Cannabis light, chiusi due negozi:
i titolari denunciati per spaccio

CIVITANOVA - Operazione della Squadra Mobile di Macerata. Il questore Antonio Pignataro: «Le infiorescenze di canapa non si possono vendere. Abbiamo dato risposta a tanti genitori preoccupati. Non si può di fatto legalizzare questi prodotti senza che vi sia una legge in merito. Attendiamo la sentenza della Cassazione»
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Da sinistra: il vicario del questore Pasquale Sorgonà, il questore Antonio Pignataro, il commissario capo Maria Raffaella Abbate, il medico della polizia, Fabio Frascarelli

 

di Gianluca Ginella

Cannabis light, attività sospesa per due negozi di Civitanova. Disposizione del questore Antonio Pignataro, denunciati per spaccio i titolari. E’ il settimo negozio in provincia, a cui se ne aggiunge uno nell’Anconetano, colpito da provvedimenti della Questura. «La filiera istituzionale ha funzionato, il thc da 0,5 è ingannevole. Abbiamo dato una risposta concreta a tanti genitori preoccupati per la diffusione di questi prodotti». Prima i sequestri di circa 25 prodotti contenti infiorescenze di canapa (un pacchetto da 20 grammi ha un costo di 25-30 euro), poi la denuncia dei titolari delle due attività e questa mattina è arrivata la sospensione per 15 giorni dei negozi. Si tratta del “Tutto canapa”, in via Trento e del CB Dreams di via Regina Elena, a Civitanova.

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Il questore mostra uno dei prodotti sequestrati

Negozi che vendono «prodotti a base di canapa. Possono vendere tranquillamente shampoo, saponi ma non le infiorescenze di canapa – dice il questore –. Il problema è che senza la vendita delle infiorescenze questo tipo di negozi non coprirebbe le spese. Ancora una volta la filiera istituzionale della giustizia ha funzionato perfettamente grazie al procuratore Giovanni Giorgio e ai suoi sostituti». L’indagine è stata condotta dalla Squadra mobile di Macerata, diretta dal commissario capo Maria Raffaella Abbate: «Dopo il sequestro dei prodotti, avvenuto nelle settimane scorse, è stato nominato un esperto che li ha analizzati e svolto una consulenza tecnica. In alcuni prodotti sono stati trovati quantitativi di thc di 0,8». Il vicario del questore, Pasquale Sorgonà, ha spiegato: «Va fatta una distinzione. Da una parte c’è il procedimento penale con i titolari che sono stati denunciati e dall’altro il provvedimento amministrativo di sospensione della licenza in applicazione dell’articolo 100 del Tulps (Testo unico della legge di pubblica sicurezza, ndr)». Sequestri che arrivano mentre si avvicina il 30 maggio, giorno in cui la Corte di cassazione farà la sentenza sulla cannabis light e darà quindi un indirizzo su come ci si dovrà regolare sulla vendita di cannabis detta legale. Secondo il questore la cannabis legale «non esiste. E il contenuto di 0,5 di thc è ingannevole. Vili e criminali logiche del profitto non possono rendere l’Italia un Paese privo di cultura giuridica. E ciò avviene legalizzando di fatto la cannabis alla stessa stregua di Paesi dove su questo è stata fatta una legge. Invece in Italia questi prodotti vengono venduti e di fatto legalizzati, senza che ci sia una legge a regolamentarne la vendita» ha detto Pignataro. Ieri sera il ministro dell’Interno Matteo Salvini era intervenuto proprio sul tema della cannabis light: «Chiuderemo tutti i negozi in Italia perché contengono droga. E se i 5stelle non sono d’accordo questo è un motivo serio per cui potrà cadere il governo, la lotta alla droga» ha detto Salvini. I primi sequestri di cannabis light sono arrivati in Italia proprio a Macerata, su input del questore Pignataro.

(Ultimo aggiornamento alle 12,35)

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