Maratona Venditti allo Sferisterio:
«Eroina vera piaga dagli anni ’70,
la marijuana è un dono di Dio» (FOTO)
MACERATA - Il cantante romano ha suonato per oltre 3 ora e mezza nel concerto commemorativo per i 40 anni del suo album più famoso "Sotto il segno dei pesci". Tra le canzoni tante discussioni su temi di attualità tra cui la tossicodipendenza con un riferimento alla tragedia di Pamela. Molti anche gli aneddoti raccontati: «41 anni fa abbiamo fatto un concerto qui, fu una sconfitta peggio di Waterloo»

Antonello Venditti sul palco dello Sferisterio

Antonello Venditti
di Marco Ribechi (Foto di Andrea Petinari)
Antonello Venditti in forma smagliante racconta allo Sferisterio quasi 50 anni di musica italiana. Un’esibizione di oltre 3 ore e mezza è quella che ieri il cantante romano ha regalato al pubblico maceratese per un altro sold out o quasi dell’arena. L’occasione è il tour per i quarant’anni di “Sotto il segno dei pesci”, l’album del 1978 che contiene alcuni dei suoi più famosi successi. Durante il lunghissimo spettacolo Venditti, noto per non nascondere la sua verve romana, ha sganciato anche qualche bomba commentando l’attualità e confrontandola spesso con gli anni ’70. Ecco quindi tra un brano e l’altro accendere dibattiti sull’eroina, sulla marijuana, sul divorzio, sull’amore omosessuale, sul mercato discografico, sulla politica e su tanti altri temi che nella sua lunghissima carriera hanno costellato i testi delle sue canzoni. Che la serata si prospettasse lunga il cantante lo ha dichiarato subito dopo il primissimo pezzo “Raggio di luna”: «Ho tante cose da raccontarvi, non abbiamo fretta, stanotte alle 3 stiamo ancora qui – scherza Venditti – per me questa è una notte magica perché il 12 settembre del ’78 ero in questa arena con la mia band per un concerto magnifico che però si concluse nel peggiore dei modi. Eravamo al momento dei bis, stavamo per suonare “Lo Stambecco ferito” quando all’improvviso salta la corrente. Noi continuiamo a suonare ma la gente pensava che cantassimo in playback. Con me ad aprire i concerti c’era Massimo Bubola che in quel momento era sul palco e viene raggiunto alla testa da una monetina che lo stende. Macerata per noi è stata una sconfitta colossale, peggio di Waterloo». Poi il ricordo va agli altri concerti maceratesi tra cui quello del ’92 allo stadio dei Pini.

Lo Sferisterio sold out
Dopo “I ragazzi del Tortuga” arriva il pezzo Giulio Cesare che ha una dedica speciale: «E’ per Palanca – spiega Venditti – lo vedo seduto lì tra il pubblico» dice cercando con gli occhi il calciatore di Porto Recanati famoso negli anni ’80 per alcuni gol direttamente da calcio d’angolo in serie A col Catanzaro. Poi il brano Lilly con una lunga introduzione sulla pericolosità dell’eroina, con riferimenti anche a Pamela Mastropietro. «L’eroina è uno dei temi che non è mai stato affrontato in Italia – dice Venditti – negli anni ’70 erano i drogati, oggi si parla di tossicodipendenti, giovani fragili lasciati soli, abbandonati di cui le ragazze sono la parte più debole. All’epoca andavo dal Partito Comunista e mi rispondevano che era un problema di borghesia quando invece era di sottoproletariato. Con noi avevamo Marcello Vento che si bucava in continuazione con la sua compagna, mentre eravamo in tour eravamo costretti a subire le sue crisi di astinenza, momenti terribili. Lilly l’avevo scritta per raccontare queste storie che non voglio che accadano più». Diversa questione invece è per la marijuana chiamata in causa con la canzone Chen il cinese che parla di un ragazzo che coltiva e regala erba per donare felicità: «E’ un dono di Dio – dice Venditti – una delle qualità più buone è proprio italiana, la calabrisella, l’Italia sarebbe una foresta di canapa. Il problema è lo spaccio e chi vive sulle spalle degli altri. La marijuana è la cultura dello stare insieme, del condividere, in questo senso dobbiamo essere globalizzati. Spero che ognuno di voi possa trovare il proprio Chen».

Lo spettacolo
Ci vorrebbe un amico è dedicata a tutte le personalità che non ci sono più tra cui De André, Tenco, Pantani e Luci Dalla un grandissimo compagno e mentore di Venditti ricordato più volte durante la serata. E’ Notte prima degli esami ad aprire l’esecuzione di Sotto il segno dei pesci, suonata con la band originale quasi al completo. Bomba non bomba racconta la storia politica dell’Italia, con l’intellettuale di Firenze che si ritira dalla lotta identificato con Matteo Renzi: «E’ il suo ritratto, perfetto – spiega Venditti – oggi con tutti i casini che stanno facendo a Roma dovremmo essere arrabbiati e infelici, invece siamo felici malgrado loro e questo li fa imbestialire». Giulia è il pretesto per parlare dell’amore omosessuale mentre L’uomo falco riporta alla luce Giulio Andreotti e il suo potere politico, di cui però è rimasto appena il ricordo. «All’epoca in un disco si mettevano 8 o 9 canzoni perchè il vinile non consentiva di incidere di più – dice l’artista – oggi con due singoli i cantanti si sentono fenomeni, fatene otto almeno». Una bacchettata anche al Papa: «E’ in contraddizione perché dice che aiuta i poveri ma adesso non sa cosa fare – dice Venditti – o fa il fenomeno e si prende 10mila migranti a San Pietro oppure inizia a pagare le tasse sugli immobili e a dividere la ricchezza della Chiesa». Un conforto anche per tutti i divorziati: «Anche questo è un dono di Dio, godetevi la vostra situazione». Gli ultimi brani Benvenuti in Paradiso, Ma amici mai, Che fantastica storia la vita, Dalla pelle al cuore avviano il concerto verso la fine con un pubblico quasi stremato che però continua ad applaudire e a gridare bravo. L’ultimo brano è Ricordati di me che non lascia spazio ai bis in cui probabilmente sarebbe arrivata Grazie Roma, unico dei pezzi universalmente conosciuti ad non essere stato eseguito.



























…”la marijuana è un dono di Dio”!!!! Mah, forse anche lui ne ha fumata troppa!!!! Gran bell’esempio dal palco dello Sferisterio, si si, proprio grande, come altre idiozie degli ultimi anni!! gv
Il solito comunista italiano.
Venditti anziché propagandare l’uso della marijuana come… “dono di Dio”…”cultura dello stare insieme”….”Chen il cinese che parla di un ragazzo che coltiva e regala erba per donare felicità …” avrebbe dovuto mettere in guardia soprattutto i giovani di vivere liberi dalla droga, anche la marijuana lo è, degli effetti negativi che danneggiano le menti e che non donano felicità ma solo illusioni, allora la sua voce avrebbe avuto un insegnamento positivo…!!!
Ma lo sa Venditti che la maggioranza della gente non la pensa come lui e che anzi dice cose alquanto gravi?
Tralascio ogni commento su Eroina, Marijuana e la tinta sui capelli…
Viene tirato in ballo il famoso concerto di oltre 40 anni fa.
Quello della monetina…
Io c’ero (non me lo hanno raccontato).
Non mi ricordo quanto fu ricoverato in ospedale… mi pare nemmeno 1 minuto.
A Venditti piace raccontarla come gli fa più comodo…
Iniziamo con il dire che un mese prima era atteso alla Rocca di Camerino e all’ultimo minuto il concerto fu annullato con sommo dispiacere dei tanti che lo avevano atteso invano.
Si disse che la stessa sera (si era sotto ferragosto) era a cantare da tutta un’altra parte e su una piazza più importante… Bah… Mi rifiuto di crederlo.
Venne poi a Macerata e per l’occasione arrivò senza batterista e fece tutto il concerto senza percussioni.
Una professionalità davvero sconcertante e una esecuzione imbarazzante.
Nemmeno alla sagra…
Dopo poco più di un’oretta ed un quarto eseguì il suo ultimo brano e se ne andò.
Fu invitato con il classico “Fuori… fuori… fuori…” ad eseguire almeno qualche altro pezzo che poco dopo, rientrando, prese a suonare come da prassi consolidata.
Peccato che dopo pochissimi accordi saltò completamente l’amplificazione e le uniche note che si sentivano (di un livello sonoro quasi impercettibile dalla platea) erano quelle delle casse spia sul palco.
La cosa andò avanti per parecchio tempo e sembrò davvero strano che i musicisti non si fossero accorti…
E altrettanto strano fu che nessuno dal banco regia attraverso le spie non segnalò il guasto a quelli sul palco.
Il resto è arcinoto: fischi e urla di disapprovazione di buona parte del pubblico sentitosi preso in giro. La famosa moneta tirata all’altro cantautore (all’epoca praticamente sconosciuto) che, se non ricordo male, aprì il concerto.
Il tutto sarà durato sì e no 4 – 5 minuti.
Tutto ad un tratto poi il guasto si risolse e tornò l’amplificazione.
Il pubblico applaudì ma Venditti invece di scusarsi e riprendere a suonare (sempre senza batterista) pronunciò bruttissime parole verso il pubblico, girò le spalle e, tra lo stupore generale, se ne andò facendo infuriare anche chi se ne era stato buono in attesa della soluzione del guasto.
Seguirono interviste dove Venditti e Bubola pieni di livore, diedero dei fascisti a chi tra il pubblico (quasi tutto, dopo la voltata di spalle) li aveva fischiati e non tornò più per oltre 20 anni.
Non ne sentimmo la mancanza…
@ Sergio Menchi: complimenti per l’estesa, diretta testimonianza del concerto del 1978 che danno una versione diversa, non di comodo: “senza tintura di capelli”…..
Venditti è un bravo cantante, ma quando parla di droga farebbe meglio a tacere. Non si rende conto che le sue parole sulla matrijuana, di fatto un incentivo a tutti i ragazzini in affannosa ricerca di trasgressione, vanno contro tutte le più volte ripetute opinioni del Dipartimento Nazionale Antidroga e dell’Istituto Superiore della Sanità.
Ha ragione l’avvocato Bommarito. Un ragazzino che abbia pure seguito i tanti discorsi contro la droga che vengono fatti a scuola, a chi darà retta? Ai professori, agli esperti di turno o al cantante di cui è fan sfegatato????
Ma perché uno a una certa età deve per forza fare il profeta? Se dicono che canti bene…canta!!!
Forse è rimasto alla giovinezza, quando noi comunisti inneggiavamo a “spinello libero e alla modica quantità ad uso personale di eroina”. Poi seppi che gli eroinomani avevano tutti cominciato con lo spinello. E la droga si è espansa per causa delle nostre indicazioni politiche. Con disperazione nelle famiglie, morti e giovani rincretiniti. Chiediamo almeno perdono…
Finché canta va benissimo…
se parla di droga in questo modo è il nonno di Sfera e basta…
non sarà che per cantare è quasi un obbligo pippare?
Daccodo con lo scritto di crescentini, quello che ogni spettatore o ascoltatore dovrebbe fare per dare un suo personale giudizio conoscere a fondo la storia politica e umana per cercare di capire chi c’è dietro ad ogni canzone o film.
Anche Bommarito ha le sue qragioni nell’ intervento.
Anche uno spinello è pericoloso
a certe fascie di età va assolutamente evitato….poi
il discorso diventa lungo, Venditti ha scelto di fare un certo tipo di spettacolo, come tale va visto, liberissimo di intercalarlo con interventi parlati
lui è questo, del resto chi è andato ad ascoltarlo si presume che lo conosce abbastanza bene come artista, non poteva aspettarsi altro….x me un grande artista libero senza lacci
fare treore e mezzo di spettacolo non è da tutti.
L’intelligenza è passeggera.