«Determina devastante per l’ospedale,
Ceriscioli intervenga e la ritiri»

SAN SEVERINO - Il sindaco Rosa Piermattei va all'attacco per salvare i reparti del Bartolomeo Eustachio: «Attuata una beffa che danneggerà molte comunità. Se ci sono altri piani devono essere resi pubblici»
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«E’ stata attuata una determina devastante per il nostro ospedale, il governatore Luca Ceriscioli non doveva permettere al nuovo di direttore dell’Asur, Nadia Storti, di emanarla. L’unica soluzione è che venga ritirata». Così il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, sul declassamento di tre reparti del Bartolomeo Eustachio per la determina 742 del 31 dicembre scorso. «Siamo in uno stato di emergenza e questi signori, a tavolino e senza tener conto dei danni che causano con le loro scelte, decidono di colpirci ancor di più del sisma – dice Piermattei –. Anche questa volta non ci arrendiamo di fronte all’ingiustizia perpetrata dai vertici della politica e della sanità regionale ai danni del nostro ospedale».

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Il sindaco Rosa Piermattei

Il sindaco prosegue la sua battaglia contro quella che definisce “la nefasta determina di Capodanno”: «Abbiamo il dovere di informare non solo i cittadini di San Severino ma di tutta la regione – dice il sindaco in una nota – di come sia stata confezionata e attuata la beffa che danneggerà molte comunità oltre alla nostra. Vorrei poi chiedere al direttore dell’Area Vasta 3 dell’Asur, Alessandro Maccioni, che cosa intende con la sua affermazione, che “per l’ospedale di San Severino ci sono altri piani”». Piermattei aggiunge che questi piani «devono essere pubblicamente comunicati e da noi cittadini, perché io parlo da sindaco ma anzitutto da cittadino di questo territorio – prosegue Piermattei – approvati. Da parte nostra continueremo con una comunicazione continua, limpida e ricca di particolari, mentre da altre parti si continua a minimizzare, a non dare risposte, a trincerarsi dietro assurdi silenzi. Non si può sperare che l’amministrazione comunale, le associazioni cittadine, i comitati, i sindacati possano con il tempo dimenticare. La questione è sempre più d’attualità per noi per le circostanze incredibili con cui è stata attuata. C’è solo un modo per fermarci: ritirare la determina. Per questo chiedo al presidente Ceriscioli, ancora una volta, di intervenire subito». 

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