Mangialardi a Macerata ‘picchia’ a destra
«Sanità lombarda, cene fasciste
e due anni persi nella ricostruzione»
REGIONALI - La presentazione della lista con Italia viva, Demos e Psi è stata l'occasione per il candidato governatore di lanciare bordate ai competitor: «Loro fanno venire Meloni e Salvini perché decidono a livello nazionale sulle Marche, noi puntiamo su chi sta sul territorio. Abbiamo i fondi europei perché siamo europeisti. Quando governavano hanno nominato per il sisma un commissario totalmente incapace di gestire»
Doveva essere la conferenza di presentazione dei candidati della lista che vede presenti Italia Viva, Demos e Psi per le prossime elezioni regionali, si è trasformata in un assolo del candidato governatore del centrosinistra Maurizio Mangialardi che ha “firmato” un intervento-tutorial ai suoi candidati. Un attacco durissimo al centrodestra che probabilmente segna anche il cambio di strategia elettorale a ridosso del voto. Il tempo di una breve doppia presentazione dell’appuntamento a cura dei coordinatori provinciali di Italia Viva, Teresa Lambertucci e Antonello De Lucia, poi Mangialardi ha preso il microfono: «Sono fortemente orgoglioso di questa lista, dei programmi e delle persone capaci che la formano.
Nelle Marche non verranno i leader nazionali del centrosinistra perché i protagonisti siete voi, i leader li abbiano già qui. Dobbiamo essere consapevoli del nostro progetto, nelle Marche i ministri non vengono a fare passerella, vengono a spiegare quali risorse arrivano e perché. Lo ha fatto Gualtieri sul tema dell’Europa, concetto ribadito dal presidente del Parlamento europeo David Sassoli. Abbiamo i fondi europei perché abbiamo tenuto la barra diritta, perché noi siamo europeisti. Loro invece fanno venire Meloni e Salvini perché il centrodestra da Roma decide per le Marche e pensano di usare le Marche per giocare a Roma. Noi invece siamo marchigiani che pensano di far sentire la loro voce a Roma con il voto. Ed a proposito di campagna elettorale – ha osservato Mangialardi riferendosi ai suoi candidati – ci sono dei temi per i quali dovremmo aver già vinto, non c’è partito. Il centrodestra dice che noi abbiamo privatizzato la sanità delle Marche, lo dicono impunemente e senza vergognarsi per niente. Loro arrivano da Roma e ci dicono che si impegneranno per la sanità pubblica nelle Marche, si devono vergognare.
La percentuale della sanità privata nei servizi per gli acuti è di 8.1 nelle Marche. Il centrodestra ci dice che dovremmo prendere esempio da Lombardia e Veneto. Bene, la Lombardia, la regione che ci ha appestato tutti, che ha fatto morire gente per strada, ha il 40% di sanità privata. Il Veneto è al 27%. Di quale modello parlano, di Vò? E’ come se nelle Marche parlassi di Sforzacosta per parlare dell’intera regione. Il centrodestra parli di altro, di filosofia, di teoria ma non di sanità pubblica». Mangialardi tocca anche il tasto della ricostruzione post sisma. «Vogliamo parlare di cosa hanno fatto quando erano al governo e hanno nominato uno di loro come commissario per la ricostruzione? Bene hanno nominato un tipo, sicuramente bravissimo nella sua professione di geologo (il riferimento è a Piero Farabollini, ndr) ma totalmente incapace di gestire e il risultato è che si sono persi due anni senza fare nulla». Mangialardi è oramai lanciato e rincara la dose: «Basta con le provocazioni e le menzogne del centrodestra. Vanno alle cene dei fascisti che rievocano la marcia su Roma e dicono di essere passati per sbaglio, scrivono che i medici sono mediocri e dicono poi di essersi sbagliati, mettono i fondi raccolti per la beneficenza nel loro conto personale e dicono di averlo fatto per velocizzare.Allora dico a questo centrodestra: volete farla finita o no?». Infine il candidato governatore del centrosinistra Maurizio Mangialardi suona la carica ai suoi: «Loro hanno Salvini e la Meloni, io ho voi. Grazie per aver costruito un progetto di sviluppo per le Marche». Il finale, neanche a farlo apposta, è in linea con le parole iniziali di Mangialardi. Si alza una candidata consigliera regionale, l’imprenditrice calzaturiera di Morrovalle Manila Ilari di Morrovalle, e consegna – a nome della lista, una t-shirt bianca con una scritta a colori: «#Orgogliosamente Marche». Al tavolo dei relatori questa mattina in piazza Battisti con Mangialardi c’erano quasi tutti i candidati (in lista ci sono Flavio Corradini, Natalia Conestà, Francesco Fiordomo, Manila Ilari, Lucia Pistelli, e Massimiliano Bucchi). In platea, tra gli altri, la senatrice Orietta Baldelli.
Mangialardi ci crede: «Io sono avanti, Acquaroli non lo fanno neanche parlare»








Eccone un altro politicante che altro non sà fare che infangare la controparte!
Mi sembra l’unico sport che è in grado di fare la sinistra, non avendo altre armi prer contrastare la valanga destrorsa.
Meglio il silenzio……….. e lasciare parlare le urne!
Ridicolo addebitare i ritardi della ricostruzione post-sisma all’opposizione sia nazionale che regionale dal 2016 e sino ad oggi. Senza vergogna!
A sinistra come a destra sembra che si sia tornati al Fronte dell’uomo qualunque: https://it.wikipedia.org/wiki/Fronte_dell%27Uomo_Qualunque.
Infatti il leit motiv non sono i programmi dell’amministrazione, bensì le frecciate generiche e anzi qualunquiste da destra verso sinistra e da sinistra verso destra, aumentando in tal modo la schiera degli indecisi.
Tra direttivo DEM e Mangialardi non ho mai sentito così tante idiozie messe insieme.
Tutti coloro che sopra hanno criticato Mangialardi per le sue affermazioni, dovrebbero essere precisi e riportare i presunti insulti. Io leggo solo affermazioni veritiere, anche perché non ho avuto ancora il piacere di sentire il pensiero del suo competitor Acquaroli. Peccato che Mangialardi si sia svegliato tardi.
Mangialardi i leader nazionali non verranno perche’sanno gia’ di aver perso con candidati del vostro calibro ,non parliamo di educazione politica ma almeno un po’di dignita’!