Caraceni e Verolo entrano in Consiglio,
interrogazioni a raffica di Marchiori

MACERATA - Prima assise dopo la pausa estiva con due nuovi consiglieri dopo le dimissioni di Valentini e Ciarlantini. Sull'affidamento della Pianificazione urbana della mobilità sostenibile Iesari annuncia: «Stralceremo la parte che riguarda le presentazioni». Chiesti chiarimenti anche sul catalogo della mostra Bauhaus 100 e sul bar ex Narciso. Messi (M5s) è tornata sul degrado del cimitero

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Lina Caraceni e Michele Verolo

 

di Federica Nardi (foto di Fabio Falcioni)

Applausi e strette di mano per l’ingresso in Consiglio comunale di Lina Caracena e Michele Verolo. I due consiglieri subentrano ai dimissionari Enzo Valentini e Gabriella Ciarlantini, del gruppo “A sinistra per Macerata bene comune”.

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Lina Caraceni

Un’uscita di scena, la loro, fatta in piena estate e giustificata in maniera sbrigativa da motivi professionali. Nelle retrovie si vocifera di un possibile dissenso con la vicesindaca Stefania Monteverde, ma nessuna conferma è arrivata. Anzi, oggi proprio Monteverde ha ringraziato i due consiglieri dimissionari pubblicando su Facebook una foto “d’epoca” che li ritrae in missione istituzionale. La capogruppo in Consiglio sarà Lina Caraceni, per una «mera questione anagrafica», ha specificato la consigliera, che poi ha spiegato quale sarà il suo atteggiamento in questi ultimi mesi che separano dalle elezioni: «Non sono una persona che fa sconti ed esprimo le mie idee al meglio. Sono una fervida laica, nel senso che ho grande rispetto per le idee altrui. Probabilmente non sarò d’accordo con molte proposte che sentirò ma mi confronterò con rispetto». Poi ha aggiunto a margine dell’aula consiliare: «Non sono sicuramente una “yes woman”, dico quello che penso».

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La stretta di mano tra Michele Verolo e David Miliozzi

La surroga è stata l’apertura del primo Consiglio comunale dopo la pausa estiva, preceduto da una fitta sessione di interrogazioni. La più rilevante, in termini di conseguenze, è stata quella del neo-leghista Andrea Marchiori sulla Pianificazione urbana della mobilità sostenibile (Pums) e sull’affidamento fatto alla società Sintagma. Tra le critiche mosse dal consigliere del gruppo misto non solo il “doppio” affidamento (uno per la Pums e l’altro per il documento collegato: il Rapporto ambientale preliminare) ma anche i mille e 600 euro assegnati per ben tre presentazioni del Piano, di cui una ai soli consiglieri di maggioranza. Su questo punto c’è stato subito il passo indietro dell’amministrazione, annunciato dall’assessore Mario Iesari: «Modificheremo l’affidamento in questa parte finale – ha spiegato Iesari -. Spero di essere all’altezza di spiegare il Piano».

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Mario Iesari

Sugli affidamenti distinti fatti per i due documenti (che, ha ricordato Marchiori, nella vicina Foligno sono stati oggetto di un’unica gara poi affidata a Sintagma ma con un ribasso di oltre il 20 percento), Iesari ha invece giustificato la scelta: «Il confronto con Foligno non è attendibile perché la Regione Umbria ha cofinanziato la Pums. Inoltre altri Comuni, come Varese o Arezzo, lo hanno pagato molto di più. Per cui non c’è un problema di congruenza economica. I documenti sono legittimamente scindibili: il Rap si realizza solo se la Pums passa in Consiglio comunale. Noi volevamo adottare la Pums inizialmente come atto di Giunta, tanto che la prima delibera sul tema è del 2017. Dopo una serie di valutazioni politiche abbiamo deciso di farlo passare in Consiglio comunale. Primo: per la crescente attenzione al tema della sostenibilità ambientale. E poi perché ci sono maggiori incentivi per i Comuni che la approvano in Consiglio comunale».

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Andrea Marchiori

Marchiori non si è detto soddisfatto della risposta: «Sono due atti connessi. Mi viene in mente il caso dello Stadio Helvia Recina con il sindaco che fece uno spezzatino di incarichi». Tra le interrogazioni di Marchiori anche quella sul catalogo della mostra Bauhaus 100, alla quale ha invece risposto la vicesindaco Stefania Monteverde, che ha chiarito che il catalogo è stato stampato in 800 copie. «Di queste 400 copie sono in vendita nel bookshop a 32 euro l’una, di cui 26 euro tornano al Comune e 6 euro a Sistema Museo. Altre 400 copie sono destinate alla promozione (fino a ora ne sono state distribuite 86) e sono state finanziate dai fondi Iti e vengono distribuite direttamente dal Comune». Su questo Marchiori ha chiesto però se esiste un contratto che regola il ritorno economico del Comune e ha obiettato sull’opportunità di produrre così tante copie omaggio a fronte di un catalogo identico e in vendita per una mostra che, inoltre, durerà solo fino a ottobre. L’altra interrogazione di Marchiori ha riguardato il bar ex Narciso, per il quale comunque non si sono registrate criticità, come ha spiegato Iesari. Infine Carla Messi (Movimento 5 stelle) che chiesto conto all’assessore Narciso Ricotta della situazione di degrado del cimitero. Ricotta ha specificato che «parlare di degrado è spropositato» e che la cura del verde «è affidata alla cooperativa Meridiana che da programmazione prevede otto interventi l’anno».

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