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«Reparti declassati,
tutti a manifestare ad Ancona:
ospedale unico specchio per le allodole»

SAN SEVERINO - Marco Massei, vicepresidente del comitato per la difesa e la tutela dell'ospedale Bartolomeo Eustachio, lancia l'appello a mobilitarsi per dire no alla determina che trasforma oncologia, radiologia e l'hospice in unità semplici
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Marco Massei, Marco Marchetti e Mario Chirielli durante l’incontro

 

di Monia Orazi

«Bisogna andare oltre lo schieramento politico e gli steccati ideologici ed organizzare insieme ad altri comitati una grande manifestazione ad Ancona insieme ai sindaci, possiamo mettere tende, cartelli, camper un picchetto, per dire che questo non va bene». Così l’avvocato Marco Massei vicepresidente del comitato per la difesa e la tutela dell’ospedale Bartolomeo Eustachio lancia l’appello a mobilitarsi per dire no alla determina dello scorso 31 dicembre che trasforma oncologia, radiologia e l’hospice in unità semplici, che possono essere accorpate ad altre.

«L’ospedale unico è uno specchio per le allodole per chiuderne altri, poi arriverà l’intervento del privato che come un salvatore modificherà la situazione. Prima di chiudere qualsiasi cosa va creata l’alternativa – prosegue Massei – i tre reparti declassati dalla determina emanata l’ultimo dell’anno come nella prima Repubblica, sono stati ancorati all’ospedale unico. Quando Maccioni dice che questa classificazione è finalizzata a rafforzare la loro integrazione nella rete ospedaliera è una presa in giro. Ora che si è tenuto il consiglio comunale aperto a Fabriano l’invito è ancora di più a fare squadra, questi sono provvedimenti per spogliarci a poco a poco, un altro modo è quello di non sostituire medici andati in pensione». Nell’ospedale cittadino sono state denunciate criticità a radiologia dove ci sono solo 5 medici e nel pomeriggio non si svolgono esami, uno solo è addetto alle mammografie. Massei ha invitato a «impugnare gli atti, che altrimenti poi diventano definitivi, i vertici Asur e regionali non vanno più ricevuti in occasione dei tagli dei nastri, dobbiamo essere uniti e mostrarlo con importanti azioni di disobbedienza. Il futuro ospedale unico comporterà il declassamento di tutti gli altri, a partire da Civitanova, passando per Camerino-San Severino ad ospedali di comunità, in questa battaglia vanno coinvolte anche le associazioni sindacali».

Giuseppe Moretti, ex dirigente del servizio prevenzione Asur ormai a riposo, ha denunciato come il Sian, servizio igiene alimenti, che ad esempio serve per gli adempimenti del settore alimentare, non ha più un medico e chi va a Macerata difficilmente trova il responsabile, ricordando che nel suo settore per tre medici andati in pensione, ne è stato messo uno che era già addetto al servizio. Il presidente del comitato dottor Marco Marchetti ha esortato a manifestare perché «è importante avere un hospice che funziona, la gente difenderà medici stimati come la dottoressa Benedetta Ferretti di oncologia e Sergio Giorgetti dell’hospice, bisogna portare la gente in piazza, ai cittadini interessano servizi che funzionano».

Lorenzo Facchini, del gruppo cittadino di Fdi, ha esortato i sindaci ad andare dal prefetto e riconsegnare la fascia tricolore in segno di protesta per i tagli alla sanità. Pietro Cruciani, consigliere comunale e radiologo in pensione ha ricordato come nel piano sanitario regionale «è previsto il taglio del 20 per cento delle strutture complesse, il direttore generale Asur Nadia Storti lo ha fatto adesso, mettendo Ceriscioli in difficoltà». Giovanna Capodarca, del comitato di Civitanova ha ribadito l’importanza di lottare tutti uniti dalla costa alla montagna, ricordando l’esempio dell’ospedale di Cagli-Sassocorvaro che è stato privatizzato. Sono intervenuti anche altri esponenti del comitato tra cui l’ex sindaco Manlio Rossi, mentre Tiziana Gazzellini coordinatrice del gruppo comunale Fdi ha detto che va cambiata la compagine che governa la Regione.

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