Amianto nelle macerie di sisma:
«Offriremo i chiarimenti necessari»
INCHIESTA - Il presidente del Cosmari Graziano Ciurlanti interviene in merito alla chiusura delle indagini (che coinvolgono il presidente Giampaoli e un tecnico): «Materia delicata, abbiamo fiducia negli inquirenti»
Dopo l’avviso di conclusione di indagini notificato al Cosmari per la presenza di amianto nelle macerie del sisma (con indagati il direttore del Cosmari, Giuseppe Giampaoli, il tecnico Massimo Procaccini, e 4 imprenditori), il presidente del consorzio di Tolentino, Marco Graziano Ciurlanti, interviene spiegando di voler chiarire i contorni della vicenda. «Si tratta di una questione complessa sia per la vastità dell’area interessata all’evento calamitoso sia per la necessità di procedere celermente alla rimozione delle macerie e degli edifici distrutti o gravemente lesionati. Cosmari srl ha adottato nel corso di questi anni tutte le procedure concordate con le autorità competenti – dice Ciurlanti –; tuttavia siamo consapevoli che la delicatezza della materia e la complessità della normativa di riferimento possano essere oggetto di valutazioni diverse da parte dell’Autorità giudiziaria nei confronti della quale esprimiamo massima fiducia in relazione all’accertamento dei fatti.
Come già anticipato all’inizio delle indagini, gli amministratori di Cosmari srl sono a disposizione della procura e il sottoscritto chiederà di essere sentito quanto prima per offrire tutti i chiarimenti necessari per raccogliere eventuali indicazioni in ordine a diverse modalità di gestione della raccolta delle macerie qualora ciò si rendesse necessario». La procura contesta la violazione del codice dei rifiuti in merito alla demolizione delle canne fumarie degli edifici lesionati dal sisma e che contenevano amianto. Gli inquirenti sostengono che l’eternit andava trattato prima delle demolizioni (la difesa replica che di quelle non se n’è occupato il Cosmari). Ci sono poi presunte violazioni delle prescrizioni previste nella concessione tra il Cosmari e la Regione che attengono in sostanza al rinvenimento di quantitativi di amianto in porzioni di rifiuti trattati che, sostiene la procura, a causa del contenuto, seppur minimo del materiale pericoloso, andavano trattati tutti come rifiuti speciali.


