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Cannabis light, blitz della polizia:
chiusi 4 negozi in provincia

OPERAZIONE - Serrande abbassate per 15 giorni per due attività di Civitanova, una di Macerata e una quarta di Camerino. Denunciati i titolari. Il questore: «Questi prodotti non si posso vendere. Serve però che il legislatore intervenga in materia». VIDEO
martedì 8 Ottobre 2019 - Ore 12:29 - caricamento letture
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Gli agenti appongono i cartelli all'ingresso dei negozi
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di Gianluca Ginella

Chiusi quattro negozi di cannabis light in provincia. Due a Civitanova, uno a Macerata e l’ultimo a Camerino. Denunciati per spaccio i titolari. Operazione della polizia questa mattina dopo l’input ricevuto da alcuni cittadini che hanno segnalato che nei negozi venivano venduti prodotti contenenti infiorescenze di marijuana light. «Basta la sola presenza di thc e non si può vendere. Serve però che il legislatore intervenga in materia» dice il questore Antonio Pignataro.

Da sinistra: il primo dirigente Giuseppe Marchetti, il questore Antonio Pignataro, il commissario capo Maria Raffaella Abbate

Quattro negozi che vendono prodotti contenenti canapa light chiusi questa mattina dalla polizia con un provvedimento che dispone che le serrande rimangano abbassate per 15 giorni. Si tratta di Cb Dream e Tutto Canapa, a Civitanova, Indoornova a Piediripa di Macerata ed Evergreen coffee shop di Camerino. Dopo la segnalazione di alcuni cittadini «abbiamo preso un campione di ogni prodotto che era in vendita in questi negozi e poi li abbiamo sottoposti a narcotest e ad un esame tossicologico» spiega il commissario capo Maria Raffaella Abbate che dirige la Squadra mobile di Macerata. Una volta raccolti gli elementi necessari questa mattina la polizia ha disposto le chiusure. Per i titolari denuncia per spaccio. «Questi negozi, tre dei quali abbiamo già chiuso in passato (in due di Civitanova e quello di Macerata, ndr) continuavano, nonostante l’ultima sentenza di Cassazione, a vendere marijuana light – dice il questore Antonio Pignataro –. La strategia che stanno usando i produttori di questi prodotti, pensando di eludere la legge, è ridurre il quantitativo di infiorescenze nelle bustine. Le fanno da un grammo invece che da cinque. Però se sommiamo più bustine otteniamo comunque l’effetto drogante di cui parla la Cassazione. Basta la sola presenza di thc e non si può vendere». Il questore ribadisce che è necessario un intervento del legislatore in materia, «anche per evitare che le autorità locali agiscano in maniera differente l’una dall’altra». Ha poi ribadito che «Abbiamo agito per tutelare le famiglie – continua il questore -. A chi pensa di liberalizzare la cannabis chiedo di fare una riflessione sulle parole pronunciate prima di morire da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e da quelle pronunciate da altre autorità come il capo della polizia, prefetto Gabrielli, dal Consiglio superiore della sanità e da università di tutto il mondo e per finire vorrei citare papa Wojtyla e papa Francesco dove dichiarano che la droga avvelena i popoli e nessuno ha diritto a distruggere la propria vita. Chi col proprio talento muove centomila persone con concerti – prosegue Pignataro – e dichiara alla fine dei concerti che la marijuana è la manna di Dio o dice “Ora mi vado a fare una bella canna”, chiedo a loro: invece di visitare piantagioni di cannabis, per capire meglio il problema dovrebbe recarsi nelle comunità terapeutiche al fine di capire il vero dolore dei ragazzi che si trovano in quei luoghi per curarsi. In modo da avere presente quello che sottolineano giorno dopo giorno questi ragazzi: “La marijuana è l’anticamera dell’inferno, della cocaina e dell’eroina”».

 

La chiusura di uno dei negozi

 

 

Cannabis light, chiusi due negozi: i titolari denunciati per spaccio

Cannabis light, blitz della polizia Chiusi due negozi a Macerata



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