«Viveva nella casa terremotata»,
sindaco sotto accusa
per indebita percezione del Cas

MONTE CAVALLO - Pietro Cecoli è imputato davanti al Gup del tribunale di Macerata. Oggi l'udienza è stata rinviata. Gli viene contestato inoltre, insieme alla moglie, l'inosservanza dell'ordinanza di lasciare l'abitazione perché inagibile. La difesa: «Non viveva lì ma in un container. Una decisione del tribunale del Riesame ha già valutato che non c’è reato»
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Pietro Cecoli, sindaco di Montecavallo

 

 

Indebita percezione del Cas e inosservanza dell’ordinanza di lasciare la casa danneggiata dal sisma: sotto accusa davanti al gup del tribunale di Macerata il sindaco di Monte Cavallo, Pietro Cecoli. Sotto accusa, solo per inosservanza dell’ordinanza, anche la moglie, Giovanna Testiccioli. Oggi l’udienza è stata rinviata dopo che il giudice si è dichiarato incompatibile. Tre consiglieri di minoranza hanno chiesto di costituirsi parte civile. La difesa: «Nessuna indebita percezione, viveva in un container, i soldi che erano stati sequestrati gli sono stati restituiti in seguito ad una sentenza del tribunale del Riesame che ha ritenuto non ci sia stato reato». Il sindaco Cecoli, secondo l’accusa, sostenuta dal pm Enrico Riccioni, avrebbe percepito indebitamente 11.725 euro tra il 18 dicembre del 2016 e il novembre del 2018. Soldi a cui, dice l’accusa, non aveva diritto perché avrebbe continuato a vivere nella propria casa. Da qui anche la seconda contestazione, in questo caso rivolta anche alla moglie, di inosservanza di una ordinanza del sindaco (emessa dallo stesso Cecoli). La coppia, dice l’accusa, avrebbe continuato ad abitare nella casa nonostante il divieto (che risale al 14 luglio 2017) perché l’abitazione non era agibile a causa dei danni del terremoto. Sin qui l’accusa. Il difensore della coppia, l’avvocato Francesco Copponi, spiega invece che «In realtà non vivevano nella casa ma in un container che stava davanti all’abitazione. Ci è rientrato episodicamente, quando la temperatura scendeva sotto zero. C’era stato un sequestro per equivalente dei soldi percepiti col Cas, che è stato revocato dal tribunale del Riesame di Macerata che ha ritenuto non ci fosse reato». Oggi in udienza tre consiglieri di minoranza hanno chiesto di costituirsi parte civile, assistiti dal legale Giuseppe De Rosa. Se ne riparlerà il 15 aprile: il gup Bonifazi ha rinviato tutto a quella data e rimesso il procedimento ad un altro giudice, dichiarandosi incompatibile perché aveva firmato il dissequestro della casa di Cecoli per consentire i lavori di ricostruzione.

(Gian. Gin.)

Troppo freddo nel container, dorme nella casa inagibile: indagato il sindaco Cecoli

 



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