. Io speravo nella tua generazione, ma aspetterò ancora, forse quella di mio figlio…
Sinceramente e con tutta la comprensione e rispetto dovuti ai giovani in generale ed a questo in particolare:
– non si comprende l’attinenza fra una problematica purtroppo storica, complessa e radicata con quella pandemica, pur nella consapevolezza che quest’ultima, nella sua indubbia difficoltà emergenziale, presenta forti criticità e lacune gestionali. Tra l’altro molti dei paesi meta delle fughe dei “cosiddetti cervelli” sono anch’essi vittime di analoga problematica e credo abbiano approcciato iniziative analoghe se non addirittura più rigide;
– non si comprende il tono che emerge dalla lettera, sicuramente non voluto ma sorprendentemente quasi minaccioso/vendicativo verso il proprio paese e verso ….genitori, anziani e parenti che hanno permesso il verificarsi di questa “fuga di cervelli”, con la quasi certezza, e noi glielo auguriamo, di far già parte di tale categoria;
– da ultimo, preso atto della scarsa attinenza, vorrei escludere che le motivazioni della lettera e della sua pubblicazione siano in realtà diverse, …quasi come la foto di una sola persona che cammina trainando un trolley, sottotitolata con “l’esodo degli studenti…”