«Bambini trattati come pacchi,
spostati senza preavviso dalla preside»

POLLENZA - I genitori della scuola Andersen hanno scritto all'Ufficio scolastico regionale per segnalare la situazione dei figli che sono stati costretti a cambiare la propria sezione. «Chiediamo alla dirigente di ripensarci»
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La scuola dell’infanzia Andersen di Pollenza

 

di Monia Orazi

Sei bambini di quattro anni spostati dalle sezioni A e B della scuola dell’infanzia “Andersen” di Pollenza, alla sezione D che presenta meno alunni, per formare classi omogenee nel numero, secondo quanto espresso dalla dirigente scolastica dell’ististuto comprensivo Monti di Pollenza Carla Scattolini. Tredici genitori per protesta hanno scritto al direttore dell’ufficio scolastico regionale Marco Ugo Filisetti e per conoscenza alla dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Macerata Carla Sagretti lamentando lo spostamento avvenuto in un’altra classe, per avere due sezioni di uguale numero, in barba al fatto che i piccoli alunni si siano affezionati alle maestre e agli altri compagni di classe. «La dirigente Catia Scattolini il 21 luglio 2021 decide di convocare i genitori di 6 bambini su 27 che compongono la Sezione A della scuola dell’infanzia Andersen di Pollenza per rendere nota la sua decisione, unilaterale ed irrevocabile, di spostare 6 bambini dalla classe omogenea alla classe eterogenea della sezione D, basandosi esclusivamente sull’età – spiegano nella missiva -. Diversi genitori avevano chiesto di fare due classi, considerando la classe fin dall’inizio dell’anno 2019/2020 decisamente molto numerosa, 27 bambini di 3 anni non sono semplici da gestire. Tale proposta non è stata soddisfatta». Quello che non va giù ai genitori è la volontà della dirigente di spostarli senza preavviso: «Abbiamo con riluttanza accettato questa situazione all’inizio dell’anno che era già penalizzante per i bambini che avrebbero avuto più bisogno di attenzioni, ed ora, dopo che i nostri bimbi hanno stretto delle relazioni importanti ci sentiamo dire dalla dirigente che in 6 mesi non si sono creati legami significativi, che faranno nuove amicizie, che i bambini più grandi si adattano meglio ai cambiamenti rispetto ai più piccoli, come se l’età anagrafica in una fascia così delicata quale quella dei 3-6 anni corrispondesse matematicamente ad una maggiore o minore maturità e capacità di adattamento ai cambiamenti. La dirigente sceglie 6 bambini, da spostare come pacchi postali, discriminando i nostri figli perché nati a gennaio, minimizzando i loro sentimenti verso gli altri bambini, liquidando la situazione come la scelta “meno dolorosa” che poteva fare, condendo il tutto con la necessità del distanziamento sociale». A preoccupare i genitori è il fatto che la sezione D il prossimo anno sarebbe priva degli alunni che andranno alla primaria: «La stessa dirigente ci ha confermato che la classe potrebbe anche mantenere 27 bambini, come siamo partiti fin dall’inizio, dato che l’aula è grande e il distanziamento sociale non è possibile in questa fascia di età, ma la classe eterogenea sezione D sarebbe da 14 e lei non può permettere la coesistenza di 2 classi così diverse nei numeri. A questo punto ci chiediamo: Che fine farebbe la classe eterogenea il prossimo anno senza i nostri 6 figli dato che i 14 che ci sono al momento andranno alla primaria? Probabilmente cesserebbe di esistere. Sicuramente verranno rimescolati ancora una volta. Perché non fare della prima classe omogenea due classi fin da ora o spostare più di 6 bambini per aumentare le relazioni consolidate?». I genitori chiedono alla dirigente di ripensarci: «Perché ha interpellato solo 6 genitori quando questa sarebbe stata una cosa da sottoporre a tutti dato che anche per chi non verrà spostato sarà un “trauma” non vedere più l’amichetta con cui era solita giocare? A tal proposito vorremmo sottolineare che qualche genitore molto probabilmente avrebbe accordato al cambio di sessione in maniera spontanea senza che la dirigente inciampasse rovinosamente in una soluzione molto discutibile, non democratica e soprattutto non presa nell’interesse del bene dei nostri figli – scrivono i genitori -, pertanto visto che le cartine mostrano aule molto spaziose, visto che la classe è stata creata da 27, visto che lo spostamento non è effettivamente necessario per questioni di disposizioni Covid a quanto pare, chiediamo che, essendo un’esigenza di organizzazione scolastica, la dirigente non imponga il cambio ma lo proponga all’intera classe o in alternativa che si adotti uno spostamento più equo».



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