Confindustria giovani, 2018 ok:
nel futuro esperienza alla Toyota
e il gemellaggio con Torino
CIVITANOVA - Ventisei i nuovi iscritti lo scorso anno. Nel 2019 in cantiere i rinnovi dei progetti di orientamento dalle elementari fino all'università e un importante viaggio a Tokyo. Il presidente Paolo Carlocchia ha fatto il punto sull'attività. Tema centrale dell'incontro il passaggio generazionale: ne ha parlato anche Francesco Vena, rampollo dell'Amaro Lucano
di Laura Boccanera (Foto di Federico De Marco)
Formazione, visite aziendali e 26 nuovi associati a Confindustria giovani. Il 2018, “benedetto” dalla presenza di Yuri Chechi lo scorso anno aveva regalato al gruppo giovani imprenditori di Confindustria Marche un avvio di entusiasmo e di positività che non è stato disatteso. Per il secondo anno, l’assemblea, riunita nella sala consiliare del comune di Civitanova, ha diretto nel pomeriggio l’appuntamento annuale alla presenza di alcuni ospiti e testimonianze che hanno relazionato sul tema scelto: il passaggio generazionale.
All’inizio del dibattito, nella parte riservata ai soci, il presidente Paolo Carlocchia ha fatto il resoconto delle attività dell’anno trascorso, elencando i tre filoni sui quali l’attività del gruppo Giovani si è concentrata: formazione, visite aziendali e orientamento in collaborazione con le scuole. Tra i progetti più interessanti il “learning by doing” che ha permesso a studenti dell’università di confrontarsi con problemi reali delle aziende proponendo soluzioni e “imparando dall’esperienza”. Non sono mancati anche incontri istituzionali come quello con il rettore di Unicam e la visita alla zona rossa di Camerino. Per il 2019 in programma una esperienza formativa con il non plus ultra della tecnologia nel settore automotive direttamente alla Toyota, a Tokyo, dal 20 al 28 aprile dove saranno organizzati anche incontri di carattere commerciale.
Ma il 2019 ha in serbo altre novità, come il gemellaggio con la sezione di Torino e il rinnovo dei progetti di orientamento dalle elementari fino all’università. Al termine della parte privata dell’assemblea le testimonianze dei due ospiti che ciascuno per la sua competenza hanno offerto un punto di vista inedito sul tema del passaggio generazionale. Un aspetto che spesso viene trascurato dalle imprese: solo una minima percentuale di aziende programma l’uscita del fondatore e il passaggio in maniera precisa e dettagliata, non trascurando aspetti che possono sembrare irrilevanti (come il passaggio delle quote patrimoniali) e che invece rischiano di portare alla morte dell’attività. «Le aziende sono cresciute in questi ultimi 40 anni in maniera confusa, disordinata – ha sottolineato Sandro Vita, esperto di pianificazione finanziaria e formatore per Banca Mediolanum – spesso perchè non si conoscono gli aspetti tecnici delle successioni, ma si ignorano anche quelli più empatici e psicologici». Sul passaggio generazionale si è soffermato anche Francesco Vena, rampollo dell’Amaro Lucano, alla quarta generazione, esempio di un passaggio generazionale avvenuto con successo. Alla platea ha raccontato la sua storia familiare e professionale, portando energia ed entusiasmo al pubblico presente che ha seguito la testimonianza con particolare attenzione.








Da un vecchio atlante geografico degli anni’80, su geografia politica c’è scritto che le marche,e in generale l’italia, è un paese in cui l’attività principale è l’agricoltura,con altri settori in via di sviluppo.ma non stiamo tornando alle nostre origini?.possiamo inventarci tutti i modelli che vogliamo,le industrie ci saranno pure,
ma tutto quello che si porterà dietro sarà solo precariato.nei paesi con forte vocazione industriale,le industrie,università,e stato,camminano di pari passo e vengono finanziate.i giovani laureati vengono pagati per studiare e collaborano con le industrie.qui da noi industria università stato e lavoro sono parole che sembrano abbiano perso il loro significato.mi auguro che cambi qualcosa ma ad essere ottimista non ne vedo soluzioni esoteriche.