Una poltrona per tre
«Così rilanceremo Ussita»

ELEZIONI - Candidati sindaci a confronto: Monica Pierdomenico, Guido Rossi e Silvia Bernardini hanno risposto alle nostre domande in vista del voto del 20 e 21
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Ussita

 

di Monia Orazi

Conto alla rovescia per il voto ad Ussita, in vista del rinnovo dell’amministrazione comunale, retta nell’ultimo anno dal commissario straordinario Giuseppe Fraticelli, dopo le dimissioni dell’ex sindaco Vincenzo Marini Marini. Stessa sorte era toccata all’amministrazione guidata dal sindaco Marco Rinaldi, anche lui dimissionario e sostituito dal commissario straordinario Mauro Passerotti. Sono tre al momento le liste in sfida per le comunali, la prima lista “Noi per Ussita, Ussita per tutti” candida a sindaco Monica Pierdomenico, insegnante di 52 anni, già assessore alla cultura ed al turismo per due mandati, con l’allora sindaco Sergio Morosi. La seconda lista “Ussita 2020, insieme per la ricostruzione ed il futuro”, candida a sindaco Guido Rossi, 70enne ex generale dell’esercito, per due mandati sindaco di Cerveteri in Lazio, una seconda casa ad Ussita e consigliere di opposizione nella giunta dell’allora sindaco Vincenzo Marini Marini. La terza lista “Progetto Ussita” candida a sindaco Silvia Bernardini, 52enne dipendente della Protezione civile, già sindaco di Ussita per due mandati, dopo essere stata consigliere comunale, assessore provinciale a Macerata ed assessore al comune di Narni, carica da cui si è dimessa appena candidata alle elezioni. Cronache Maceratesi ha organizzato un forum virtuale di confronto tra i candidati sindaci, ponendo loro le medesime domande per conoscere i loro progetti e programmi per il futuro di Ussita, in vista del voto del prossimo fine settimana.

Monica Pierdomenico

 

Monica Pierdomenico, quale il motivo della sua candidatura?
«Ussita ha vissuto momenti di grande dolore dopo gli eventi sismici dell’ottobre 2016, siamo stati investiti anche dall’abbandono di ben due sindaci. Il nostro gruppo ha ritenuto opportuno assumersi la responsabilità di agire per uscire dalla sindrome dell’abbandono amministrativo. Pensiamo che solo chi vive il territorio, possa capire e dare le risposte più adatte».

Ci descriva la sua squadra.
«La squadra è composta da persone che vivono ad Ussita, eccetto due, sono persone di grande competenza, abbiamo chi è attivo nel turismo e nell’accoglienza, chi nel settore veterinario ed infermieristico, chi ha la passione per l’agro-silvo-pastorale uno dei punti forti del nostro programma, una maestra di sci che vuole essere parte attiva nella politica rivolta al turista».

Quali sono nel programma della lista, le priorità da attuare per Ussita?
«Le priorità da attuare per Ussita sono sia la ricostruzione dei beni immobili, ma anche in contemporanea sociale ed economica. Daremo priorità alla casa di riposo che è stata per anni il fiore all’occhiello del territorio, che vedeva lavorare una decina di persone tra oss ed infermieri ed ospitava 22 anziani. Le altre priorità sono la ripartenza e la rifunzionalizzazione degli impianti sportivi, riferito non solo alla stazione sciistica di Frontignano che è la più grande della Regione, ma anche al palaghiaccio, che come Frontignano, dava lavoro alle persone del luogo. Molto importante sarà per noi anche la ricostruzione del cimitero di Castelmurato, un cimitero monumentale tra i più belli. Ussita aveva anche duemila utenze da cui traeva profitto, tra prime e seconde case aveva un introito importante, tutto questo è andato perso con il terremoto, oltre le case c’erano le centrali idroelettriche che costituivano parte degli introiti del Comune. Hanno bisogno di essere riqualificate e ripristinate. Una cosa rimasta indenne dal terremoto è il patrimonio naturalistico, ci adopereremo affinché tutto questo attraverso una manutenzione attenta possa essere motivo per un turismo sostenibile, creando dei posti letto delle aree adibite a campeggio ed aree camper».

Perché votare la vostra lista?
«Siamo certi che il modo migliore per cambiare tutto questo, sia quello di ripartire promuovendo una politica dal basso. Le persone del mio gruppo formano una squadra ricca di esperienze e di competenze, pronta ad assumersi la responsabilità di amministrare Ussita, anche perché crediamo che Ussita debba essere artefice del proprio destino. E’ fondamentale per noi collaborare con i sindaci dei comuni limitrofi».

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Guido Rossi

Guido Rossi, quale il motivo della sua candidatura?
«Ho casa da 40 anni ad Ussita, le mia radici sono queste, mia nonna e mia madre erano di queste zone. In quattro anni da consigliere comunale ho visto ho visto l’amministrazione assente, il vuoto, la mancanza di preparazione per affrontare la ricostruzione ed il futuro dei giovani, che vanno motivati per creare le loro opportunità di non dover andare altrove».

Ci descriva la sua squadra.
«Nella mia squadra ci sono anche altri due consiglieri che sono stati con me all’opposizione, abbiamo constatato la necessità che Ussita sia guidata da un’amministrazione motivata e decisa con esperienze alle spalle. Abbiamo deciso di prenderci la responsabilità in modo che sia ricostruita e proiettata nel futuro, la nostra è una squadra ben amalgamata, in cui ci sono giovani, pensionati, artigiani, imprenditori e liberi professionisti».

Quali sono nel programma della lista, le priorità da attuare per Ussita?
«Per poter dare via alla macchina amministrativa, cuore pulsante dell’amministrazione, intendiamo rimodulare gli uffici comunali, creando quello per la ricostruzione privata e pubblica, la rivisitazione di perimetrazioni e zone rosse, quello per la progettazione per partecipare a bandi pubblici, lo sportello per il cittadino, un ufficio per i giovani che vogliono accedere a bandi europei. Dopo quattro anni non si è fatto nulla sul fronte della ricostruzione, che è la priorità da perseguire, attraverso un nucleo di tecnici competenti. Ussita ha perso la possibilità dei contributi Gse (Gestore servizi elettrici n.d.r), sono scaduti i certificati verdi per le centrali idroelettriche, che non portano soldi ed hanno bisogno di manutenzione straordinaria. Tante sono le opere pubbliche rimaste fuori dai fondi di ricostruzione, è mancata la selezione di ciò che è necessario ad Ussita. Va dato il via ai piani di fabbricazione per la ricostruzione, va rimesso a posto l’R4. Da opposizione abbiamo evitato lo sfacelo della giunta Marini Marini che voleva vendere impianti da sci e linee elettriche. Abbiamo avanzato numerose proposte, ma spesso non siamo stati ascoltati».

Perché votare la vostra lista?
«Perché rappresentiamo la rottura con il passato politico, abbiamo le idee chiare, la professionalità ed esperienza, siamo una squadra ben amalgamata, non abbiamo nessun scheletro negli armadi di famiglia e nel nostro passato, abbiamo a cuore questo territorio e rifiutiamo questo scenario di abbandono, vogliamo poter decidere del nostro futuro».

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Silvia Bernardini

Silvia Bernardini, quale il motivo della sua candidatura?
«Il motivo della mia candidatura risiede nel mio legame con questo territorio, con il voler fare in modo che Ussita si risollevi da questa situazione e possa tornare ad essere competitiva dal punto di vista turistico ed economico, dando modo a chi ha deciso di ritornare, di vivere dignitosamente».

Ci descriva la sua squadra.
«La mia squadra è composta sia da persone di una certa esperienza che potranno dare supporto alle attività della giunta e del consiglio comunale e da gente nuova, che ha una grande volontà e forza nel voler andare avanti e fare qualcosa di costruttivo per Ussita».

Quali sono nel programma della lista, le priorità da attuare per Ussita?
«Ci sono due linee di priorità, la prima è andare avanti e far partire la ricostruzione, la seconda lavorare sulla ripartenza economica della comunità. E’ fondamentale la ricostruzione delle strutture, ma contemporaneamente va portata avanti la ricostruzione di una comunità, in modo da dare le possibilità di ripartire economicamente, con l’avvio di molteplici iniziative. Va analizzata in modo puntuale e nel dettaglio ciascuna situazione. Ad esempio se non si risolvono i problemi legati alle situazioni R4 di rischio idrogeologico ed al dissesto idrogeologico, non si può pensare di riavviare tutti gli impianti sportivi del fondo valle. Vanno analizzate una per una le criticità, verificando la situazione attuale per poi lavorarci e trovare una soluzione. La cosa fondamentale non è scrivere un libro dei sogni, possibile solo in una situazione normale, ma fare i conti con ciò che abbiamo le difficoltà ed individuare una soluzione. Questo vale per gli impianti di risalita, le centraline idroelettriche, il sisma ha sconvolto tutto. E tutto va rivisto in un’ottica più moderna, a volte avendo anche il coraggio di non rifare tutto come era, ma cercare di migliorarlo».

Perché votare la vostra lista?
«Votare questa lista significa scegliere l’esperienza, messa a servizio della comunità, e appoggiare i giovani che credono in questo territorio e sono tornati a vivere ad Ussita, e vogliono essere parti attive nel programmare il proprio futuro, votare la nostra lista per dare ad Ussita l’opportunità di ricominciare».

 

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