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La ricetta di Landini per la ricostruzione:
«Persona al centro e lavoro prima di tutto»

TOLENTINO - Il segretario nazionale della Cgil protagonista di un incontro all'auditorium Poltrona Frau. Raccolte le testimonianze di chi opera sul territorio, ha sottolineato la necessità di un nuovo modello di sviluppo
sabato 6 Aprile 2019 - Ore 14:53 - caricamento letture
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Da sinistra: Daniel Taddei (segretario generale Cgil Macerata) e Maurizio Landini (segretario generale Cgil)

di Giacomo Gardini

«La ricostruzione non nasce tanto dai muri e dal cemento, quanto dal recupero di una prospettiva reale per il territorio». Secondo Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, il futuro del cratere dipenderà dalle prospettive lavorative che sarà in grado di offrire ai suoi cittadini. L’argomento è stato affrontato questa mattina durante la sua visita a Tolentino, per l’attivo dei quadri e delegati della Cgil di Macerata, nell’Auditorium della Poltrona Frau.

Sergio Fabbri, Maurizio Landini e Daniele Pelliccioni

Prima dell’incontro, una breve visita al museo dell’azienda. Daniele Pelliccioni, direttore operativo Poltrona Frau, e Sergio Fabbri, responsabile risorse umane, hanno guidato il segretario tra le eccellenze storiche del marchio tolentinate. A moderare l’incontro, invece, è stato Daniel Taddei, segretario Cgil Macerata. La parola subito a Claudio Nasnini, Rsu Poltrona Frau, che ha fatto gli onori di casa:«Ricordo le vertenze che hanno colpito la nostra azienda nel 2009. Dopo ben 36 ore di sciopero, abbiamo ottenuto grandi risultati. L’esperienza raccolta nel corso degli anni va trasmessa ai lavoratori che verranno dopo di noi». Ivan di Pierro, professore a contratto dell’Università di Macerata, ha spostato il focus sul nodo della ricostruzione.

Claudio Nasnini, Daniel Taddei e Maurizio Landini

«Questa terra si popolerà di fantasmi – ha avvertito – se non facciamo qualcosa al più presto. Si è aperta una stagione nuova per il sindacato, che torna ad essere centrale: aumentano le sue responsabilità. Dobbiamo essere faro e porto aperto per tutti i lavoratori». «Sembrava impossibile – ha continuato Elisabetta Ballini, delegata di Nidil Macerata – eppure la precarietà è arrivata anche a Tolentino. Oggi più che mai c’è bisogno di un sostegno vivo, sentito ai lavoratori. La rassegnazione non può vincere.». Francesco Passerotti, dipendente Enel, ha spiegato le difficoltà con cui lui e i suoi colleghi hanno a che fare ormai dal 2016:

Francesco Passerotti, Daniel Taddei e Maurizio Landini

«Nell’immediato post-terremoto siamo stati costretti anche a turni da 16 ore. Aspettavamo nuovo personale, che però non è arrivato. La zona del Maceratese, la più colpita dal sisma, sembra essere stata abbandonata. Probabilmente l’Enel non vede più prospettive di crescita in questo territorio». Singolare l’intervento di Simone Salvucci della Filcams, dipendente in una farmacia municipalizzata: «Dopo il terremoto, a Tolentino c’è stato un incremento del 32% per quanto riguarda il consumo di antidepressivi. Il mattone non ha ucciso qui, ma lo fa lo stress e l’ansia». Quale potrebbe essere l’antidoto allo sconforto generale? «Il lavoro, senza dubbio. Garantendo sbocchi occupazionali restituiremmo la dignità ai cittadini. Soltanto così possiamo riportare le persone a vivere queste terre». Dopo una lunga serie di interventi, Landini ha risposto punto per punto alle precedenti istanze:

Daniel Taddei e Maurizio Landini

«Sono felice del successo di questa iniziativa – ha esordito -, stiamo riportando attenzione sul cratere. Cgil, Cisl e Uil hanno attivato più di 104 progetti sul territorio, che hanno valorizzato esperienze importanti». «È evidente la necessità di un nuovo modello di sviluppo. Mentre commissario e governo sembrano non voler ascoltare, la Cgil ha proposto ai sindaci di aprire un tavolo di confronto sulle loro eventuali proposte». Tante città, zone diverse, ma un unico mantra: «La persona deve tornare a essere un elemento centrale – ha spiegato Landini – e in questo processo il lavoro è un punto fondamentale». «Uniamo le nostre intelligenze, le nostre coscienze – ha concluso il segretario generale – per la ripresa del territorio, per la nostra dignità. Se necessario, avanti con la mobilitazione. Stiamo già pensando a una grande manifestazione nel mezzogiorno, prevista per il 22 giugno».

 



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