L’Ite Gentili punta i piedi
dopo i sopralluoghi della Provincia:
«Non vogliamo trasferirci»

MACERATA - I tecnici dell'ente hanno visitato l'istituto per valutare nuovi spazi per il liceo Scientifico. Il comitato si oppone: «Chiediamo che i nostri rappresentanti siano preventivamente coinvolti ed interpellati per qualunque decisione»

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L’Ite Gentili

 

«L’Ite “Gentili” di Macerata non vuole essere oggetto di scambi né privato della sede di via Cioci. E’ indispensabile che gli organi rappresentanti l’Ite siano preventivamente coinvolti ed interpellati per qualunque decisione in merito». Questo l’appello del comitato Ite Gentili al presidente della Provincia Antonio Pettinari, dopo alcuni sopralluoghi lunedì per valutare gli spazi dell’istituto. La querelle, che anima le scuole maceratesi da poco prima della fine dell’anno scolastico, resta quella del domino di spazi e classi che potrebbe coinvolgere i licei Scientifico e Linguistico. Con il primo “sfrattato” dalla succursale di palazzo degli Studi in centro per far spazio ad alcune classi del secondo. Pettinari ha detto a più riprese che nessuna decisione è stata presa, ma il comitato ci tiene a puntualizzare alcune circostanze per cui ritiene fondamentale rimanere nella sua sede storica, senza dover ipotizzare trasferimenti. Tra le ragioni il fatto che «il numero degli studenti attualmente supera i 600 con un trend in aumento negli ultimi anni, quindi la struttura di via Manzoni non sarebbe sicuramente in grado di accoglierli tutti. Inoltre l’orario scolastico si sviluppa su 32 ore settimanali, pertanto tutti i giorni gli alunni escono dopo le 13 e l’attuale posizione di vicinanza al terminal degli autobus consente agli studenti pendolari, che rappresentano circa i due terzi degli iscritti, il rientro a casa in orario accettabile, cosa non realizzabile da via Manzoni (non servita da adeguate fermate autobus)». L’Ite non vuole trasferirsi anche per non perdere i laboratori. E in particolare degli indirizzi Informatico (quattro laboratori più uno in corso in allestimento), Linguistico con laboratorio già finanziato e in corso di allestimento e «tale corso – aggiunge il comitato -, necessita inoltre di aule aggiuntive destinate alla contemporaneità delle tre lingue curriculari» e infine l’indirizzo Economico sportivo, «che ha bisogno di usufruire giornalmente, sia mattina che pomeriggio, delle tre palestre interne e di aule specifiche per la formazione teorica». Con un trasloco insomma «ogni indirizzo, senza le sopraccitate strutture, sarebbe impossibilitato a svolgere le sue regolari attività didattiche e formative». Inoltre tutti i beni presenti nell’istituto «sono stati inventariati e gestiti attraverso i fondi del bilancio del “Gentili” provenienti da Pon assegnati alla scuola e vincolati alle aule e alla scuola stessa e dai contributi volontari dei genitori. In caso di diversa collocazione, i fondi assegnati all’Ite dovranno essere restituiti all’Ente erogatore determinando così un rilevante danno agli studenti e ai genitori». Il comitato conclude ricordando che «l’Ite ha stipulato negli anni un patto con le famiglie garantendo un determinato servizio in questa struttura sede storica di riferimento da più di mezzo secolo».


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