Mattarella, prima volta a Macerata
L’entusiasmo di Adornato:
«Sarà una giornata storica»
INAUGURAZIONE dell'anno accademico di Unimc in programma giovedì, il rettore e il direttore generale Mauro Giustozzi spiegano la macchina organizzativa e i piani dell'ateneo: «La presenza del Presidente ci infonde molta fiducia, abbiamo già superato le 7mila domande di iscrizione». Sulla nuova amministrazione comunale: «Primi segnali già positivi, rovesciamo le logiche del passato»

Francesco Adornato
di Federica Nardi (foto di Fabio Falcioni)
«Ci prepariamo a una giornata storica». A dirlo Francesco Adornato, rettore dell’Università di Macerata che giovedì accoglierà l’arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’inaugurazione del 730esimo anno accademico. Un’inaugurazione molto sudata, dato che oltre alle ovvie necessità organizzative per ospitare la più alta carica dello Stato, era stata inizialmente annullata a marzo a causa del lockdown. Oggi a spiegare la macchina organizzativa, il programma e anche i piani dell’ateneo sia il rettore che il direttore generale Mauro Giustozzi.

Il presidente Mattarella durante la sua visita a Recanati a settembre dello scorso anno
«Mattarella è venuto diverse volte nelle Marche ma mai a Macerata – ricorda Adornato -. Di fronte alle circostanze particolari che stiamo conoscendo e alle quali stiamo reagendo con determinazione, la presenza del presidente ci infonde molta fiducia. Abbiamo voluto riaprire le lezioni in presenza, una strada che il sistema Paese si aspetta. Nella nostra comunicazione abbiamo detto che abbiamo un’ostinata fiducia nel futuro perché sentiamo che essere studenti universitari vuol dire innanzitutto vivere l’esperienza dell’Università. Dopo sette secoli in presenza, pur con tutte le precauzioni, non potevamo che percorrere la strada storica dell’ateneo di Macerata. L’altro aspetto che ci ha molto motivato nel riaprire in presenza, che non è stato facile, è che incrocia le aspettative della città. Conferma il ruolo responsabile che l’ateneo ha nei confronti della città e nell’attaccamento alla città».

Il Graduation day in piazza della Libertà
Il rettore ricorda «piazza della Libertà che tracimava presenze e voglia di vivere per i graduation day. Un rito che tocca l’anima, come tutti i riti. Quello ha dato il segno forte di una strettissima empatia tra città e università che fino a qualche tempo fa era negata, non certo dall’Università». I numeri tra l’altro sono in crescita: «Abbiamo superato a oggi 7mila domande di iscrizione di cui la metà evase. Nel livello triennale e magistrale eravamo ateneo medio anche l’anno scorso a luglio. Siamo ancora ad ottobre e siamo già a questa cifra. Covid o non covid, abbiamo 1.413 matricole che hanno deciso di iscriversi a Macerata. Poi ci sono gli studenti del numero chiuso di Scienze della formazione. Segnali positivi che rappresenteremo al presidente».

Mauro Giustozzi e Francesco Adornato oggi in conferenza stampa
Giovedì la cerimonia inizia alle 10,40 con il corteo degli Accademici in piazza della Libertà. L’arrivo di Mattarella è fissato per le 11 circa. Saranno presenti anche il ministro dell’Università Gaetano Manfredi, i rettori di Bergamo e La Sapienza, Remo Morzetti ed Eugenio Gaudio, che riceveranno il sigillo dell’ateneo. Sarà anche la prima uscita dell’Università di Macerata insieme al neo governatore Francesco Acquaroli e al nuovo sindaco Sandro Parcaroli. A Mattarella sarà anche mostrata la pergamena originale dell’atto costitutivo dell’ateneo. Inoltre, essendo il presidente un professore di diritto Costituzionale, ci sarà anche una mostra sui costituzionalisti maceratesi.
La cerimonia nel teatro Lauro Rossi inizierà alle 11,30. dopo la relazione del rettore Francesco Adornato sul tema “Futuro prossimo”, interverranno il direttore generale Mauro Giustozzi e gli studenti Nicola Maraviglia, Damian Czarnecki, Viorica Ursu e Arianna Giulianelli. A seguire Clementina Fraticelli in rappresentanza del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario. Segue l’intervento del ministro Gaetano Manfredi e infine, prima della dichiarazione solenne di apertura dell’anno accademico, la prolusione di Luigi Alici, ordinario di Filosofia morale, sul tema: “Fragilità globale: la via dell’umanesimo fra natura e tecnologia”. Durante la cerimonia, che si aprirà con l’Inno nazionale, saranno eseguiti brani musicali a cura del coro Unimc e della formazione Salvadei Brass.
Adornato coglie l’occasione di oggi per citare alcuni progetti in cantiere: «Villa Lauri, piazza Pizzarello, il centro sportivo al Cras, il caffè letterario. Abbiamo già aperto un cancello sulla discesa che da piazza Garibaldi va ai Giardini Diaz per via dei lavori. Con la prospettiva di usare l’ex forte Macallè in modo sociale. E soprattutto “contaminarsi” con i cittadini. Ricordo Giancarlo Liuti che sedeva sulla panchina sotto i tigli con la moglie. Può diventare un luogo di contaminazione sociale e culturale dove generazioni diverse di incontrano».

Francesco Adornato e il nuovo sindaco Sandro Parcaroli a Overtime la settimana scorsa
E inoltre il rettore, dopo i dissapori con l’amministrazione Carancini, parla ora di «fiducia nella nuova amministrazione già dai primi segnali. Possiamo dialogare con serenità in modo circolare. Sappiamo che questa nuova amministrazione è altrettanto consapevole del nostro ruolo e della necessità di collaborare in un tavolo condiviso. A livello comunale possiamo rovesciare le logiche del passato e costruire un clima di dialogo e reciprocità. Penso che l’intervento di sindaco e presidente di Regione possano andare in questa direzione». Sui numeri positivi di iscrizioni e matricole non c’è ancora un dato anagrafico, ma di sicuro «da sempre adottiamo l’approccio della prossimità, dell’accoglienza e dell’attenzione. Anche all’inaugurazione parleranno quattro studenti con storie, culture e religioni diverse. Potremmo aver visto giusto, anche in virtù della riflessione che si sta facendo sul fatto che le città più piccole siano più a misura di uomo».
Adornato regala infine uno slogan che se all’apparenza sembra un ossimoro in realtà è chiaramente programmatico nella visione dell’ateneo: «Coltivare la speranza del passato. Abbiamo lo sguardo lungo di come quando si costruivano le cattedrali. Ciò che costruiamo ha un tempo lungo».

Mauro Giustozzi
Al direttore generale dell’ateneo Mauro Giustozzi gli aspetti più pratici dei progetti in corso. Con una premessa sull’impegno della squadra e su qualche dato: «Grazie con il cuore a chi sta lavorando per questo obiettivo. Il gruppo di lavoro ha messo tanto spirito di partecipazione emotiva su questo evento. Non è mai semplice quando arriva il presidente, se poi arriva in una situazione come quella attuale capite quanto è complicato – dice Giustozzi -. Questa visita è emblematica della situazione. Un capo dello Stato che fa visita all’ateneo che nella sua ostinata determinazione ha voluto superare le difficoltà e riaprire in presenza. E tenendo le dita incrociate (il dpcm di Conte è uscito stanotte), vogliamo restare ancorati al grande sforzo economico ed organizzativo fatto. I nostri studenti ci stanno confortando. Siamo già a 300 dall’obiettivo che quest’anno abbiamo raggiunto a luglio per l’anno accademico precedente. Sorprendente, perché in questo momento non è facile».

Francesco Adornato e Mauro Giustozzi il 5 ottobre alla nuova fermata del treno Macerata Università
Passando al futuro di diverse progettualità, spiega Giustozzi: «Il Covid ha rallentato tutto. Villa Lauri altrimenti sarebbe già stata aperta. Se tutto riprende e non ci riblocchiamo siamo pronti a febbraio a ultimare Villa Lauri e far partire le attività con l’istituto Confucio e il ministero Cinese. Piazza Pizzarello è un’operazione complessa sia in termini tecnici che di progettazione. Abbiamo già bloccato il contratto preliminare e presentato la progettazione. Ora verifiche e pareri. In stato più avanzato il polo sportivo di viale Indipendenza e l’ampliamento del polo Bertelli che speriamo di cantierare quanto prima. Oltre ad ampliamento ci sarà anche la riqualificazione e rifunzionalizzazione degli spazi esistenti. Ricordo che ci sono già mensa, foresteria, asilo nido. In piccolo ci sono già servizi che a volte nemmeno in campus più importanti sono presenti. Per la fermata del treno chiediamo sinergia con il Comune per un maggiore collegamento del campus con la realtà cittadina. Perché al momento è diviso dalla strada, è un’isola. Chiederemo uno sforzo nell’interesse della città. Lì circolano circa 5mila persone e potrebbe essere un volano anche per attività economiche di supporto». Giustozzi fa un esempio sul numero di persone che l’ateneo “gestisce” anche solo per i test di ammissione: «Quest’anno i test di medicina si sono svolti in tutti gli atenei. Abbiamo dovuto farli a Fermo perché le strutture di Vallebona non erano sufficienti. Parliamo di 756 persone delle province di Macerata, Ascoli e Fermo. A Fermo abbiamo fatto anche i test di ingresso per i corsi di sostegno. Abbiamo dovuto prendere in affitto il Fermo forum per più di dieci giorni».