Truffa della rivista della polizia,
la denuncia di una civitanovese
CIVITANOVA - Un uomo ha telefonato all'agenzia di Sara Francia (in foto) dicendo di essere un avvocato. «Mi ha chiesto di fare un abbonamento. È un manipolatore molto capace, ma mi ha insospettito che chiamasse da un numero nascosto». L’episodio è stato segnalato alla polizia postale
di Laura Boccanera
«Sono l’avvocato Monti della Polizia di Stato, la chiamo per richiederle la sottoscrizione di un abbonamento alla rivista della polizia e per il calendario». Ma è un raggiro, una truffa ancora più fastidiosa perché fa leva sulla soggezione legata alla presenza di un fantomatico avvocato e della presenza delle forze dell’ordine come interlocutore.
E’ arrivato anche a Civitanova un raggiro che a macchia di leopardo sta toccando tutta Italia e che viaggia via telefono. A farne le spese rischiando di venire truffata è stata Sara Francia, titolare di un’agenzia di organizzazione eventi di Civitanova, contattata in ufficio al telefono fisso. «Questa mattina mi chiama la mia segretaria e mi dice che dall’altra parte del telefono mi cerca tal avvocato Monti della polizia e che deve parlare con me. Un po’ intimorita me lo faccio passare. Si presenta con accento romano e eloquenza. Conosceva il mio nome e la dicitura precisa dell’azienda, ma subito mi rassicura dicendo che non ho nulla da temere e di non preoccuparmi, che chiama dalla polizia per la sottoscrizione di un abbonamento alla rivista della polizia. A quel punto inizia ad accelerare la velocità delle parole. Mi spiega che sotto Covid anche loro hanno avuto difficoltà e che un supporto anche economico tramite questa iniziativa sarebbe gradito. Mi ha lasciata lì per lì perplessa, ma al tempo stesso molto abilmente è riuscito anche a mettermi in difficoltà. Come se mi avesse lasciato intuire che se non avessi partecipato ci sarebbero state delle conseguenze». A quel punto però Sara Francia si insospettisce e vede dal telefono che la chiamata viene effettuata da un numero nascosto. Così inizia a fare qualche domanda più specifica su come funziona: «mi dice che avrei ricevuto un pacco con degli adesivi della polizia, quasi adesivi “antimulta” perché appunto legati ad un finanziatore della polizia e che ci sarebbero stati da pagare 198 euro in contrassegno. Alle mie domande più precise però ha buttato giù. La comunicazione è parte del mio mestiere e devo dire che è stato molto abile, quasi stavo per cedere e non nego che per un attimo ho anche pensato di sponsorizzare l’iniziativa. E’ un manipolatore molto capace e per questo mi sento di mettere in allerta più persone possibili per evitare che qualcuno ci caschi davvero». L’imprenditrice ha poi segnalato l’episodio sia al Commissariato che alla polizia postale.
