Caos busta paga pesante,
Morgoni e Morani attaccano il governo
Ferracuti (Cisl): «Disparità di trattamento»

SISMA - Reazioni dure al disallineamento normativo creato. I parlamentari del Pd: «vanno morendo i contributi già previsti e all'orizzonte non se ne vedono di nuovi». Giorgio Menichelli, segretario di Confartigianato Imprese Macerata, Fermo e Ascoli scrive al sottosegretario Crimi: «Almeno sia concesso il posticipo dell’invio dell’istanza di rateizzazione e il pagamento delle prime rate»
- caricamento letture

crimi-tolent-999-325x217

Vito Crimi durante l’incontro con i sindaci del 22 gennaio a Tolentino

Caos busta paga pesante, reazioni tutt’altro che positive alle parole del sottosegretario Crimi che ha informato il presidente dell’Inps  che la restituzione della busta paga pesante sarà prorogata al 31 ottobre, ma l’emendamento che lo prevede è contenuto nello Sblocca cantieri, decreto non ancora approvato.Critiche arrivano dai deputati del Partito Democratico Mario Morgoni e Alessia Morani e dal segretario regionale Cisl Marco Ferracuti. Mentre Confartigianato, attraverso il segretario generale di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo Giorgio Menichelli chiede almeno il posticipo dell’invio dell’istanza di rateizzazione e il pagamento delle prime rate.

 

morani-morgoni-1-325x217

Alessia Morani e mario Morgoni

«A dispetto delle incredibili promesse fatte a più riprese nelle varie campagne elettorali, per le zone colpite dal terremoto con Lega e 5 Stelle si sono registrate solo due novità: si interviene con un misto di improvvisazione e cinismo propagandistico e si abbandonano i provvedimenti in materia di rinascita economica assunti dai precedenti governi». Lo dichiarano Morgoni e Morani. «Il trionfalistico annuncio del sottosegretario Crimi- spiegano- illustra purtroppo con efficacia l’approssimazione con cui il governo si muove sul tema degli aiuti alle popolazioni colpite dal terremoto. Crimi si è venduto come promessa mantenuta un emendamento che proproga al 31 ottobre della restituzione della busta pesante, aggiungendo come garanzia delle improprie interlocuzioni con il presidente dell’Inps. Possibile che dopo anni di permanenza in Parlamento Crimi non abbia ancora imparato la differenza tra un semplice emendamento e una legge in vigore? E ammessa e non concessa la concretezza di quanto rivendicato da Crimi perchè scegliere ancora una volta la linea della provvisorietà (che significato ha il 31 ottobre) e non regolare in modo strutturale la questione affrontando il tema nel contesto della prossima legge di Bilancio quando sarebbe possibile affrontare in modo concreto la riduzione della quota da restituire come più volte richiesto dal Pd?». i due parlamentari accusano ancora l’attuale governo: «L’unica discontinuità vera rispetto ai provvedimenti dei governi precedenti consiste nello smontare progressivamente l’impianto degli interventi avviati dai governi di centrosinistra per garantire un nuovo sviluppo alle aree colpite dal sisma». Morgoni passa in rassegna l’una tantum del 2016 non rinnovata, gli interventi per la ripresa economica passati da 23milioni nel 2017 a 13milioni nel 2018 a 5 milioni attuali. «Con questo governo del cambiamento – insiste Morgoni – vanno morendo i contributi già previsti e all’orizzonte non se ne vedono di nuovi».

aldo-moro-bentivogli-2-325x217

Marco Ferracuti, segretario regionale Cisl

Duro anche Ferracuti, segretario Cisl Marche: «Dovrebbe  farci stare tranquilli una non meglio precisata richiesta dello stesso Sottosegretario Crimi al Direttore dell’Inps volta a bloccare la riscossione delle rate di restituzione. Peccato che l’Inps può intervenire solo sui pensionati che devono restituire l’Irpef sospesa e sui suoi dipendenti, mentre non può nulla per tutti i lavoratori dipendenti lasciati oggi nella totale incertezza. Apprezziamo la buona volontà di introdurre un’ulteriore proroga, ma questo intervento tardivo sta creando incertezze e tanto disorientamento Ci sarà sicuramente una disparità di trattamento, tra pensionati che potrebbero essere esonerati dalla prima trattenuta, ammesso e non concesso che l’Inps accolga la richiesta del Sottosegretario Crimi, e lavoratori dipendenti che dovrebbero effettuare il pagamento diretto tramite F24 e che non possono in autonomia decidere di non adempiere a una norma di legge. Senza considerare l’incognita per i lavoratori che hanno richiesto al proprio datore di lavoro di restituire tramite sostituto d’imposta con la trattenuta in busta paga».
Ferracuti propone di approvare, in extremis, come accaduto un anno fa, un decreto legge che proroghi l’avvio della restituzione dell’Irpef e dei contributi sospesi. «Anche per questo, chiediamo che il governo intervenga direttamente per garantire ai lavoratori e ai pensionati l’immediata restituzione della prima rata che si troveranno costretti a pagare in questa situazione grottesca e paradossale provocata da un intervento atteso ma purtroppo tardivo».

Giorgio-Menichelli

Giorgio Menichelli

Giorgio Menichelli di Confartigianato si è rivolto direttamente al sottosegretario: «Visto il disallineamento della normativa, in attesa della definitiva approvazione del decreto, è necessario che l’Inps, nel caso di non approvazione definitiva dell’emendamento di proroga, consenta, in modo tempestivo e senza sanzioni, di far presentare l’istanza di rateizzo anche dopo il 1 giugno. Del resto il messaggio Inps che detta le regole è solo del 23 maggio scorso, presentare istanze per migliaia di aziende in pochissimi giorni è veramente impossibile».

 

Caos busta paga pesante, emendamento in Senato ma scadenza alle porte



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X