Apre il Magma:
Civitanova sarà capitale
del manifesto e della grafica

INAUGURAZIONE il 3 ottobre. Il nuovo musero vanta 18mila manifesti raccolti nel corso degli anni dal patron di Cartacanta. Al via anche la mostra dedicata all'illustratore belga Jean Michel Folon. Il sindaco Ciarapica: «Continua la crescita di Civitanova Alta come cittadella della cultura, siamo orgogliosi»
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Ciarapica-Lattanzi

Il sindaco Fabrizio Ciarapica e Enrico Lattanzi

 

di Laura Boccanera

Ribolle l’attesa per l’inaugurazione del Magma, il museo archivio della grafica e del manifesto, primo in Italia nel suo genere. Sabato 3 ottobre la nuova struttura che si trova a Civitanova Alta negli ex locali degli uffici Asur inizierà il suo cammino. Una strada che parte da lontano, idealmente con il sindaco Erminio Marinelli e che impiega 20 anni per vedere la luce. Cartacanta lascia il posto al museo, da laboratorio ad archivio. E per dare un assaggio di ciò che sarà la proposta culturale, contemporaneamente inaugura, nello spazio multimediale San Francesco una mostra con un centinaio di manifesti dell’illustratore belga Jean Michel Folon.

Si tratta della seconda mostra dell’anno che ha come protagonista un grafico internazionale dopo Alain Le Quernec e dopo quella dello scorso anno dedicata a Milton Glacer. «Si conclude un lungo iter – ha detto l’ideatore della manifestazione Cartacanta Enrico Lattanzi – un ringraziamento va a tutti coloro che l’hanno reso possibile. Il sindaco Fabrizio Ciarapica che sarà colui che taglierà il nastro, ma anche l’ex consigliere regionale Francesco Micucci che con una legge regionale ha reso possibile l’istituzione del museo e ha consentito un finanziamento, ma anche Tommaso Corvatta che ha iniziato l’iter ed Erminio Marinelli con cui tutto è iniziato». «Continua la crescita culturale e valorizzazione degli spazi di Civitanova Alta come cittadella della cultura – ha aggiunto il sindaco Ciarapica – è uno spazio di cui andiamo fieri e orgogliosi». La cerimonia di scoprimento del logo e dell’insegna avverrà in piazza Garibaldi, sabato prossimo alle 17,30. A causa delle norme Covid non sarà possibile visitare il museo che entrerà in funzione da metà novembre con apertura al pubblico in determinati giorni. Alle 18 invece è prevista l’apertura della mostra dedicata a Folon. Saranno presenti Vittoria Casa, presidente della commissione cultura scienza e istruzione della Camera dei deputati, Francesco Acquaroli, presidente della Regione Marche, il sindaco Ciarapica, il consigliere regionale Pierpaolo Borroni Francesco Micucci ex consigliere regionale e promotore della legge di istituzione del Magma e la deputata Mirella Emiliozzi. Presenti anche coloro che hanno lavorato alla mostra: Mario Piazza presidente del comitato scientifico del Magma, Andrea Rauch graphic designer e Cristina Taverna della Galleria Nuage che hanno curato l’esposizione dei grandi manifesti acquerellati di Jean-Michel Folon, affichiste e scultore che ha trasformato in realtà tangibile il suo mondo utopistico. Si tratta infatti della prima mostra in Italia dei lavori dell’illustratore belga, noto per la campagna pubblicitaria di Eni. Un innovatore della grafica che ha saputo utilizzare l’acquerello, fino ad allora usato solo per dipinti e piccoli lavori, nel mondo della grafica pubblicitaria e della cartellonistica. Ne nascono opere delicate, evanescenti a volte, ma capaci di esprimere con delicatezza un mondo immaginato e immaginario. «Folon può essere considerato l’esito ultimo della storia francese e mondiale de l’affiche – ha detto Lattanzi – ma non solo questo. Di più, il ruolo di Jean- Michel nel panorama internazionale della grafica si lega sopratutto al suo modo di stendere il colore, di “fare l’acquarello” che, dagli anni Sessanta del secolo scorso, aveva insegnato a tutto il mondo. In quegli anni Folon divenne amatissimo e copiato ovunque. La mostra, che oggi il “Magma” presenta, accorpa i cartelloni più noti che vanno dall’inizio degli anni sessanta del novecento fino alla morte dell’artista, nel 2005. Manifesti quasi mai commerciali, manifesti di idee e di convivenza civile, che, nel tempo, ci parlano del rifiuto della pena di morte, dell’orrore per la strage di Bologna, del dissenso culturale, dell’attività di Unicef. Manifesti che non urlano mai il loro messaggio ma, sottovoce, parlano direttamente al cuore della gente. Sono, come scrisse lo stesso Jean-Michel immagini del silenzio a colori». Oltre alla mostra di Folon, il Lido Cluana accoglierà il meglio di Cartacanta dal 9 al 18 ottobre.



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