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La Lega: «Ricotta si dimetta,
difende l’aggressore del carabiniere»
«Ero avvocato d’ufficio, discorsi aberranti»

MACERATA - Un caso politico la convalida dell'arresto del nigeriano che giovedì ha ferito un militare con un ombrello. I vertici locali del partito di Salvini attaccano l'assessore: «Dovrebbe stare dalla parte delle forze dell’ordine». Lui replica: «Avevo il dovere di presenziare all’udienza. Difendere un imputato non significa condividerne i comportamenti. La loro idea di giustizia è preoccupante». Il presidente di Camera penale Renato Coltorti: «Non poteva rifiutare l’incarico. Spiace la Lega sia caduta in questo evidente equivoco»
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Narciso Ricotta e Paolo Arrigoni

 

di Gianluca Ginella

La convalida dell’arresto del nigeriano che giovedì ha colpito un carabiniere tirandogli un ombrello diventa un caso politico perché a difendere l’imputato, che oggi ha patteggiato un anno (leggi l’articolo), è un assessore: l’avvocato Narciso Ricotta, che si candiderà alle primarie del Pd. A sollevare la questione è la Lega che chiede le dimissioni di Ricotta: «Come uomo delle istituzioni avrebbe dovuto stare inequivocabilmente dalla parte delle forze dell’ordine» dicono il senatore Paolo Arrigoni, l’onorevole Tullio Patassini e Simone Merlini, responsabile provinciale della Lega. L’assessore però si difende: «Ero difensore d’ufficio, non potevo rifiutarmi di assisterlo. Difendere un imputato non significa condividerne i comportamenti. Sono dalla parte delle forze dell’ordine e dalla parte della giustizia». Il parere di Renato Coltorti, presidente della Camera penale di Macerata: «Ruolo del difensore essenziale. Spiace la Lega sia caduta in questo equivoco, in altre occasioni ha dimostrato di ben conoscere la giustizia penale».

Simone Merlini (coordinatore provinciale della Lega) con il deputato Tullio Patassini

Prima dell’udienza di convalida la Lega, attraverso Merlini, aveva parlato del caso del carabinieri ferito (ha riportato 10 giorni di prognosi) da una ombrellata: «Solidarietà totale alle forze dell’ordine che mettono a rischio ogni giorno la propria vita» aveva detto, aggiungendo: «La Lega di Matteo Salvini è pronta a sostenere anche per Macerata e la provincia la sua battaglia per sicurezza e legalità». Aveva anche commentato le parole del comandante provinciale dell’Arma, Michele Roberti, che ieri ha riferito di 14 militari aggrediti in provincia negli ultimi mesi (leggi l’articolo): «Confermano nero su bianco quanto la Lega dice da tempo: il territorio maceratese non è quell’isola felice che si vorrebbe far credere ed è una fortuna che Questura e forze dell’ordine siano concentrate a cercare di evitarne il progressivo degrado». Nel frattempo in tribunale è stato convalidato l’arresto di Viktor Okorefe, 23 anni, che giovedì a San Severino aveva colpito al volto un carabinieri lanciandogli contro un ombrello. A difendere il nigeriano l’avvocato Narciso Ricotta. Il 23enne ha patteggiato 1 anno al tribunale di Macerata. «L’assessore Ricotta rassegni subito le dimissioni: con la difesa in tribunale del nigeriano che ha ferito un carabiniere durante un controllo ha dimostrato di non saper distinguere tra il ruolo privato e quello pubblico – hanno tuonato Patassini, Arrigoni e Merlini -. Come uomo delle istituzioni avrebbe dovuto stare inequivocabilmente dalla parte delle forze dell’ordine e non del nigeriano che ha ferito un carabiniere nel corso di un normale controllo». Si dicono «indignati» e commentano «con amarezza la notizia che l’attuale assessore ai Lavori pubblici del comune di Macerata, candidato a succedere al sindaco Romano Carancini, abbia assunto la difesa dell’extracomunitario».

Romano Carancini

La Lega allarga la questione: «È il secondo componente della giunta a dimostrare di non avere idea di cosa sia la correttezza istituzionale che vuole la separazione tra professione e ruolo pubblico – dice Patassini, il riferimento è alla causa per la mancata costruzione delle piscine in cui ad assumere la difesa di una società di Paci è stata la moglie, e socia di studio, del sindaco Carancini –. È ancor più sconcertante che non impari dai propri errori la giunta Pd del capoluogo di provincia terzo in Italia per spaccio e consumo di droga in cui la malavita nigeriana ha un ruolo fondamentale». Arrigoni aggiunge: «Come non vedere nell’incarico assunto da Ricotta un chiaro messaggio politico sulla gestione presente e futura dei migranti da parte del Pd a Macerata? Non potendo credere che un avvocato e politico esperto come Ricotta abbia sottovalutato le possibili ripercussioni del suo gesto, resta da pensare che abbia scientemente assunto l’incarico con deplorevoli fini dimostrativi incompatibili con il ruolo di assessore». Fin qui la Lega. Ricotta però spiega che «Io come molti colleghi sono iscritto nella lista dei difensori di ufficio, perché la difesa deve essere garantita a tutti. Se un imputato non ha un difensore di fiducia se ne assegna uno d’ufficio perché c’è un principio costituzionale che dice che non può esservi processo senza un difensore. Sono stato chiamato come difensore d’ufficio, oggi ero di turno, e avevo il dovere di presenziare». E aggiunge che «difendere un imputato non significa condividerne i comportamenti ma far sì che quell’imputato se innocente venga assolto se colpevole ottenga la pena giusta secondo la legge, è un principio di diritto. In questo caso l’imputato ha riconosciuto le sue responsabilità e ha deciso di patteggiare». Conclude Ricotta: «Sto inequivocabilmente dalla parte dei carabinieri e delle forze dell’ordine e inequivocabilmente dalla parte della giustizia. Il sistema di giustizia a cui pensano loro (la Lega, ndr) è aberrante. Ed è seriamente preoccupate che persone con queste idee si candidino a guidare la città. Consiglierei altre strategie, questa non mi pare fruttifera».

L’avvocato Renato Coltorti

A fare chiarezza il presidente della Camera penale di Macerata, Renato Coltorti: «Non entro nell’ambito politico, però non posso come presidente di Camera penale non sottolineare come questo comunicato cada nell’errore di confondere il ruolo dell’avvocato con la figura dell’imputato  – dice a Cm – . L’avvocato Ricotta era difensore d’ufficio e come notorio non può rifiutare la nomina, non può rifiutare l’incarico. Il ruolo del difensore è previsto dal nostro ordinamento e dalla Costituzione affinché chiunque possa essere sottoposto ad un giusto processo. L’avvocato difensore quindi svolge con indipendenza ed autonomia il suo ruolo nel rispetto dei principi cardine dettati dal nostro codice deontologico e dalla legge: quelli del rispetto della verità nell’interesse del cliente e della giustizia. Nel momento in cui l’avvocato svolge la sua attività rispettando questi principi il difensore svolge una funzione essenziale anche per il giudice per emettere una sentenza giusta». L’avvocato Coltorti continua dicendo che «spiace che la Lega sia caduta in questo evidente equivoco quando in altre occasioni ha dimostrato di ben conoscere le problematiche della giustizia penale, ad esempio quando ha appoggiato la legge di iniziativa popolare presentata dall’Unione Camere penali per la divisione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati inquirenti e quando ha cercato di opporsi all’approvazione ed entrata in vigore della sciagurata legge sulla sospensione senza termine della prescrizione, dopo la condanna di primo grado».

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