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Rivolta allo Scientifico,
la protesta rallenta lo “sfratto”
«Chiediamo sede unica»

MACERATA – Sit in di oltre tre ore sulla scalinata dell’istituto. Il dirigente: «La Provincia non ha ancora deciso e sta valutando alternative». Dal collegio degli insegnanti documento a firma unanime. Monteverde, professoressa e vicesindaco: «Disponibili come Comune a ragionare insieme sul futuro delle scuole superiori». Il Linguistico, senza trasferimento, rischia di dover rifiutare diversi iscritti
lunedì 3 Giugno 2019 - Ore 20:06 - caricamento letture
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Un momento della protesta alle porte del liceo Scientifico di via Manzoni

di Federica Nardi (foto di Fabio Falcioni)

«Il presidente della Provincia Antonio Pettinari mi ha detto che al momento non ha deciso ancora nulla e che stanno valutando soluzioni alternative». Piefrancesco Castiglioni, preside del liceo Scientifico Galilei di Macerata, ha annunciato così che le opzioni sono ancora aperte per la succursale del liceo a palazzo degli Studi che ospita da anni 15 classi dello Scientifico. Il trasferimento di due sezioni nella sede di Ragioneria in via Cioci, annunciato venerdì come certo a docenti e personale della scuola e motivato con la necessità di allocare cinque classi del liceo Linguistico, ha subìto quindi uno stop.

Probabilmente sotto il pressing di un intero istituto che oggi si è sollevato in protesta contro la decisione della Provincia (che ha la competenza sulle scuole superiori). Ma il problema, annoso e ora riemerso in modo eclatante, resta. Ed è quello degli spazi. Da un lato infatti lo Scientifico soffre da tempo della mancanza di una sede unica. Dall’altro il Linguistico, che fa riferimento al Classico di corso Cavour, quest’anno rischia di andare in sovrannumero di iscritti e di dover quindi rinunciare a degli studenti.

Pierfrancesco Castiglioni

La protesta degli studenti dello Scientifico in ogni caso è iniziata già venerdì, con alcuni cartelloni (poi rimossi), appesi in via Matteotti sotto la sede in centro. E oggi, con oltre cento di loro a manifestare sulle scale della sede centrale dell’istituto in via Manzoni, mentre all’interno si svolgeva il Collegio dei docenti convocato d’urgenza (e tenutosi nonostante il no del preside). Il preside Castiglioni ha voluto specificare che l’aveva annullato «perché avevo già detto alcune cose. Da tre giorni ho avuto contatti continui con Pettinari a cui ho chiesto di valutare assolutamente soluzioni alternative. L’ultima telefonata con lui è stata domenica pomeriggio. Ho chiesto, almeno, di non spartire ancora di più le classi. Più di questo non posso fare – prosegue Castiglioni -. L’unica cosa che non mi va giù è che qualcuno pensi che non mi importi di questa scuola. Potevo stare in pensione da tre anni e ci sono rimasto perché è una scuola che amo. Le pecche principali vanno cercate all’origine, quando si è rifiutato di fare il liceo linguistico qui. Quando si poteva fare la scuola in via Cioci. Ho anche ricordato al presidente Pettinari quanti traslochi sono già stati fatti. Ma più di questo non posso fare perché la competenza è della Provincia. Per me resta una priorità: la sede unica. E per non avere solo parole bisognerebbe da firmare un accordo di programma».

La lettura del documento al termine del Collegio dei docenti, al microfono Lucia Tancredi

Il Collegio dei docenti ha firmato un documento unitario (tutti d’accordo tranne un’astensione) dopo oltre due ore e mezza di discussione al primo piano dell’istituto. Nel documento, letto al termine dell’assemblea dall’insegnante Lucia Tancredi, il Collegio specifica di essersi riunito «a seguito della inaspettata comunicazione di trasferimento ad altra sede delle 15 classi della sede distaccata del liceo scientifico a palazzo degli Studi, motivata dalla necessità di allocare cinque classi del liceo linguistico» ed esprime «unanimamente e irrevocabilmente il proprio dissenso». Innanzitutto il fatto che lo Scientifico abbia costruito nella sede di palazzo degli Studi «un’identità, una continuità e un’ottimizzazione degli spazi» (compresi i laboratori da poco ultimati), «a cui non intende rinunciare». Poi obiezioni sul metodo con cui è stato comunicato il trasferimento (diventato tuttavia “incerto” dopo la protesta), cioè, sostiene il collegio: «come una decisione già presa, senza consultazione e opportune mediazioni delle parti interessate». I docenti invitano Pettinari «a far riferimento alla normativa per cui le istituzioni scolastiche non in grado di accogliere nuovi alunni sono tenute a riorientare i nuovi scritti in eccedenza rispetto alla disponibilità dei locali». Obietta poi la «decisione di smantellare fisicamente 15 classici di una succursale che già da anni lavora con profitto per trovare una sistemazione a sole cinque classi del liceo Linguistico», ritenendola «priva di fondamento». E infine la richiesta di incontro a Pettinari e il no al «trasferimento coatto, fino a quando la Provincia non avrà trovato una risoluzione definitiva, volta all’individuazione o realizzazione di una sede unica per il liceo Scientifico». Domani anche le rappresentanti dei genitori convocheranno un Consiglio di istituti urgente.

Stefania Monteverde

Presente all’assemblea, in qualità di insegnante del liceo, la vicesindaca Stefania Monteverde. «Condivido quanto scritto dai colleghi – spiega -. Come amministrazione non sapevamo nulla perché è di competenza della Provincia. Confermiamo in ogni caso la piena disponibilità a partecipare a un eventuale tavolo per valutare il futuro degli istituti superiori». L’insegnante di Scienze, Andrea Antinori, aggiunge una sua considerazione personale: «Ritengo che la Provincia debba trovare i locali, magari portando i suoi uffici a Piediripa e spostandosi da palazzo degli studi. Se c’è bisogno di spazi non capiamo perché ci sia da spostare la scuola».

 

“Non siamo studenti di serie B” Protesta allo Scientifico (FOTO-VIDEO)

 

Lucia Tancredi e Francesca Principi

I rappresentanti degli studenti

 



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