Recanati, bocciato il Bilancio
Verso nomina commissario
per approvare l’atto
IL CONSIGLIO COMUNALE con 7 voti a 6 ha voltato le spalle all'amministrazione, che sottolinea che l'ente non verrà commissariato. Decisivi i voti sfavorevoli del candidato sindaco Grufi e dei suoi Biagiola e Castagnari. Il sindaco Fiordomo: «Un'imboscata che lascia il tempo che trova». Simonacci all'attacco: «Chi ha governato per 10 anni ha prodotto solo divisioni, prova regina è ciò che è accaduto in assise ieri»
Recanati, il Consiglio comunale non approva il bilancio del 2018. Ora potrebbe essere nominato un commissario ad acta dalla prefettura per verificare il bilancio e approvarlo. Ma sarà un passo successivo, con la probabile convocazione di un nuovo Consiglio (anche se dopo la seduta di ieri sera è sciolto in vista delle elezioni del 26 maggio) per approvare l’atto.
Non si tratta comunque di un commissariamento del Comune, precisa l’amministrazione a scanso di equivoci. L’approvazione del bilancio ieri è naufragata con 7 voti contro e 6 a favore. A voltare le spalle all’amministrazione, oltre ai 4 consiglieri di minoranza anche gli ex della maggioranza: il presidente del Consiglio Massimiliano Grufi, candidato sindaco con l’Udc e due esponenti della sua lista: Alessandro Biagiola e Luca Castagnari.
Domani il sindaco Francesco Fiordomo andrà dal prefetto, come prevede il regolamento, per informarla della mancata approvazione del bilancio consuntivo. Da lì l’ipotesi più probabile è che Fiordomo vorrebbe perseguire è di convocare un altro consiglio comunale con lo stesso ordine del giorno. Se nemmeno questo riuscisse ad approvate il bilancio consuntivo, a quel punto sarà nominato un commissario ad acta per approvare l’atto. «Una scelta del tutto inattesa – commenta Fiordomo – Si trattava del bilancio consuntivo, un atto amministrativo con i conti tra l’altro in ordine. Era l’ultimo Consiglio comunale, il consuntivo è un atto quasi dovuto, tranquillo. Per me è un’ imboscata politica che lascia il tempo che trova, hanno voluto fare campagna elettorale. Che sia un dispetto a me o un segnale di una futura alleanza tra loro e il centrodestra? In ogni caso me ne farò una ragione. L’istituzione però va trattata meglio, così come Recanati. La nostra città va alla grande, ora se ne parla praticamente gratis in tutto il mondo grazie alla notizia sulla possibilità di voto a Lionel Messi».
Fiordomo in campagna elettorale sostiene il suo vice sindaco Antonio Bravi dopo la separazione dal Pd che appoggia Graziano Bravi: «Noi siamo stati coerenti fino alla fine – sottolinea Andrea Marinelli, segretario cittadino del Pd – e abbiamo votato a favore. La sorpresa arriva dagli ex alleati dell’Udc».
«Quanto accaduto – scrive in una nota il centrodestra recanatese che appoggia il candidato Simone Simonacci – è la prova regina che questa amministrazione, per 10 anni osannata ed esaltata per i suoi risultati e la sua forza, ha prodotto solo acri divisioni fino ad arrivare al commissariamento (circostanza smentita dall’amministrazione, ndr). Lo stesso Partito democratico, autoproclamatosi principe di legalità e giustizia, si è spaccato e il consigliere Scorcelli ha messo nero su bianco in diretta i reali procedimenti della tanto decantata partecipazione popolare alla politica di centrosinistra cittadina. I 10 anni di amministrazione Fiordomo hanno portato alla creazione di tre diversi candidati sindaco partoriti dalla stessa maggioranza che, nel 2014, vinse con il 56,6% dei consensi. Oggi vediamo che da quella percentuale quasi plebiscitaria emergono un candidato che è espressione diretta del sindaco uscente, tanto che il nome di Fiordomo compare in una delle liste a suo sostegno pur non essendo candidato. Vediamo un Graziano Bravi candidato – controvoglia – insieme al Pd, con una parte di iscritti, rappresentati da Scorcelli, totalmente contrari alla decisione presa in quanto inorriditi al solo pensiero di dover votare per un uomo di Corvatta. E lo stesso segretario del Pd, Marinelli, ha preferito rispondere con altre accuse verso Scorcelli piuttosto che difendere il proprio candidato sindaco». Simonacci aggiunge che «A questa commedia tragica ha partecipato anche Grufi, con la collaborazione di Biagiola e Castagnari. Tre – tardive – conversioni sulla via di Damasco, delegittimando l’assessore al Bilancio e vicesindaco Antonio Bravi a tre settimane dalle elezioni».
(Redazione Cm)
Lionel Messi elettore a Recanati, spedita la cartolina a Barcellona


