Nel M5S volano gli stracci,
Agostinelli chiede le dimissioni di Maggi

MARCHE 2020 - Dopo la decisione dei vertici nazionali di non allearsi con il Pd, arriva il botta e risposta tra la senatrice jesina e il consigliere regionale che ora spera si vada avanti con la candidatura di Sauro Longhi
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Gianni Maggi

 

«Dopo questa figura da dilettanti allo sbaraglio Maggi e soci abbiano almeno dignità ed escano dal M5s affinché non ci sia più posto per i finti portavoce che rappresentano solo loro stessi e si comportano esattamente come i vecchi politicanti che abbiamo sempre combattuto». È molto duro il commento della senatrice jesina del M5S Donatella Agostinelli dopo la decisione di Luigi Di Maio e Danilo Toninelli di non fare alleanze con il centrosinistra alle prossime regionali marchigiane. La scelta dei vertici del Movimento, dunque, oltre a sparigliare le carte in casa centrosinistra, proprio quando la trattativa per un’alleanza giallo-rosso stava prendendo piede grazie al nome di Sauro Longhi, sembra aver scatenato una sorta di resa di conti interna tra i grillini marchigiani. La senatrice jesina attacca in maniera decisa il capogruppo in consiglio regionale Gianni Maggi che in queste settimane ha portato avanti una trattativa con il Pd in attesa delle indicazioni romane e che era stato il primo a sponsorizzare apertamente l’ex rettore dell’Univpm.  «Apprendo con immensa soddisfazione le dichiarazioni di Luigi Di Maio che mettono fine al tentativo maldestro e direi quasi da dilettante del consigliere uscente Gianni Maggi di allearsi con il Pd – aveva dichiarato nel primo pomeriggio – nonostante l’assemblea regionale degli attivisti avesse chiaramente, già da tempo, espresso la propria contrarietà. Un’azione iniziata in solitaria e poi appoggiata da altri consiglieri regionali (Pergolesi e Giorgini ) infine portata avanti pubblicamente e senza alcuna legittimazione

 

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La parlamentare jesina Donatella Agostinelli

«A Di Maio è stato rappresentato un orizzonte apocalittico se fosse stato presentato il quesito “andiamo da soli o ci alleiamo con altre forze politiche” sulla piattaforma Rousseau. Sulla base di questo ha preso la decisione di non fare l’alleanza col centrosinistra a cui personalmente mi adeguo».  Ha spiegato lo stesso Maggi alla Dire. «A Di Maio è stato detto che la votazione sulla piattaforma avrebbe aperto un conflitto interno deleterio per il M5s alla vigilia delle elezioni- continua Maggi- Ho sempre detto che mi sarei attenuto alle disposizioni del capo politico e che mi sarei adeguato. Ma siamo il Movimento che ha votato tutto e qui qualcuno ha voluto che non si votasse. Di Maio ha detto che se parlamentari e consiglieri regionali fossero stati d’accordo sul fatto di andare in coalizione e di votare sulla piattaforma non avrebbe eccepito nulla ma così non è stato e lui, prima di tutto deve tutelare il M5s. Evidentemente non tutti nel Movimento sono pronti ad adeguarsi alla volontà della maggioranza». A Maggi, il quale auspica che perlomeno la decisione dei vertici «non faccia perdere di vista la novità di un candidato civico e di spessore come Sauro Longhi tanto – ha sottolineato – che ho dato il suo numero di telefono a Di Maio affinché si confrontassero», non sono andate giù le dichiarazioni della senatrice Agostinelli che ha invitato il capogruppo in consiglio regionale (e gli altri due consiglieri Romina Pergolesi e Peppino Giorgini) ad uscire dal Movimento 5 Stelle. «Agostinelli mi pare folcloristica- conclude Maggi-. Lei chiede le mie dimissioni perché ho sostenuto l’ipotesi di una coalizione con il centrosinistra. E lei che ci governa a Roma con il centrosinistra? Io ho sostenuto questa strada perché ritenevo fosse la strada più utile per il Movimento. Se lei ritiene si tratti invece di una scelta dannosa per il M5s, tanto da invitarmi alle dimissioni, allora si dimetta insieme a me per coerenza».



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