«San Venanzio più bella di prima»
Riapre anche la Beata Mattia,
Madonna di Cona: ci sono i fondi

L'ARTE torna nel cratere: oggi restituite tre opere restaurate grazie a Italia Nostra. Domani la basilica di Camerino sarà inaugurata, il vescovo Massara: «E’ un gioiello». Ci sarà anche un'opera degli infioratori di Castelraimondo. Il 23 dicembre festa a Matelica per la riapertura del luogo di culto dedicato alla santa
- caricamento letture

San-Venanzio

La basilica di San Venanzio

 

di Monia Orazi

Due chiese tornano dalla distruzione del terremoto, per tornare a riunire le comunità all’ombra dei loro campanili, nella secolare venerazione di due santi molto amati, con le campane che torneranno a suonare dopo tre anni di silenzio e a scandire quei piccoli, grandi momenti quotidiani di tante esistenze. Domani a Camerino sarà il giorno della basilica di San Venanzio, il 23 dicembre a Matelica riapriranno le porte della chiesa della Beata Mattia. Intanto oggi pomeriggio nella città ducale c’è stato un piccolo assaggio di festa, sono tornate a casa tre opere gravemente danneggiate dal terremoto e restaurate grazie al contributo dell’associazione di tutela ambientale e culturale Italia Nostra.

camerino-arte-2019-e1576356201490

Il sindaco Sborgia

La chiesa del Seminario di Camerino ha accolto i rappresentanti di Italia Nostra, i sindaci di Cessapalombo Giuseppina Feliciotti e di Camerino Sandro Sborgia, l’arcivescovo Francesco Massara, Pierluigi Moriconi della Soprintendenza ai beni culturali, Barbara Mastrocola responsabile del museo diocesano, il colonnello Carmelo Grasso, Marcello Sergi ed un altro collega dei carabinieri nucleo tutela patrimonio culturale, Mariarita Signorini con Maurizio Sebastiano ed Antonio Pagnanelli di Italia Nostra, monsignor Sandro Corradini, i restauratori Silvia Conte e Kevin Angelani. «Ringrazio tutti quanti, per quello che hanno fatto dopo il terremoto, si tratta di opere recuperate da chiese devastate – ha detto monsignor Francesco Massara – il recupero di opere d’arte è importante, perchè rappresentano l’identità e la storia delle nostre comunità, che intorno ad esse si ritrovano. A Ripe San Ginesio abbiamo riaperto la chiesa, i parrocchiani hanno espresso dopo tre anni la gioia di sentire suonare le campane, sono importanti segnalano l’ora di pranzo ed altri momenti quotidiani, scandiscono i ritmi della comunità. Per la chiesa della Madonna della Cona si sono trovati i fondi si potrà riavere la chiesa». Il colonnello Grasso mentre ha mostrato un video della chiesa della Madonna Della Cona ha detto che riaprirà probabilmente entro la prossima estate.

camerino-arte-2019-massara-e1576356449284

Il vescovo Francesco Massara

Nel suo discorso l’arcivescovo Massara ha ricordato la grande festa di domani per San Venanzio e le conseguenze del sisma sulle persone: «Domani alle 17 si restituirà alla comunità la basilica di San Venanzio, ancora più bella di prima, una tra le chiese più grandi e belle del cratere. E’ il segno che la ricostruzione è possibile, anche con tempi certi. Lo Stato aveva stanziato 4 milioni di euro, grazie alla generosità della fondazione privata Arvedi-Buschini sono stati spesi un milione ed 800mila euro, con soli otto mesi di lavori, la chiesa è stata ristrutturata. Quando si è tutti consapevoli e si ha la volontà di tutti, le cose si possono fare, nella fraternità e non sprecando soldi. Quello che restituiremo alla comunità è un gioiello, è ancora più bella di prima la basilica. Tutti insieme possiamo dare tanti segni che si può ricominciare. Non dimentichiamo il terremoto dentro le persone. Tra gli anziani ci sono stati il 56 per cento di morti in più. Dobbiamo recuperare il senso di comunità, la bellezza, si può lavorare per questo. Voi aiutate questa terra a rinascere dopo il buio. In questa diocesi c’è il 70 per cento di opere d’arte di tutte le Marche». La basilica di San Venanzio resterà chiusa sino alle 17 quando inizierà la cerimonia di riapertura alla presenza di monsignor Emil Paul Tscherrig, nunzio apostolico in Italia, che presiederà la cerimonia religiosa. Intorno alle 18,30 come avveniva nei secoli scorsi, saranno i rappresentanti dell’amministrazione comunale, a conferire la cittadinanza onoraria ai coniugi Luciana Buschini e Giovanni Arvedi, che con la fondazione che porta i loro nomi hanno reso possibile il “miracolo” di San Venanzio, che come una fenice è rinata dalle sue ceneri, per riaprire le porte nei decenni e nei secoli a venire, al culto dei fedeli, cuore della fede del Santo patrono di Camerino, di cui custodisce le spoglie mortali. In occasione della cerimonia gli Infioratori di Castelraimondo hanno creato un quadro fiorito, come quello secolare che ritrae San Venanzio che tiene in mano la città. Sempre a Matelica sarà sempre monsignor Francesco Massara il prossimo 23 dicembre a presiedere la cerimonia di riapertura della chiesa Santa Maria Maddalena, che custodisce le spoglie della Beata Mattia Nazzarei. La santa messa con la consacrazione del nuovo altare sarà presieduta da monsignor Massara, preceduta dalle celebrazioni per il settimo centenario del transito in cielo della Beata.

San-Venanzio-infioratori-Castelraimondo

Gli infioratori a San Venanzio

camerino-arte-2019-barbara-mastrocola-650x650

camerino-arte-2019-carabinieri-ntpc-650x650

Il luogotenente Marcello Sergi, a sinistra, e il colonnello Carmelo Grasso, a destra

camerino-arte-2019-carmelo-grasso-650x650

camerino-arte-2019-giuseppina-feliciotti-650x650

camerino-arte-2019-moriconi-pierluigi-650x650

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X