Nubi sulla scuola di San Ginesio
«Silenzio delle istituzioni da quattro mesi»
CANTIERE FERMO - Il sindaco Ciabocco chiede un incontro urgente al commissario: «La ditta appaltatrice ha presentato la documentazione per il concordato preventivo fallimentare»
di Maurizio Verdenelli
Nuvoloni neri sul cielo del polo scolastico prossimo venturo di San Ginesio. Ad ‘avvistarli’ è il sindaco Giuliano Ciabocco che ha chiesto un incontro ‘urgentissimo’ al commissario straordinario, Piero Farabollini e al responsabile unico del progetto, Benedetto Renzetti. Ad allarmare il capo dell’esecutivo sanginesino è il sostanziale silenzio ufficiale dal 6 febbraio scorso (summit a Rieti) sulle tempistiche del polo che dovrebbe sorgere nei pressi del monumentale Ospedale dei Pellegrini con un finanziamento di 12,5 milioni di euro in forza dell’ordinanza commissariale n. 14 del 16 gennaio 2017.
In quell’area, circoscritta e limitata da vincoli della Soprintendenza, sono previste le nuove sedi dell’istituto psico-pedagogico ‘A. Gentili’, dell’istituto professionale ‘R. Frau’, oltre a scuola media e al plesso delle elementari. A muovere la richiesta di incontro c’è sopratutto la rivendicazione del diritto da parte della popolazione di conoscere la realtà della situazione «a quasi un anno dalla cerimonia di ‘inaugurazione del cantiere’» scrive Ciabocco usando ironicamente virgolette e corsivo a proposito del cantiere di lavoro. La preoccupazione c’è dunque e risiede in una novità di cui il sindaco è venuto a conoscenza. Leggiamo: «Alcuni giorni fa sono venuto a conoscenza che la ditta appaltatrice ha presentato presso il tribunale competente la documentazione per il concordato preventivo fallimentare».
Ci dice il sindaco: «Occorre pure dire che la ditta ci ha rassicurato che vuole andare avanti. Tuttavia ci preme essere parte attiva nella redazione definitiva del progetto prima della conferenza permanente». In questa linea, l’amministrazione comunale si era mossa incontrando l’archistar Mario Cucinella e per questo era stata poi diffidata dal procedere oltre -ricorda lo stesso Ciabocco- dal poule degli architetti incaricati dal progetto.
E silenzio ha incassato, il sindaco sanginesino, anche dal Miur in riferimento alla richiesta fatta il 13 novembre scorso in riferimento al polo.
Di che si tratta? «Abbiamo chiesto al ministero il contributo per la delocalizzazione provvisoria dei due istituti superiori. Il ‘Gentili’ attraverso la sistemazione dell’ex convento dei Cappuccini, il ‘Frau’ attraverso la realizzazione di una struttura modulare provvisoria nei pressi dell’attuale scuola di Passo San Ginesio». Rivela con amarezza Ciabocco: «Non ho avuto da Roma neppure un cenno di risposta. Al momento riusciamo a mantenere il livello buono degli iscritti a questi due istituti prestigiosi (il professionale è rivolto ai futuri specialisti della meccanica e del legno, ndr) grazie pure ad iniziative di sostegno alle famiglie degli studenti da parte dell’amministrazione relativamente ad iscrizione e libri di testo». Ed ancora: «Speriamo però che la ricostruzione post sisma avvenga con passi più rapidi: la situazione è difficile».
«Occorrono leggi speciali ed uscire dalla routine burocratica» è il pensiero del gen. Marco Bertolini, candidato alle europee nella lista FdI, ricevuto nella bella sede del comune, già villa dell’editore Giuffrè. Presenti all’incontro pure il capogruppo Francesco Paletti, e l’ex sindaco Pier Enrico Parrucci. Un sorriso a Ciabocco lo strappa infine l’invito dal 10 al 15 giugno a Fabriano da parte della fondazione Merloni alla XIII Conferenza delle città creative a cura dell’Unesco. San Ginesio sarà ospite d’onore al padiglione Rinasco come rappresentante delle comunità del ‘cratere sismico’. «Porteremo a Fabriano uno dei nostri simboli artistici: la copia in legno di Amore e Psiche che conserviamo in Comune» annuncia il primo cittadino. E la Pala di Sant’Andrea? «E’ tornata da Milano ed è ora più vicina a noi: ad Osimo a palazzo Campana dove è stata esposta la prima volta dopo il terremoto insieme con gli altri capolavori dei Sibillini di cui è probabilmente l’espressione più alta».
