Giunta Acquaroli in confusione
Troppe contraddizioni sul Covid
IL COMMENTO - Il governatore prima parla di umiliazione per essere stati messi in zona arancione, poi inasprisce le misure anti Covid. Il giorno dopo la Lega chiede di tornare in zona gialla. L'assessore alla Sanità si erge a premio Nobel, e quella a Istruzione e Cultura attacca il governo per le chiusure. E le posizioni dei consiglieri sono diametralmente opposte
di Fabrizio Cambriani
Disastroso esordio di Acquaroli che non riesce nemmeno a inseguire il Coronavirus. Davvero pessimo, almeno fin qui, l’approccio e poi la gestione dell’epidemia da parte della nuova giunta regionale. Nessuno si aspettava miracoli, intendiamoci, ma neanche tutta questa confusione. Avevamo lasciato l’aspirante presidente Acquaroli, il 19 marzo scorso, alle prese con un post su Facebook nel quale si affidava, con tanto di mani giunte, a un qualche Padreterno su nei cieli. Ora che è diventato governatore della regione Marche, non sembra aver cambiato troppo opinione. Con ciò trascurando tutte le gravose responsabilità, in materia di salute, che incombono sul nuovo governo regionale. Troppi gli atteggiamenti contraddittori, suoi e dei suoi assessori che inducono i marchigiani all’incertezza. Solo il 25 ottobre scorso, quando il presidente del Consiglio, Conte, a seguito della repentina impennata dei contagi, chiudeva teatri, cinema, palestre e piscine, l’assessora all’istruzione e alla cultura, Giorgia Latini non trovava di meglio che vergare un comunicato stampa di fuoco nel quale denunciava la volontà punitiva e discriminatoria del governo centrale.
Oppure della straordinaria pensata dell’assessore alla salute, Saltamartini che – manco fosse un premio Nobel della medicina, invitava l’agenzia italiana del farmaco a rivedere la sua posizione sull’idrossiclorochina e impiegarla per curare i malati di covid. Se non fossimo nel bel mezzo di una tragedia epocale, sarebbe da riderci dietro. Perché non provare con la citrosodina? O addirittura con l’idrolitina? La situazione è grave, ma non è seria avrebbe chiosato Flaiano. Lo stesso assessore che in un’intervista telefonica, con l’intenzione di rassicurare i cittadini, affermava che la saturazione delle terapie intensive è quasi al 50% (79 ricoverati su 160 posti disponibili). Omettendo di dire però che la soglia critica è del 30%. La Lombardia è al 64%, il Piemonte al 61%, l’Umbria al 55%, la Liguria al 53%. Decisamente non siamo messi bene. E la provincia di Macerata è quella messa peggio di tutte le altre. Sarà una sfortunata coincidenza, ma è proprio il territorio in cui manca il direttore di area vasta. La leghista Anna Menghi, rispondendo a Carancini, ha dichiarato che il centrodestra deve ponderare con attenzione le competenze per gli incarichi da conferire. Tutto giusto, ma sarebbe meglio non ponderare troppo a lungo, perché sennò oltrepassare il sottile filo che separa l’emergenza dal dramma è un attimo. E la tempestività – la Menghi si legga qualche manuale di gestione dell’emergenza – è fondamentale. Tempestività, questa sì sconosciuta soprattutto al presidente Acquaroli assieme alla coerenza.
Che un giorno si definisce umiliato per il declassamento da zona gialla ad arancione e solo qualche giorno dopo, con un’ordinanza firmata di suo pugno, ne inasprisce (anche se blandamente) i provvedimenti restrittivi. E che dire del suo principale alleato di governo regionale, cioè la Lega che, solo il giorno dopo, chiede di tornare in zona gialla? Per bocca del capogruppo Lucentini definisce il tracciamento inadeguato e dalle conseguenze pesantissime. Frutto, addirittura, di scelte scellerate. Ma tace sui contenimenti che Acquaroli stesso ha provveduto ad emanare. Un parlare a nuora affinché suocera intenda. E, in questo caso, la suocera in questione è proprio il presidente di regione. Se il buongiorno si vede dal mattino, in questa consiliatura ne vedremo delle belle, c’è da giurarci.
Inazione, l’altro termine che si addice al nuovo governo regionale. Giorni e giorni a discutere tra di loro se trasformare o no l’ospedale di Camerino in covid-hospital. Che, stando sempre alle dichiarazioni dell’assessore Saltamartini del 4 novembre scorso, vedeva schierata tutta la giunta regionale contraria alla riconversione. Con ciò ignorando ed eludendo la delibera che essi stessi avevano unanimemente approvato solo quattro giorni prima. Un balletto stucchevole, ma anche un’imperdonabile perdita di tempo prezioso, dietro a incomprensibili difese di campanile. Fuori luogo e fuori tempo massimo.
Nel frattempo, i pronto soccorso degli altri ospedali si stanno trasformando in bolge dantesche. Ammalati stipati nei container come polli di allevamento. Reparti che vengono temporaneamente chiusi perché infetti e poi subito riaperti dopo la sanificazione. Con medici e infermieri abbandonati a se stessi. Costretti a turnazioni e a un carico di lavoro massacrante. E la consegna del più rigoroso silenzio nei confronti della stampa.
L’impressione è che il governo regionale non sappia che pesci prendere. Non solo non riesce ad anticipare i contagi, come tentava di fare Ceriscioli. Non gli sta proprio nemmeno dietro. Le posizioni dei singoli consiglieri, anche all’interno dei loro stessi partiti, sono diametralmente opposte. Del tutto assente o quantomeno evanescente chi dovrebbe farsi carico di guidare la squadra. Probabilmente perché di tutto si tratta fuorché di una squadra. Alle dichiarazioni non fanno seguito le azioni. Regna alternativamente il caos o la paralisi. La speranza – oramai è chiaro a tutti – è che prima o poi passi la nottata con il minor danno possibile. Data la sciagurata situazione, a noi non resta che unirci alla preghiera verso il cielo che profeticamente Acquaroli invocava il 19 marzo scorso. Non sarà la svolta radicale tanto promessa in campagna elettorale, ma in mancanza di meglio…




Arrivi al team sali in macchina ,tutti ti dicono vai corri, metti in moto il motore non va,ti guardi intorno e non ci sono i meccanici,il serbatoio e’ quasi vuoto e le gomme sono a terra.Quelli che sono stati cacciati dal team per averlo ridotto al fallimento ,tutti a dirti non vali niente come pilota,non ti curar di loro guarda e passa!
Eh sì, una volta tra il dire e il fare c’era di mezzo il mare!!!
Dilettanti allo sbaraglio….
Facile fare opposizione… ora che bisogna decidere e cambiare anche cose sbagliate in precedenza iniziano a mostrare la stoffa di cui sono fatti, mi ricordano da vicino i loro genitori
Complimenti a Cambriani, che è sempre lucido e puntuale. Leggendo le cronache di queste giornate anche sui quotidiani regionali si aveva questa situazione di confusione. Speriamo che si coordinano, altrimenti per noi marchigiani saranno dolori
Cambriani vorrebbe dire che erano meglio quelli di prima? Faccia un paragone di quel poco, e con la confusione, che sta facendo la giunta Acquaroli, con ciò che hanno fatto quelli di prima. La sanità non è una cosa come il traffico, a cui cambiare il senso di marcia costa qualche segnale. Oltre alle idee che mancano, o che ci sono, il problema sono i soldi per realizzare le cose e il personale che manca qui e in tutta l’Italia. I tempi quindi sono medi.
C’è poi una cosa importante da dire: che scienziati e medici sanno molto poco su questo covid e come combatterlo. In attesa che venga l’atteso vaccino (anzi, ne avremo a decine), si potrebbe tentare una cura con il bicarbonato… Oppure l’Idrossidoclorochina (in Africa prendevo la Clorochina contro la malaria): non credo che Saltamartini sia un premio Nobel; questo tentativo di dare una risposta come cura l’ha sentita, come tutti, da qualche esperto, smentito poi da qualche altro esperto, che però da parte sua non sa che pesci pigliare e propone qualche altra cura che lascia il tempo che trova.
Personalmente ce l’ho con Acquaroli che si fa intimidire dal governo, che ancora non sa che pesci pigliare e aspetta il vaccino dal cielo, come fosse la Santa Casa di Loreto. Acquaroli ci impone la mascherina che funziona contro lo sputo contenente il virus, ma tutto finisce lì. Altri scienziati dicono che è inutile, ma vengono oscurati da Google… La mascherina è una “giustificazione”, quasi un talismano come il cornetto rosso. Serve solo ai cacciatori di untori, sulle cui teste qualche sindaco mette una taglia. Intanto, oltre alla fifa di morire per una pandemia che fa ridere in confronto a quelle del passato veramente terrorizzanti (basta leggere le cronache della Spagnola e del Colera), che darà molto lavoro prossimamente a psicologi, psichiatri e psicoterapeuti, con scorpacciate di psicofarmaci, è l’economia che sta saltando… Molti già hanno un tarlo mentale che li sta distruggendo verso l’apatia. Ma per sopravvivere mentalmente potrebbero incazzarsi sul serio e andare a cercare i politici…
Si irride Padre Livio di Radio Maria per una ipotesi di piano pandemico da Grande Fratello, di cui se ne parla da tempo, fin dal 1946 nell’OMS, ma definito frutto del demonio, che magari ci mette lo zampino, ma che sarebbero stati alti livelli politici ad avere eventualmente organizzato il piano.
Per terminare, aspettiamo ancora un po’ di tempo che la giunta Acquaroli agisca senza confusione per risolvere un problema che non si risolve con monopattini e sedie a rotelle.
Ancora una volta assistiamo a una cosa orribile: alla politicizzazione della scienza. Quindi un virus a seconda se si è della destra della sinistra, cambia completamente aspetto in prevenzione cura riabilitazione misure e provvedimenti. Io trovo che questo fatto che esistono virus interisti e juventini, o meglio virologi di destra di sinistra, sia veramente una cosa ignobile e pressoché inedita della medicina.
Questa emergenza esigeva ed esigerebbe unità di intenti,uno sforzo collettivo,ma questa attitudine ci manca totalmente essendo portati ad esaltare ciò che divide,fino ad inventare motivi di divisione.Lo trovo un modello culturalmente molto arretrato di far politica.E per agevolare il caos marciamo anche verso il sistema proporzionale.Complimenti!
Faccio i complimenti a Riccardo Cavallieri per il suo commento, rende chiara la situazione attuale.
Ci sono dei commenti che sono un perditempo leggerli chi li ha scritti farebbe più bella figura tacere.
Ci hanno lasciato ” col cerino in mano ” ed ora lo sport privilegiato da taluno e’ ” sparare sul conducente della diligenza ” evitando di chiarire CHI , della diligenza , ha azzoppato cavalli , distrutto i mozzi , lacerati i finimenti…” i miracoli ” in piena pandemia non si fanno ed i gangli vitali della sanita’ marchigiana sono in mano a fedelissimi del PD…che c’è , facciamo finta di non saperlo ? E’ chiaro che vanno ponderate le professionalita’ di CHI sostituira’ lorsignori…perche’ , a quanto ci è dato assistere piu’ d’un beneficiato dalla sinistra ora tenta di riciclarsi…leghista. Francesco Acquaroli è una persona per bene. Un politico attento , accorto e navigato. Un ragazzo che sa chiedere e confrontarsi. Ma per ” i miracoli ” ci vuole il tempo. Anche in piena pandemia. Rifletteteci prima di aprir bocca e dare fiato…se in buona fede , naturalmente.
Smettila di continuare ad insultare le persone Ferramondo non hai veramente ragione, e’ colpa vostra ( dei sinistroidi) che avete completamente rovinata la sanita’ sia marchigiana sia italiana e il virus ne ha approfittato delle carenze.
Fabrizio hai fatto l’elenco delle possibili cure, ma hai dimenticato l’uso dell’echinacea, quindi potresti suggerirlo a colui che definisci giustamente un quasi Nobel. Non si sa mai. Le destre hanno vinto. Hanno tutto il diritto di governare, però hanno bisogno di ricordare una cosa fondamentale. Sono capacissimi ad unirsi per vincere, magari con l’aiuto di qualche padre Livio o giù di lì, poi però non hanno niente, tranne la voglia di esercitare il potere, che li tenga costantemente uniti. Allora ricorrono, come suggerisce la Menghi, ad attente valutazioni sulla competenza magari dei medici cui affidare determinati incarichi, dimenticando che essi stessi non hanno la competenza per tali valutazioni. E allora campa cavallo e il Covid corre.