«La città è morta:
vogliamo soluzioni concrete»,
90 commercianti alla riunione
MACERATA - Sono stati convocati da Gabriele Micarelli al Verde Caffè. L'obiettivo è produrre un documento condiviso da presentare ai candidati alle elezioni: «Chi sarà eletto condizionerà le nostre attività, vogliamo far capire quali sono le nostre esigenze»
«La città è morta dal punto di vista del commercio. Ci sono progetti concreti per salvarla?». E’ questo l’interrogativo che si sono posti ieri sera più di 90 esercenti e commercianti che hanno preso parte alla riunione che si è svolta al Verde Caffè. Ad invitarli Gabriele Micarelli «senza alcuna implicazione politica e ideologica – sottolinea – ma nella massima concretezza». Micarelli ha portato personalmente 2oo lettere a tutti coloro che hanno un attività in centro storico e ha spiegato le sue motivazioni e la presenza massiccia gli ha dato ragione. «Condividiamo esigenze e problematiche – spiega – Tra due o tre mesi daremo le chiavi della città a una persona che gestirà Macerata e influenzerà i nostri investimenti, le nostre attività e di conseguenza i nostri dipendenti. Sentiamo parlare di app e biciclette in centro, idee bellissime ma noi vorremmo discorsi più consistenti e concreti. Noi la viviamo in modo più pratico e vorremmo capire come si può rendere questa città come Foligno, Perugia o Civitanova».
L’incontro di ieri è solo un primo step, l’intenzione è quella di coinvolgere poi anche i commercianti di corso Cavour e corso Cairoli e i residenti. «Anche chi ha comprato una casa in centro ha investito soldi e ha interesse che quel valore si mantenga. Sentiamo parlare di riportare la residenzialità, certo che bisogna riportare i residenti, ma come? Saranno fatti investimenti sul centro? Con quali soldi?». Qual è l’obiettivo condiviso da tutti? «Vogliamo proporre tra due o tre mesi, per le elezioni, un documento che non abbia nulla di politico ma che contenga le esigenze di chi alza la serranda tutti i giorni e investe soldi su attività e dipendenti».
(a.p.)
Il centro storico che cambia: chiude il Caffè Venanzetti, apre il kebab lungo le Scalette


Micarelli Macerata non è morta: è stata uccisa.
Rendendola come Perugia, Foligno e costruendo un nuovo centro commerciale come a Civitanova, perché è li che vanno.
Cari Amici l’unica soluzione è quella di creare posti di lavoro, la città è morta perché non ci sono fabbriche come a Civitanova, Foligno, Perugia. La zona deserta di Valle Verde attraverso una classe politica con le p…..può essere proposta ad unica azienda multinazionale esempio l’ENI per l’energie alternative, ma a questi politici maceratesi ha fatto sempre paura le tute blu. Caro Micarelli l’assenza di Uomini come il Sen. Rodolfo Tambroni e la mancanza dei tradizionali partiti si fa sentire. La mania di costruire case anche popolari nelle periferie e non nei palazzi vuoti del centro storico è un grande errore. Noi in consiglio comunale lo proponiamo da anni ma gli esecutivi lasciano passare. anni fa feci l’assessore per pochi mesi feci in tempo a fare case popolari di piccola cubatura in Vicolo Costa. poi la D.C. fu mandata a casa e ora ammettiamolo si vive di rendita per quello che fu fatto per la città naturalmente esclusa l’Università che la tenuta in vita. Ivano Tacconi capo gruppo Udc Comune di Macerata insieme al collega Foglia presentatori delle prime richieste per l’Ospedale Unico di prima categoria alla Pieve e per la prima richiesta della intervalliva S.S.77 Valdichienti – Villa Potenza passando per la rotatoria di Fonte Scodella – galleria.
L’importante è che rivotiate PD.
Ci penseranno sicuramente loro ai vostri interessi, come hanno fatto fino ad ora.
La città è nel momento del massimo splendore.
L’ultimo atto criminale si perde nella notte dei tempi, le strade sono sicure, la droga è irreperibile, il centro è vivissimo e accessibilissimo.
Oltre a chiedere cosa faranno per incentivare i flussi in Centro?
E’ tutta colpa di quest’amministrazione che ha affossato la nostra citta’.
Come si fa a portare più gente nei negozi del centro?
A mio parere ci sarebbe una sola soluzione,obbligandoceli, facendo una legge che costringesse a turno, pena severa sanzione pecuniaria, almeno 300 persone al giorno, a recarsi ed acquistare presso i negozi del centro.
Sempre secondo me, non è questione di politica ma di libero mercato e di concorrenza.
Se sei un commerciante e quindi un imprenditore quando hai iniziato l’attività sapevi, o comunque dovevi sapere, che esiste il rischio di impresa, ovvero che gli affari ti possono andare bene ma anche male.
Se le scarpe, i pantaloni, gli orologi ecc. che vendi, li vendono uguali in un negozio dove ci si arriva in macchina, si trova parcheggio, si gira tra la gente al caldo di inverno e al fresco d’estate,all’asciutto se piove, nel frattempo si possono visitare contemporaneamente tanti altri negozi, magari mangiando un gelato, una pizza ecc., e forse anche ad un prezzo minore,chi è così matto da venire da te?
Non te la puoi prendere neanche con chi ha fatto fare i centri commerciali, la politica deve pensare si al commerciante, ma anche e soprattutto (aggiungo io) alla convenienza dei clienti.
Chi può permettersi di rimanere in centro, oltre ai bar e ai ristoranti, è chi vende cose di cui ha l’esclusiva, che ha clienti affezionati e magari il negozio di proprietà.
Se non sei uno di questi fortunati, spostati dove vanno i clienti.
Se la montagna non viene a Maometto, allora Maometto va alla montagna.
Non gioverebbe, sempre a mio modesto parere, spianare tutta piazza delle libertà (compresi comune, prefettura, torre civica ecc.) e farci un parcheggio gratuito riservato ai clienti dei negozi del centro.
Macerata non potrà mai essere come Perugia o come Civitanova (Dio ce ne scampi e liberi)o come Foligno, per ovvi motivi geografici, demografici e di tessuto economico-sociale.
Se sei quercia non puoi pretendere di fare i melograni o che qualcuno ti aiuti a farli.