Gas Marca, 6 milioni in Btp
«Perché si investe in prodotti finanziari
invece che in opere pubbliche?»
CIVITANOVA - Il consigliere comunale Stefano Ghio contesta la scelta del cda dell'Atac, che a fine novembre ha deciso di acquistare titoli di Stato con i proventi della cessione del 51% della società a Estra

Il consigliere Stefano Ghio
I sei milioni di euro di Gas Marca investiti in titoli di Stato. E’ tutto in un documento in possesso del consigliere di Civitanova Stefano Massimiliano Ghio che rende nota l’operazione avvenuta il 29 novembre 2018 nel corso di un’assemblea del cda dell’Atac che ha ratificato l’investimento. Alla riunione erano presenti il presidente Massimo Belvederesi, i membri del cda (assente la consigliera Orlandi) e i membri del collegio sindacale e il dirigente del comune di Civitanova Marco Passarelli. Nella riunione si è fatto cenno al fatto che al momento non si è ancora deciso come impiegare sul territorio i 6 milioni di euro derivanti dalla cessione del restante 51% di Gas Marca a Estra. Così le somme, attualmente presenti in due istituti bancari sono state investite in prodotti finanziari, in Btp per 4 anni con clausole di gestione autonoma, di facile smobilizzo e quotati in mercati regolamentati. «Perché il frutto dei sacrifici di una città deve essere investita in strumenti finanziari invece che in opere pubbliche? – chiede il consigliere Ghio – ecco perché l’Atac si è dotata del codice “Lei” che permette operazioni finanziarie a rischio».
Ghio, per chi investire significa un tipo di incidente automobilistico, vorrebbe magari sapere se questi sei milioni sono dell’Atac società partecipata che può decidere autonomamente cosa farne o appartengono anche al comune che deve dire comunque la sua oppure no?