Assembramenti e senza mascherina,
ventisei ragazzi multati
MACERATA - Controlli di polizia locale e carabinieri nel centro. Due sanzioni anche ad automobilisti che viaggiavano a forte velocità. Il comandante della polizia locale: «Li faremo ogni giovedì. Dobbiamo tutelare in maniera più forte e incisiva il centro storico»
Ventisei multe a persone che non indossavano la mascherina e che si trovavano in mezzo ad assembramenti nella notte di movida a Macerata. Si tratta di ragazzi molto giovani. Inoltre sono stati multati anche due automobilisti che viaggiavano a forte velocità. Sono state duecento le persone identificate. I controlli, partiti dalle 22, sono stati svolti dalla polizia locale di Macerata e dai carabinieri. Una operazione che aveva l’obiettivo di far rispettare le norme anticovid e che è stata effettuata sulla base di quanto deciso in sede di comitato provinciale dell’ordine e sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Flavio Ferdani. I controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane.
«Abbiamo multato chi eccedeva, chi anche invitato a mettere la mascherina non l’ha fatto o magari rispondeva anche male – dice Danilo Doria, comandante della polizia locale di Macerata -. Tra i multati ci sono anche minorenni. Diciamo che abbiamo ripreso a fare e in maniera accresciuta, i controlli che facevano in passato. Li faremo sistematicamente tutti i giovedì. Col nuovo sindaco nel mio primo incontro ho avuto modo di parlare di questo servizio, che era stato programmato, e ha condiviso in pieno questa forma di controllo. Dobbiamo tutelare in maniera più forte e incisiva il centro storico».


Grazie forze dell’ordine continuate in questo modo.
Dal racconto ‘La roba’ di Giovanni Verga
“Il barone…quando veniva nelle sue terre a cavallo coi campieri dietro, pareva il re, e gli preparavano anche l’alloggio e il pranzo, al minchione, sicché ognuno sapeva l’ora e il momento in cui doveva arrivare, e non si faceva sorprendere colle mani nel sacco. – Costui vuol essere rubato per forza! – diceva Mazzarò, e schiattava dalle risa quando il barone gli dava dei calci nel di dietro, e si fregava la schiena colle mani, borbottando: – Chi è minchione se ne stia a casa, – la roba non è di chi l’ha, ma di chi la sa fare -. Invece egli, dopo che ebbe fatta la sua roba, non mandava certo a dire se veniva a sorvegliare la messe, o la vendemmia, e quando, e come; ma capitava all’improvviso, a piedi o a cavallo alla mula, senza campieri, con un pezzo di pane in tasca; e dormiva accanto ai suoi covoni, cogli occhi aperti, e lo schioppo fra le gambe.”
Invece i vigili dicono che i controlli li fanno il giovedì…
per forza li fanno giovedi, gli altri giorni è un mortorio
Scusate, ma non capisco la sorpresa e l’indignazione dei commentatori di facebook. Le regole sono alla base di ogni civiltà. Siamo arrivati al punto che sembra strano far rispettare le regole. Forse chi crede che la città sia ridicola, dovrebbe passare qualche giorno a El Salvador o qualsiasi altro posto dove non esistono regole per capire l’importanza del rispetto di queste ultime.