I carabinieri compiono 206 anni:
«Col Covid non ci siamo mai fermati,
sempre presenti per dare aiuto»

CERIMONIA in forma ridotta per celebrare la fondazione dell'Arma. Il colonello Michele Roberti ha ricordato i mesi del Coronavirus, la morte del collega Federico La Rotonda («Un pugno nelle stomaco»), le tante telefonate di cittadini per chiedere assistenza e informazioni, le pensioni consegnate a casa agli anziani, la distribuzione delle mascherine. Ma il Corpo è stato impegnato anche in tante operazioni con 240 arresti e oltre duemila denunce in 12 mesi

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La celebrazione questa mattina nella caserma di via XX Settembre

 

«Un altro anno di intenso lavoro si è concluso per i carabinieri di Macerata, un anno caratterizzato da questi ultimi mesi che hanno segnato e segneranno per sempre la nostra storia e quella del mondo intero. Mesi in cui la presenza “familiare” dei carabinieri nei grandi centri, come nei piccoli borghi, più che mai è servita non solo a garantire il rispetto delle regole, ma anche a proteggere, aiutare e sostenere». Con queste parole il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Michele Roberti, ha aperto la cerimonia per il 206esimo anno della Fondazione dell’Arma, che si è svolta nella caserma di via XX Settembre, a Macerata. Una cerimonia in forma ridotta, a causa del Covid, ma non per questo meno sentita, anzi.

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Una celebrazione che si è aperta con la deposizione di una corona d’alloro alla targa, dal comandante provinciale e da Salvatore Angieri, in rappresentanza del prefetto Iolanda Rolli, il maggiore dei carabinieri Pasquale Infelisi, medaglia di bronzo al valor militare, fucilato a 44 anni, alle spalle, dai tedeschi il 14 giugno del 1944, sul vicino colle “Montirozzo”, perché si rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò. «Oggi ci rivolgiamo al maggiore Infelisi come “eroe”, perché arrivò all’estremo sacrificio per mantenere fede ad un giuramento – precisa il colonnello -, ma lui, come tanti altri come lui, di ieri e di oggi, eroi lo erano e lo sono ancor prima di essere uccisi, lo sono, appunto, per la loro fedeltà ad un giuramento che onorano tutti i giorni, silenziosamente, e mi riferisco in particolare a quei “nuovi” eroi, medici, infermieri, operatori sanitari e volontari, che abbiamo imparato a conosce in questi mesi, perché hanno continuato a prestare il loro servizio alle persone, spesso compromettendo la loro salute fino a sacrificare la vita, ma avendo come faro sempre l’etica della centralità della persona Uomini e donne che erano eroi prima, che sono eroi oggi e che saranno eroi per sempre».

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Federico La Rotonda

Un sentito e commosso pensiero è andato all’appuntato scelto Federico La Rotonda, vittima del Covid, che era in servizio alla stazione di Macerata e a tutti i carabinieri caduti e feriti nell’adempimento del loro dovere e ai loro familiari, in particolare ai decorati legati alla provincia di Macerata, il carabiniere Giovanni Burocchi (Movm), l’appuntato Alfredo Beni (Movm), il maresciallo capo Sergio Piermanni (Movm), il vice brigadiere Alfredo Costantini (Movm), il vice brigadiere Maurizio Baldassarri (Movc). «Sono stati mesi in cui, sotto la costante azione di coordinamento del prefetto Iolanda Rolli, oltre ad assicurare l’adesione alle misure necessarie e indispensabili a contenere una epidemia divenuta globale, hanno visto i carabinieri fornire risposte concrete alle esigenze del territorio e di coloro che in queste settimane erano più esposti – precisa Roberti -.

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I carabinieri al Liceo Classico di Macerata

Abbiamo aiutato a distribuire mascherine, quando le stesse erano introvabili, abbiamo assistito anziani per la consegna delle pensioni a domicilio, abbiamo segnalato casi di persone che vivevano in particolare isolamento e prive del minimo sostentamento alimentare, provvedendo a far giungere fino a casa generi di prima necessità, abbiamo mantenuto costante il rapporto con i ragazzi a casa, fornendo ausilio per la consegna di pc e materiale didattico, abbiamo assistito telefonicamente migliaia di cittadini che si sono rivolti al 112 per ottenere informazioni, consigli e indicazioni su come poter risolvere semplici bisogni che la inedita situazione di isolamento obbligato aveva reso assai complicati. E anche quando, purtroppo, la perdita improvvisa di un nostro collega ci ha colpiti come un pugno nello stomaco, abbiamo avuto appena il tempo di piangere il nostro commilitone e siano tornati a garantire quella fondamentale funzione sociale che ha sempre caratterizzato i carabinieri per quella capacità di stare tra la gente che ci ha consentito anche in questi mesi drammatici di mantenere un dialogo con la comunità, nella consapevolezza che la tutela ed il rispetto delle regole date erano il fondamento della qualità delle nostre vite».

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Il materiale sequestrato nel corso di un’operazione antidroga a Civitanova e Montecosaro: cinque arresti, sequestrato mezzo chilo di eroina

A consuntivo del periodo trascorso dall’ultima festa dell’Arma, sono senz’altro positivi i risultati conseguiti sia sul piano preventivo che su quello delle operazioni condotte dai Carabinieri del Comando Provinciale. Dal 5 giugno 2019 al 5 giugno di quest’anno sono state arrestate 240 persone e denunciate 2.134. In particolare, tra le operazioni di servizio più significative, spiccano l’indagine, condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia di Macerata unitamente al Reparto operativo, che ha permesso di arrestare a dicembre scorso, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, 4 pregiudicati originari pugliesi, autori di 36 furti seriali di auto tra Marche, Abruzzo ed Emilia Romagna, nel periodo compreso tra aprile e settembre 2019. L’intensa azione di contrasto allo spaccio di stupefacenti, che conta nel totale 30 arresti operati dal Reparto operativo e dagli altri organi investigativi del comando provinciale, i quali hanno portato al complessivo sequestro di circa 5 chili di eroina, oltre 4 chili tra hashish e marijuana e circa mezzo chilo di cocaina. L’incisiva ed efficace risposta alla commissione dei reati contro il patrimonio, tra cui i 5 arresti per altrettante rapine (commesse ai danni di privati ed esercizi commerciali a Matelica, Civitanova e Tolentino), nonché l’arresto, effettuato dalla Compagnia di Civitanova, di 4 persone di origine albanese (2 uomini e 2 donne autori di altri analoghi reati), sorprese in flagranza di furto in una abitazione, riuscendo a recuperare parte refurtiva, poi restituita ai legittimi proprietari.

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L’intervento dei carabinieri forestali a Fiuminata in seguito ad un incendio

L’attività operativa svolta dai carabinieri Forestali è stata rivolta, come di consueto, prioritariamente alla tutela del territorio. Complessivamente, nel settore ambientale sono state denunciate 193 persone e contestate 635 sanzioni amministrative, mentre in quello agroalimentare si contano 28 denunciati e 31 sanzioni amministrative elevate. L’ambito dei rifiuti e dell’inquinamento si è confermato quale concreta criticità in ambito regionale, con il maggior numero di reati accertati, mentre quello della tutela della flora e della fauna (benessere, maltrattamento e traffico delle specie protette) si è rivelato fonte del maggior numero di illeciti amministrativi (alta è la propensione al bracconaggio). Numerose e incisive le campagne di controllo svolte congiuntamente alle Stazioni territoriali dell’Arma e agli altri Reparti Speciali.

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Controlli nell’ambito del contrasto al caporalato

Altre azioni rigurdano il contrasto al caporalato. Di questo si sono occupati i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro in sinergia con l’Arma territoriale e sotto il diretto impulso del prefetto. Diverse sono state le persone denunciate per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nei vari settori produttivi, con l’individuazione di numerosi lavoratori oggetto di sfruttamento, alcuni dei quali anche clandestini. Il settore agricolo è stato tra quelli ove sono state riscontrate più violazioni, ma si cita anche l’attività d’indagine che ha consentito di trarre in arresto un cittadino egiziano 36enne, titolare di un autolavaggio con sede a Falconara Marittima, che aveva sfruttato 3 lavoratori suoi connazionali (di cui 1 clandestino, poi rimpatriato) e deferire in stato di libertà altri 2 cittadini stranieri (una rumena e un egiziano) – legali rappresentanti di un’altra ditta di autolavaggio, questa volta di Macerata città – che avevano occupato altri 2 lavoratori stranieri sprovvisti di contratto di lavoro, di cui uno clandestino, impiegandoli in condizioni palesemente difformi da quanto previsto dai contratti collettivi.


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