«Moda, calo del 35% in 6 mesi
Serve un piano di rilancio
e sviluppare il progetto Shoes valley»

ECONOMIA - Il punto di Confindustria Macerata dopo le fiere Micam, Mipel e Lineapelle, che hanno registrato una carenza di spettatori e con la metà di espositori, causa Covid. Matteo Piervincenzi (presidente sezione calzaturieri): «Chiuse nell’ultimo semestre 63 aziende marchigiane dell’area Calzature-pelletterie. La cassa integrazione è salita de 412%. La ripartenza procede con molta fatica, gli acquisti degli italiani restano in frenata»
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Da sinistra: Matteo Piervincenzi (presidente sezione calzaturieri), Alessio Castricini (presidente sezioni accessoristi) e Vincenzo Pucci

 

di Luca Patrassi (Foto di Fabio Falcioni)

Il punto dopo la settimana fieristica dedicata al comparto calzaturiero, pellettieri e degli accessori e dopo le elezioni amministrative che hanno cambiato l’orientamento politico della Regione Marche. Lo hanno fatto i presidenti delle sezioni di Confindustria Macerata a questa mattina nella sede associativa di via Weiden, presenti Matteo Piervincenzi (presidente sezione calzaturieri, calzaturificio Lepi sl), Alessio Castricini (presidente sezioni accessoristi, Centro Accessori spa), Sergio Sciamanna (presidente pellettieri, Cromia Laip spa), Roby Spernanzoni (titolare calzaturificio Il Gergo) e Vincenzo Pucci (calzaturificio Galizio Torresi).

Confindustria_FF-4-1-650x434Parola guida, peraltro lo è da un po’ di tempo, sinergia in vista di investimenti sulla digitalizzazione e a fronte di un mercato ai tempi del Covid che ha lasciato sul campo tra il 20% e il 50% dei fatturati delle aziende. Dati allarmanti, ribaditi all’unisono dagli intervenuti che hanno convenuto sulla necessità di fare squadra ed investire sulla digitalizzazione anche con il sostegno delle istituzioni locali, iniziando dalla Regione. Ha aperto l’incontro il presidente dei calzaturieri Piervincenzi illustrando i dati purtroppo impietosi: «L’emergenza sanitaria ha avuto particolari  e gravi ripercussioni sull’andamento di tutto il comparto moda – calzature e sull’economia del nostro territorio. Un territorio già fortemente provato da una profonda crisi di settore, dalla perdita della più importante banca di riferimento, dal sisma e quest’anno appunto dalla pandemia. Negli ultimi 6 mesi, senza precedenti è stata la contrazione dei valori produttivi e del fatturato stimato a meno 35%, con la decisa e analoga flessione sul fronte dei consumi interni e dell’export. Nella nostra regione si sono perse nell’ultimo semestre 63 aziende dell’area Calzature-pelletterie e nello stesso periodo si è registrato un incremento della Cassa integrazione pari a +412%. La ripartenza, dopo l’allentamento delle misure restrittive, procede con molta fatica: gli acquisti degli italiani restano in frenata (-29% in quantità a maggio e -7% a giugno) e l’export, dopo il crollo del bimestre marzo-aprile (-50%), ha fatto segnare un -27% in volume nei due mesi successivi.

Confindustria_FF-3-1-650x434Da un’indagine di Confindustria Moda si rileva che quasi tre aziende su quattro (73,5%) hanno dovuto rivedere, a causa della pandemia, il piano degli investimenti previsti. Alla domanda relativa alle previsioni circa l’andamento del fatturato nell’intero 2020 rispetto all’anno precedente – nell’ipotesi che la situazione sanitaria non subisca in autunno ulteriori peggioramenti – la metà dei calzaturieri interpellati ha indicato un calo compreso tra il 20 e il 50%. Il Micam concluso l’altro ieri a Milano con una presenza di espositori dimezzata a 500 unità con 84 aziende marchigiane di cui 30 maceratesi, come molti temevano non ha purtroppo dato indicazioni significative per via della prevista carenza di visitatori ad eccezione degli italiani e di alcuni europei. Non molto diverse sono state le sorti delle altre due manifestazione concomitanti Mipel per la pelletteria e “Lineapelle” per fondi e accessori calzature che ha visto complessivamente la presenza di altre 30 marchi regionali di cui la metà provenienti dalla nostra provincia Si è  confermata, anche con questa esperienza, la necessità di sviluppare urgentemente ed in modo strutturale anche altri strumenti  che consentano alle imprese di facilitare i contatti con la clientela, come gli show room digitali e le piattaforme B2B e B2C , come già proposto con  il Micam Digital Show».

Confindustria_FF-5-1-650x434Le cose da fare nell’analisi di Piervincenzi: «E’ necessario, se le istituzioni credono alle nostre aziende, avviare insieme un piano strutturato e condiviso di rilancio del comparto calzaturiero marchigiano: crescita digitale delle Poi sia organizzativa che commerciale, crescita dimensionale attraverso aggregazioni e fusioni, tutela del lavoro e delle competenze specialistiche del made in Italy attraverso la riduzione di oneri, meccanismi incentivanti e formazione, valorizzazione e promozione dell’area distrettuale e delle sue specifiche competenze ed eccellenze attraverso un piano di marketing territoriale, realizzazione di una piattaforma B2B territoriale per il sistema Calzature Moda». Confindustria Macerata, su impulso del presidente Domenico Guzzini, ha avviato un progetto teso a spingere sulla digitalizzazione delle nostre imprese attraverso processi di affiancamento aziendale e con la recente costituzione proprio a Macerata di un hub digitale destinato a sostenere Pmi e start-up. «Per le politiche – ha rilevato infine Piervincenzi – di promozione e valorizzazione  del nostro distretto sarà utile lavorare da subito per condividere con tutte le categorie le modalità di sviluppo del progetto “Shoes Valley” finalizzato ad attrarre sul nostro territorio buyers, investitori e consumatori». Investimenti, con il sostegno di Regione ed altri enti locali, anche sul fronte della comunicazione per promuovere il brand di una terra votata alla scarpa: come ha rilevato Roby Spernanzoni: «Non ci sono le città d’arte, Leopardi ed altri brand ad attrarre turisti: ci sono anche le imprese calzaturiere che fanno prodotti di eccellenza riconosciuti nel mondo che possono contribuire al bene del territorio. Dobbiamo farlo sapere, ci vogliono investimenti, piattaforme digitali e dunque risorse. Dobbiamo saper promuovere nel mondo i tesori che abbiamo, da Leopardi alle calzature».

 

 



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